La Germania ha perso ma è il vincitore morale di questi mondiali
08 Luglio 2010
La Germania, che tutti abbiamo ammirato in questo Mondiale 2010, ha spiazzato un po’ tutti. Se fino ad ora i tedeschi erano famosi nel mondo per essere freddi, cinici, sistematici e privi di fantasia, ora, come d’improvviso, il mondo scopre un tedesco nuovo che esprime leggerezza, spensieratezza e voglia di divertirsi. Gli artefici del cambiamento sono le nuove generazioni, finalmente libere dall’ingombrante passato e che non hanno più niente da pagare alla storia, ormai lontana, del proprio paese. Solo ora la Germania ed il suo popolo sono diventati qualcosa di totalmente diverso rispetto al passato.
Sono tanti i simboli della Germania di oggi. Uno è sicuramente la cantante Lena, sconosciuta in Italia, ma una star nel proprio paese e nel resto d’Europa. Poco più di un mese fa, questa ragazzina di appena diciannove anni, dai capelli scuri, solare, simpatica e sempre sorridente, esattamente all’opposto dell’immaginario teutonico, ha vinto l’Eurovision Song Contest 2010 ed è stata accolta come una sorta di capo di Stato al suo ritorno in Patria da Oslo dove aveva rappresentato e fatto vincere il suo Paese.
Ma lo specchio dell’attuale Germania e il simbolo del cambiamento dell’antropologia del Tedesco è la leggerezza e spontaneità con cui la Cancelliera Angela Merkel festeggiava i gol della propria nazionale durante la partita contro l’Argentina. La fredda, cinica e teutonica Merkel sembrava l’italiano Sandro Pertini dell’82. Del resto non è un caso che proprio la Merkel sia il Primo Ministro di un governo socialmente ed umanamente tanto variegato da far invidia al resto del mondo: un omosessuale dichiarato come Vice-Cancelliere e Ministro degli Affari Esteri, un Ministro della Salute nato in Vietman ed adottato da una coppia tedesca, un paraplegico come Ministro dell’Interno, un Barone alla difesa, una donna con sette bambini al Ministero del Lavoro e naturalmente lei, la Cancelliera, la prima donna Primo Ministro in Germania e nata e crasciuta nella ex Germania dell’Est.
Ma non è finita qui. Proprio pochi giorni fa è stato eletto in Germania il più giovane Presidente della Repubblica europeo, appena 51 anni, e sua moglie, di soli 36 anni, sfoggia senza problemi un grosso tatuaggio sul braccio destro. Lo stesso attuale Presidente della Repubblica aveva poi nominato suo ministro nel governo della Bassa Sassonia una tedesca-musulmana. Insomma, cose che noi italiani non possiamo neanche immaginare.
Nessuna sorpresa, dunque, che questo paese abbia saputo esprimersi nella nazionale di calcio, che tutti hanno visto esibirsi in Sudafrica. Una nazionale che è specchio fedele del paese e dalla quale si sente giustamente rappresentato: la più giovane nella competizione sudafricana, la seconda più giovane della storia dei mondiali e frutto di una programmazione iniziata nel 2005 dall’ex giocatore Matthias Sammer, che ha portato l’Under 19 ad essere Campione d’Europa nel 2008, così come l’Under 17 e l’Under 21 nel 2009. Una squadra gioiosa, spensierata, al limite dell’irriverenza.
Perchè per rifilare dodici gol in tre partite (quattro nella partita inaugurale, altri quattro all’Inghilterra del Maestro Capello ed ancora quattro all’Argentina di Maradona e Messi) ci vuole un pizzico di follia, di voglia di divertirsi e di giovanile incoscienza, che solo questa Germania sta dimostrando di avere. Questa nazionale è una sorta di prototipo della squadra del futuro: riesce a coniugare equilibrio tattico, gioco offensivo, qualità tecniche e potenza fisica. Ma è soprattutto una squadra che conta tra i suoi ventitre giocatori ben undici di origine straniera: ghanesi, turchi, polacchi, italiani, brasiliani… ma tutti orgogliosamente e felicemente tedeschi.
In appena un mese di mondiali di calcio anche gli immigrati ormai diventati tedeschi o figli di immigrati con passaporto tedesco hanno sventolato la bandiera della Germania. Il calcio è riuscito lì dove la politica spesso fallisce, ovvero a produrre un’integrazione reale, profonda e che lascerà il segno. Con questa nazionale la Germania si è buttata alle spalle il proprio passato scomodo, ha dimostrato di saper attrarre eccellenze da ogni parte del mondo ostentando orgogliosamente la propria capacità di poter e saper integrare lo straniero. Nonostante la sconfitta per 1-0 patita dalla Spagna, questa squadra non ha solo fatto divertire i tifosi di calcio, i tedeschi, gli addetti ai lavori ed i semplici curiosi, ma ha indicato la strada verso un futuro ormai imminente e che sarebbe da miopi, oltre che da mediocri, far finta di non voler vedere.
