Mukasey, il giudice conservatore che piace ai democratici

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Mukasey, il giudice conservatore che piace ai democratici

Mukasey, il giudice conservatore che piace ai democratici

18 Settembre 2007

Il presidente Bush ha
nominato Michael Mukasey, ex giudice della Corte del distretto federale di New
York, come nuovo segretario alla Giustizia. Mukasey,
se verrà confermato al Senato,
prenderà il posto del dimissionario Alberto Gonzales. Alla cerimonia d’investitura,
Bush ha parlato delle sue credenziali, in particolare dell’esperienza in
materia di sicurezza nazionale, maturata per aver presieduto alcuni dei primi
processi legati al radicalismo islamico.

Quella di Mukasey è stata
una nomina a sorpresa sia per i repubblicani che per i democratici. Entrambi gli
schieramenti avevano previsto la nomina di Ted Olson, un magistrato molto ben
inserito a Washington, ma proprio per il suo alto profilo, screditato fin dall’inizio
dalla gran parte dei democratici, anche se, dopo le controversie legate
all’imparzialità di Alberto Gonzales, Bush ha scelto un candidato conservatore
che comunque gode del sostegno di diversi senatori democratici. Charles Schumer
di New York prima della nomina ha elogiato la figura di Mukasey: “Sembra il
tipo di candidato che mette la legge davanti a tutto e che mostra indipendenza rispetto
alla Casa Bianca, la nostra condizione essenziale”. Anche il leader della
maggioranza al senato Harry Reid ha messo in risalto la sua “fama di uomo
indipendente”. Ciononostante, sia Schumer che Reid hanno messo in chiaro che le
posizioni di Mukasey in materia di sicurezza nazionale devono essere ancora passate
al vaglio prima di ottenere il consenso generale.

Mukasey, 66 anni,
originario del Bronx e laureato in legge alla prestigiosa Yale University, è
stato procuratore federale a New York. Dopo diversi anni in uno studio legale privato,
è stato nominato dal presidente Reagan giudice del tribunale del distretto sud
di Manhattan. Ha presieduto numerosi casi di alto profilo, tra cui quello a
Shaikh Omar Abdel Rahman, conosciuto come lo sceicco cieco,  responsabile, nel 1993, del primo attacco terroristico
al World Trade Center e condannato all’ergastolo per aver ordito vari piani d’attacco
alla città di New York. Nella sentenza, il giudice ha accusato Rahman e i suoi
undici complici di voler disseminare morte ad un livello “mai visto dalla
Guerra Civile”. Non stupisce, allora, che Mukasey viva da otto anni con la
moglie sotto protezione per la natura dei casi di cui si è occupato.

In numerosi articoli sul
Wall Street Journal, Mukasey ha difeso il Patriot Act e ha portato alla luce le
tante difficoltà del sistema giudiziario americano nel processare i militanti
islamisti. “Le istituzioni e gli statuti vigenti – ha dichiarato – non sono
adatti a sostenere quello che è diventato, dopo l’undici settembre 2001,
principalmente uno sforzo militare per combattere il terrorismo islamico”. Va
ricordato, infine, il forte messaggio che Mukasey ha voluto lanciare lasciando aperta
la sede della corte da lui presieduta dopo gli attacchi dell’undici settembre, malgrado
la vicinanza a Ground Zero. Dallo scorso anno, lasciato l’incarico, è tornato
libero professionista. Il candidato alla presidenza ed ex-sindaco di New York,
Rudy Giuliani, lo ha nominato suo consulente legale.