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A chi e a cosa servono le primarie?

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A “chi” e a “cosa” servono le primarie? Mi rendo conto di porre una domanda provocatoria, anche se ritengo che molti altri osservatori esterni come il sottoscritto, non coinvolti direttamente in politica e senza tessere di partito in tasca, condividano le stesse perplessità. 

Mi si potrebbe subito rispondere che negli Stati Uniti, per citare il caso più emblematico, le primarie sono prassi normale. Anche se mette conto osservare che non sempre aiutano a scegliere il candidato migliore. Abilità e intelligenza politica sono infatti virtù ben diverse dalla capacità oratoria o dalla semplice telegenia. 

E poi non è detto che ciò che va bene agli americani debba per forza andar bene anche a noi. L’Italia è un Paese diverso dagli USA sotto molti aspetti, ivi inclusa la tradizione politica. Guardando lo show televisivo dei molti – troppi - candidati alla guida del centro-sinistra ho avuto l’impressione che il dibattito non abbia affatto chiarito quale sia il più adatto a dirigere nel prossimo futuro tale coalizione. 

Lo show ha solo rimarcato – ove ce ne fosse ancora bisogno – le tantissime anime che ne fanno parte, alcune delle quali appaiono addirittura incociliabili tra loro. Più grave ancora, penso, la situazione del PD, partito maggioritario per dimensioni, ma più volte gabbato nelle elezioni comunali da candidati che erano espressione di forze in teoria minoritarie, SEL in primis. 

Ora pare che l’idea delle primarie si stia facendo strada con forza pure nel PDL. Anche in questo caso non occorre essere indovini per prevedere che i candidati saranno molti, fedele specchio delle varie anime della coalizione. E non penso che il sentire tante voci discordanti aiuterà i potenziali elettori a chiarirsi le idee. 

Perché è proprio questo il punto. Ascoltando il dibattito tra i candidati del centro-sinistra è aumentata la già grande confusione. Davvero non si capisce per quale motivo alcuni di loro si presentino sotto lo stesso tetto (oppure ombrello, se si preferisce). 

Lo stesso accadrà per il campo opposto, dove il dibattito metterà probabilmente in luce la diversa impostazione tra gli ex Forza Italia e gli ex AN, con in più altri pezzi sparsi ora non molto visibili ma in grado di distinguersi in modo adeguato davanti alle telecamere. 

Aggiungo un paio di considerazioni che, almeno a me, sembrano essenziali. La prima è che le primarie costano, e pure parecchio. Negli USA intervengono massicciamente i privati, da noi no. Si rischia l’ennesima – e giusta – polemica circa l’utilizzo che i partiti fanno del denaro pubblico. 

La seconda considerazione, forse ancora più importante, riguarda il rischio di saturare con la politica i cittadini comuni, che già non ne possono più. L’antipolitica stile Grillo potrebbe alla fine trarre ulteriori vantaggi dalla presenza di gazebo con i simboli di partiti che non sono mai stati così impopolari. 

Torno quindi al mio quesito iniziale: a chi e a cosa servono le primarie? Non sarebbe meglio dimostrare al cosiddetto uomo della strada una certa serietà, presentando dei programmi plausibili e ben strutturati, in grado di attrarre un consenso più stabile di quello che si può ottenere con dibattiti televisivi tra candidati tutti in lite tra loro? 

La mia è, forse, una domanda ingenua, ma da “non politico” di professione ho il diritto di porla. E come me tanti – anzi tantissimi – altri.

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4 COMMENTS

  1. Certamente la confusione
    Certamente la confusione aumenta per non palare di uno strisciante rigetto nei confronti della politica. Altro che primarie, mutuate, del resto, in toto da oltre oceano ma dove, a differenza loro, qui corrono tutti. Sembra tanto il diversivo del momento volto più che altro a dare un segno di una effimera vitalità all’elettorato e senza abbozzare la pur minima idea su come AFFRONTARE questo dopo Monti; vero nodo cruciale per tutti noi. Insomma,nessuno ne parla: silenzio assoluto. Eppure tutti trionfalmente in marcia verso queste primarie che a differenza del loro luogo di origine, finiscono da noi con l’assumere quel significato da festa di paese, dove tizio risulterà più bravo di caio, sempronio e così a seguire. Ben altro sarebbe necessario proprio in questo deleterio momento di un vuoto di politica e contenuti, forse come mai prima d’ora.

  2. Un fumo chiamato primarie
    Trovo ridicolo parlar di primarie in Italia. Il PD ha voluto scimmiottare gli USA, per far vedere che loro si son alla moda. Ora il PDL vuol scimmiottare il PD, sempre perche’ e’ la moda. Una moda che mi sembra imposta dal PD a tutte le altre formazioni politiche allo scopo di aumentere la confusione nella quale loro poi ci pescheran dentro a piene nasse. Non e’ vero che esiste un vuoto di politica e contenuti, quel che e’ successo e’ che ci siam fatti fregare da chi non era d`accordo che in Italia esistesse un un vero programma politico liberale, un vero voler uscire dalla crisi economica, un vero “piu’ societa’ e meno Stato”. Ci siam fatti convincere che chi ci stava guidando verso il raggiungimento di tali propositi faceva i propri interessi e ci stava portando verso il baratro. Mai fandonia piu’ grossa e’ stata formulata ad arte da congreghe sinistre, voraci ed illiberali. Ci siam cascati ed ora siam costretti ad ossequiare l`oppessore e supplicarlo perche’ usi almeno un po’ piu’ di vasellina. Lasciam perdere le primarie e ripartiamo facendo proprie, rilanciandole, le politiche valide interrotte dalle sudette congreghe malintenzionate. L`uomo o la donna che sapranno prender in mano questa eredita’ con coraggio, determinazione, senza compromessi o alleanze trasversali, parlando alla gente con chiarezza e puntando il dito con determinazione verso coloro che son la causa dei nostri attuali malanni, avra’ il suffragio di molti, fors`anche della maggioranza degli italiani e se non l`avra’ questa volta ci sara’ molto presto la rivincita. Perche’ qualsiasi altra forza che potra’ vincere al di fuori della su citata, avra’ vita breve e non potra’ far piu’ danno di quanto ne produce l`attuale improprio governo.

  3. Monti, le primarie, i mercati, l’Europa…
    Egregio prof. Marsonet, le sue domande non sono certo ingenue. Accennano pacatamente alla miseria politica attuale, al degrado istituzionale, forse ai prodromi del disastro economico? Ma i problemi sono altrimenti esibiti ed enfatizzati, drappi rossi sventolati davanti a tori pronti a sbuffare, in realtà ben rincoglioniti. Dubito che gli Italiani ce la facciano a levarsi di torno questa iattura. Già autorevoli firme in questo blog – anche oggi – spiegano con voce pensosa realistica e “responsabile” che gli Italiani non contano un tubo (altro che l’”esilio” per sé di qualche vittima). Prima che l’Italia arrivi ad una Grande Cuba c’è comunque ancora tanto da intortare, da conculcare, da fare da disfare e da arraffare.

  4. Torno malvolentieri
    Torno malvolentieri sull’argomento e non mi duole affatto scambiare opinioni, quanto il constatare un sempre crescente numero di giustamente insoddisfatti con riguardo allo scippo di sovranità politica, monetaria e coercizioni sempre più stringenti alla maniera del boa sino a che non esaleremmo l’ultimo respiro; non senza prima però aver legittimato, oramai tremebondi ed asfissiati, l’ultimo carnefice di turno. Come se ne può uscire da questa indecenza voluta da pochi ma sofferta da tutti? Chi potrebbe ed in che modo assumersi un onere così pesante? La politica sembra essere più latitante che presente e con una numerosa schiera, estimatrice del furbo contabile Monti, che anche sulle colonne dell’Occidentale non fa mistero alcuno su quale direzione far prendere all’Italia e dove la sovranità nazionale è uno scomodo retaggio del passato: adesso abbiamo l’Europa, punto e basta. Persino qualcuno ancora nel Pdl, ci bombarda con amenità e sciocchezze dando seguito al proprio “esilio” (si, proprio esilio!) qualora la grande marmaglia di italiani irriconoscenti,rifiutasse i “servigi” naturalmente del sornione Monti. Qualcun altro, fine commentatore dell’articolo dell’esilarante votato all’esilio, ci informa che alle prossime elezioni,vincendo il Pd, ci troveremmo tra i piedi i vari Vendola, Bersani, Fassina ed altri mettendoci, cattedraticamente, in guardia da tale pericolo. Aria fritta. Secondo me si cerca di individuare il mattone pericolante senza accorgersi dell’intera casa che ci frana addosso. Ed i futuri partiti se la dovranno vedere non con i propri elettori ma da comandi indiscutibili provenienti dal mondo dell’economia, quello ad alto livello o quello della finanza sempre ad alto livello ed anche quello della Germania la quale quest’ultima risulta vivere al meglio la propria economia e senza odore di crisi. Persino contro la Francia inizia piano piano un fuoco di sbarramento (si parte con il declassamento). E mi chiedo come abbia potuto farsi intrappolare che, di norma, sembra essere sempre sveglia su tutto. La mia impressione, funesta, è che non ci libereremmo affatto da questo giogo e dove tutti uguali alla maniera comunista, ci incammineremo dove altri ci diranno di andare. Amen

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