A Fasano Pd e Pdl discutono del futuro dell’Italia
30 Agosto 2011
L’oramai tradizionale appuntamento politico di fine estate promosso dalle fondazioni Magna Carta e Nuova Italia nella splendida cornice della Selva di Fasano, in provincia di Brindisi, quest’anno ha indubbiamente catalizzato l’attenzione non solo di giornalisti ed esponenti di partito, ma soprattutto di tanti cittadini accorsi da ogni parte della Puglia.
“PD- PDL: a chi il futuro dell’Italia?” è stato il titolo scelto per la kermesse di ieri, che ha vantato tra i relatori invitati il sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, il vice presidente dei senatori del Pdl, Gaetano Quagliariello, il vice capogruppo del Pd al Senato, Nicola Latorre, e il Sindaco di Bari, Michele Emiliano.
Se non fosse stato per un impegno istituzionale che ha trattenuto Emiliano fuori regione, il tutto si sarebbe svolto con le quattro voci previste. Ma con una personalità come quella del Senatore Latorre il fronte sinistro non è certamente rimasto scoperto, anzi, il vice presidente dei senatori del Pd ha colto proprio l’occasione per sottolineare il ruolo forte che dovrebbe svolgere il Partito Democratico tra le opposizioni.
Tema centrale, inevitabilmente, quello della manovra finanziaria, perché è da lì che passa, volenti o nolenti, una parte importante del futuro del Paese. Ed è stato Gaetano Quagliariello a fornire, quasi in tempo reale, alcune anticipazioni provenienti dal meeting di Arcore, dove si stava ragionando proprio su come trovare la quadra di questa complessa manovra.
Abolizione di tutte le province e riduzione del numero dei parlamentari, ma tramite un’apposita legge costituzionale; nessun aggiustamento sull’IVA e un tentativo di riforma pensionistica, ma sempre in stretta collaborazione con quella parte del sindacato ragionevole e in grado di comprendere la gravità del momento. Questi alcuni dei punti cardine per far fronte a una situazione che non deriva da responsabilità governative contingenti, ma da scelte passate, anche di diversi decenni fa, di sistema economico; un sistema in cui l’Italia è stata per forza di cose catapultata, fatto di attività speculative e di tanti altri fattori che lo hanno portato a questo stadio di crisi. Un’analisi non condivisa, ovviamente, dal Pd, critico sia sulle scelte di Governo che sulla spartizione delle responsabilità.
Una lezione di realismo di alto profilo è arrivata, invece, dal sottosegretario Mantovano che, senza giri di parole, ha sottolineato la complessità di alcuni temi e la necessità di evitare toni demagogici nell’affrontarli. In primis quando si discute di abolizione delle province: una misura che, a suo avviso, non incide, nei fatti, sulla situazione economica complessiva, sia perché vi è poi un problema di personale, sia perché occorreranno diversi anni per rimodulare correttamente il sistema. Stesso discorso sulla riduzione degli stipendi ai parlamentari: un gesto significativo, di alto valore simbolico, giustissimo, ma davvero inconsistente dal punto di vista delle entrate fiscali. Insomma, sono altri gli interventi prioritari da mettere in campo subito.
La proposta di Mantovano – vicinissimo al Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che in queste ore guida la protesta contro i tagli agli enti locali – è di incidere con prontezza sui vari carrozzoni, che alcune amministrazioni creano a fini esclusivamente clientelari, e di sancire un patto generazionale per riformare un sistema pensionistico che, ideato durante il ventennio fascista, ormai risente delle mutate condizioni antropologiche e sociali. Poche nascite e tantissimi pensionati troppo giovani: questo è il dato su cui occorre riflettere e che bisogna invertire.
Certo, le ricette per uscire dalla crisi sono diverse da parte a parte. Ma, tenuto conto della difficoltà del momento, a conclusione della serata risuona forte l’appello di Quagliariello ad anteporre l’interesse nazionale a quello di parte o di partito. Perché solo così facendo, indipendentemente dal normale avvicendamento destra-sinistra al Governo del Paese, il futuro dell’Italia resta certo, nonostante la salita. Ed è un futuro che solo la Politica, quella autorevole, fatta con passione e con cognizione di causa, può e deve garantire.
