Pedofilia. Papa: “Violenza sui bambini va prevenuta”
25 Aprile 2010
di Redazione
Il Papa ringrazia e incoraggia "quanti si dedicano alla prevenzione e all’educazione" nella Giornata nazionale per i bambini vittime della violenza promossa dall’associazione antipedofilia Meter. "Ringrazia e incoraggia" genitori, insegnanti, catechisti e animatori di parrocchie, e anche "tanti sacerdoti e suore" che vi si dedicano con profitto, nonostante altri si siano macchiati di abusi. E a tutti i sacerdoti, nella giornata che la Chiesa dedica alle vocazioni, raccomanda "un’ascesi severa", ricordando loro che "solo il Buon Pastore custodisce con immensa tenerezza il suo gregge e lo difende dal male, e solo in Lui i fedeli possono riporre assoluta fiducia".
In questa quarta domenica di Pasqua si intrecciano vari eventi religiosi, comprese due proclamazioni di nuovi santi, una a Roma, celebrata dal card.Vallini, e l’altra a Barcellona alla presenza del segretario di Stato, card.Tarcisio Bertone. E anche i nuovi santi diventano occasione di riflessioni sullo scandalo degli scandali. Benedetto XVI, al Regina Coeli a piazza san Pietro, invita i sacerdoti a prendere esempio da Angelo Paoli, carmelitano fatto oggi santo a Roma, dedito agli altri in una "intensa vita di penitenza", e da Josep Tous i Soler, fedele a Cristo "nonostante le prove e le difficoltà", sopportate "senza amarezza né risentimento".
Bertone, in Catalogna, auspica un maggiore impegno nella formazione del clero, ribadendo, in una intervista a La Vanguardia antecedente alla cerimonia, che "non c’è‚ una relazione diretta fra il celibato e il comportamento deviato di alcuni sacerdoti". "Anzi – aggiunge – è precisamente l’inosservanza del celibato che produce un progressivo degrado della vita del sacerdote, che cessa di essere un esempio, un dono, una guida spirituale per gli altri". Un concetto condiviso anche dal card. Martini nella sua rubrica di corrispondenza con i lettori del Corsera. Il porporato torna a ribadire che il celibato "non è un dogma, ma una perla preziosa, e va custodito". E assicura che la Chiesa sta "superando una tradizione di omertà", auspicando che la lotta alla pedofilia non si fermi alla Chiesa.
E, mentre l’Anno sacerdotale promosso da papa Ratzinger sta per concludersi (con un raduno internazionale di religiosi a inizio di giugno in Vaticano), il pontefice si augura nuove vocazioni che nascano dalla "preghiera" e ribadisce cosa si aspetta dai "ministri ordinati": "Sappiano sostare volentieri davanti al tabernacolo", "aderiscano totalmente alla propria vocazione e missione mediante un’ascesi severa, si rendano disponibili all’ascolto e al perdono, formino cristianamente il popolo a loro affidato, coltivino la fraternità sacerdotale". Parole del giugno 2009, a scandali ancora lontani. Poi cita san Gregorio di Nazianzo che chiedeva a san Basilio vescovo di insegnare ai sacerdoti "la severità nella dolcezza, la serenità e la mansuetudine nell’attività, i combattimenti in difesa del gregge, le vittorie conseguite in Cristo".
Intanto, al New York Times, tra i media più attenti alla pedofilia nella Chiesa, piovono lettere di protesta di prelati e semplici lettori che lo accusano di essere "anti-cattolico". "È irresponsabile ignorare le continue rivelazioni": risponde il "garante dei lettori" Clark Hoyt. "Per quanto possa essere doloroso – ha affermato – il giornale ha l’obbligo di seguire la storia per dove essa porti, anche alla porta del Papa". E prosegue l’outing di alti ecclesiastici, obbedienti all’invito del Papa a non nascondere più nulla: oggi l’arcivescovo di Stoccolma, Anders Arborelius, ha riconosciuto la propria responsabilità – dichiarandosi pronto alle "conseguenze" – per non aver aperto un inchiesta su un caso di abusi compiuti da sacerdote su due sorelle.
