Lo spot di Giovanardi contro la droga funziona e chi dice di no è in malafede

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Lo spot di Giovanardi contro la droga funziona e chi dice di no è in malafede

06 Marzo 2011

Complimenti al Sottosegretario Carlo Giovanardi, per l’ottimo spot per la campagna antidroga di cui è ideatore. E’ uno spot finalmente diverso, che non fa perno sulla paura di morire, cosa che sarebbe assolutamente futile e inutile, perché l’adolescente ha paura di mille cose: dei brufoli, dello svergognamento, della derisione, ma non di morire.

Campagne antidroga, antifumo o alcol, o per la guida sicura basate sulla paura di morire sono soldi buttati al vento. Perché? Perché l’adolescente è nella fase di affermazione del proprio “io”, fase fisiologica e buona, fase evolutiva e dimostrativa, in cui si deve mostrare e dimostrare la propria esistenza, sbaragliando il nemico che è il proprio “io” infantile e succube. E come si sbaraglia? Con delle prove di iniziazione, quasi sempre all’interno del gruppo “dei pari” (la ragazza con le altre ragazze e il ragazzo con gli altri ragazzi), in cui si sfida la sorte e si mette alla prova la propria tenuta. Si fanno sciocchezze volutamente, si trasgredisce anche se si sa che è stupido, si “gioca col fuoco”, per provare di essere vivi. Tutto allora si deve dire per aiutare i ragazzi tranne “attento, ti fa male” oppure: “attento, è pericoloso!”, perché è un invito a nozze, è soffiare sul fuoco, è mostrare dove andare per rendere più forte e avvincente la sfida e il test di bravura esistenziale.

Lo spot di Giovanardi intelligentemente salta questo rischio, e gioca su un altro piano: mostrare la vergogna. Di questo invece i ragazzi hanno terrore: che andandosi a drogare si passi per imbecilli, che ti ridano dietro perché per uno spinello ti sei fatto soffiare la ragazza, questo sì che li mette in crisi.

Ed è la verità. Perché la droga fa male al fisico, alla mente, indebolisce le capacità amatorie, facilita l’insorgenza di psicosi terribili quelle cioè in cui si sentono voci e si pensa di volare (cioè la schizofrenia). E diventi l’imbecille del gruppo.

Cosa dovremmo dire agli attori che si vantano in TV o in radio dei loro spinelli, come fossero acqua fresca, magari proprio mentre dei genitori piangono il danno mentale che ha colpito il loro figlio per colpa della droga, o mentre una moglie piange il marito investito dal drogato?

E’ troppo insulsa la critica che “anche l’alcol fa male e allora se bandite la droga dovete bandire anche il Chianti”, perché non ci sembra di aver mai fatto pubblicità all’ubriacatura, altro comportamento da stigmatizzare nei ragazzi e che va diffondendosi, rischioso nel breve e nel lungo periodo. Ma c’è una bella differenza tra un Barbera che accompagnato ad una pastasciutta è normale nutrimento, e una foglia di cannabis che non nutre proprio nessuno! Tanto che l’American Academy of Pediatrics è assolutamente contraria alla liberalizzazione della marijuana.

Finalmente allora uno spot fatto bene, dalla parte di chi è indifeso contro chi pubblicizza la droga nelle strade per fare soldi sporchi e contro chi la pubblicizza sui giornali per vendere ideologie. E dato che le fasce protette non sono protette quasi per niente da mille e mille stimoli malvagi, non capisco i dubbi sollevati da alcune associazioni nell’immettere lo spot nelle ore di trasmissione per bambini, primo perché i bambini guardano ben oltre quelle fasce, secondo… ma avete mai visto quanti mostri passano nelle ore di fasce protette? E vi spaventate per un mostro fatto a fin di bene?