Il monito di Jean Claude Trichet sui conti

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Il monito di Jean Claude Trichet sui conti

13 Settembre 2007

La Bce stoppa Prodi: il pareggio di bilancio prima del 2011 è un obiettivo piuttosto difficile da raggiungere. Una chiara smentita di quanto concordato dal Governo con i partner dell’Eurogruppo lo scorso 20 aprile a Berlino (il termine sarebbe stato il 2010). Il bollettino mensile della Banca Centrale guidata da Jean Claude Trichet mette in guardia sul rischio di ripetere gli errori del passato e invita a mettere in pratica gli insegnamenti del biennio 1999-2000 “quando la mancanza di prudenza ha in breve tempo condotto a situazioni di disavanzo eccessivo”.

L’Eurotower, basandosi sugli obiettivi di disavanzo dei conti pubblici fissati nell’ultimo Dpef, aggiunge però che, per il 2007, il rapporto tra deficit e Pil dovrebbe scendere sotto il 3%. Martedì la Commissione europea aveva confermato per l’Italia le stime per il 2007 di crescita del Pil e dell’inflazione annua, entrambe all’1,9%.

Il governo italiano, spiegano gli analisti di Francoforte, “si pone ora come obiettivo un disavanzo pari al 2,5% del Pil nel 2007, al 2,2% nel 2008 e all’1,5% nel 2009. Sulla base di questi presupposti l’Italia non raggiungerebbe il proprio obiettivo di medio periodo di un bilancio in pareggio fino al 2011”. Infatti il Dpef che è stato presentato dal governo italiano, rileva la Bce, “integra gli effetti di un provvedimento teso a erogare nel 2007 maggiori spese, per un ammontare pari a circa lo 0,4% del Pil, a favore sia di destinatari di pensioni basse e sia di famiglie e giovani. Alcune di queste spese saranno di natura strutturale. Queste spese aggiuntive dovrebbero essere finanziate solo in parte dalle entrate maggiori del previsto”.

Più in generale, la Bce evidenzia come i programmi di bilancio del 2008 degli stati membri “dovrebbero tenere conto della necessità, presente ancora in diversi paesi, di compiere ulteriori progressi nel risanamento dei conti pubblici, includendo misure concrete di riduzione dei disavanzi, preferibilmente dal lato della spesa”. In primo luogo, essi dovrebbero sfruttare le attuali opportunità per correggere rapidamente gli squilibri dei conti pubblici, così da conseguire solide posizioni di bilancio nel medio periodo. In secondo luogo, i governi dovrebbero evitare interventi fiscali discrezionali di carattere espansivo, sia sotto forma di maggiori spese e/o di minore tassazione di misura permanente”.