Per Bagnasco lavoro e lotta alla povertà sono le priorità dell’Italia
27 Gennaio 2014
di Redazione
Lavoro, scuola, carceri, immigrazione. Il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, affronta a 360 gradi i grandi temi dell’Italia di oggi nella prolusione al Consiglio episcopale permanente. Per Bagnasco il nostro Paese non è una "palude fangosa" fatta solo di "insidia, sospetto, raggiro e corruzione". Bisogna reagire all’egoismo, non cedere a comportamenti disonesti, a chi "approfitta del denaro, del potere, della fiducia della gente, perfino della debolezza e delle paure", "nulla deve rubarci la speranza nelle nostre forze se le mettiamo insieme con sincerità". Bagnasco interpreta la voce dei senza lavoro, "che sale da ogni parte del Paese" e a cui va data una risposta responsabile. La voce dei giovani, "il domani della nazione", che continuano a cercare le proprie opportunità e a mantenere "la fiducia e la voglia di non arrendersi nonostante esempi non sempre edificanti". La riforma dello Stato, dice il porporato, è tema importante, "necessario", ma il lavoro lo è ancor di più, "auspichiamo che ciò non vada a scapito di ciò che la gente sente più bruciante sulla propria pelle, e cioè il dramma del lavoro: la povertà è reale". Bisogna sostenere le famiglie, perché i singoli individui cercano "legami sicuri e stabili", ma le famiglie non vanno avanti senza lavoro.
