Home News ‘A frittatina di Via dei Tribunali, una delizia che racchiude in sé Napoli

Il bello (e il buono) della Campania

‘A frittatina di Via dei Tribunali, una delizia che racchiude in sé Napoli

0
8

Oggi, purtroppo, è conosciuta come “la terra dei fuochi” a causa degli incendi appiccati ai cumuli di rifiuti, ma un tempo fu denominata “Campania Felix” per la sua falda acquifera a meno di un metro dal terreno. Eppure, in questa terra provata ma ancora meravigliosa c’è un mondo da scoprire, con panorami mozzafiato, luoghi dove sembra che il tempo si sia fermato, tradizioni millenarie e prodotti tipici sconosciuti ai più, ma che sono una delizia per il palato. Questo mondo è qui: in Campania, tra i vicoletti di Napoli ricchi di storia e sapori; tra le curve sinuose di una costa spettacolare e i borghi medievali salernitani; tra le distese verdi dell’Irpinia; a Caserta, tra le stanze di una splendida reggia voluta dal Re Borbone e i sublimi prodotti caseari di questo territorio; a Benevento, tra i suoi vigneti, i suoi prodotti e la sua storia fatta di sconfitte, ma anche di epiche vittorie (furono i Sanniti, infatti, a sconfiggere i Romani e a farli passare sotto le Forche Caudine).

Non si può iniziare un viaggio nell’enogastronomia campana, nella sua storia, nella cultura che deborda da tutti gli angoli di questa regione, senza dare il giusto riconoscimento al suo capoluogo. Iniziamo dunque questo percorso da Napoli, terza città d’Italia e una volta capitale del Regno delle due Sicilie. Per farla ritornare al suo splendore, sarebbe già un ottimo punto di partenza un recupero della sua storia e della sua cultura, che dovrebbero essere difese strenuamente da parte dei suoi abitanti. Di tutto il marcio che c’è ne parlano quotidianamente i telegiornali; ma c'è anche del bello e del buono, di cui si parla molto meno, che si può trovare visitando questi luoghi. Ecco, il viaggio inizia da qui: dalla conoscenza delle stradine napoletane e dal profumo di caffè e di pizza che si avverte passeggiando.

Siamo al Decumano Maggiore, o meglio, sulle strade di quella Napoli dapprima greca e poi romana, strade che congiungevano parallelamente la città da est a ovest. Via dei Tribunali è una di queste e taglia tutto il centro storico passando attraverso la zona del mercato romano. Qui si può trovare un concentrato di 2000 anni di storia: c’è il conservatorio, il presepista, la Chiesa (o meglio “le” Chiese, visto che sono tante) e c’è lei, la regina incontrastata della friggitoria napoletana: “ ‘a frittatina”. A Napoli è considerata un’istituzione e non c’è pizzeria o friggitoria che si rispetti che non metta in bella mostra questa delizia per il palato. Via dei Tribunali accoglie un paio dei migliori produttori di questa leccornia e non è facile per gli altri reggere il confronto.

La storia di questo prodotto potrebbe racchiudere un po’ tutta la storia di Napoli. Una città che soffre, ma non si arrende. Nacque, infatti, come un piatto povero, seppur cercando sempre di abbinare qualche ingrediente più saporito per migliorarne il gusto. La sua ricetta si è èvoluta fino a diventare quella che oggi si può gustare: una semplice frittata di bucatini con un ripieno di ragù, piselli, mozzarella e pepe. Altri la fanno bianca, senza mettere il ragù e aggiungendo la besciamella. Ciò che, però, deve far riflettere è che ci troviamo di fronte a un piatto considerato “povero” almeno nella sua versione iniziale, ma che ha assunto, nel tempo, una sua ricercatezza: dalla panatura, alla quantità di olio da usare, ai tempi di cottura da seguire, fino alla mantecatura degli ingredienti. Insomma, fare la frittatina a Napoli, ormai, è un’arte e non tutti sono artisti. Di certo, un giretto tra i Decumani offre molte opportunità di assaggiare quelle migliori, a spasso tra la storia e la gastronomia di un popolo che ha conquistato il mondo con un po’ di acqua e farina.

La degustazione della frittatina, sicuramente meno conosciuta e diffusa della pizza, è diventata ormai un rituale da seguire. È frequente vedere sostare le persone davanti alle friggitorie del centro storico, acquistare una frittatina, per poi riprendere il proprio cammino. La si mangia passeggiando, in compagnia o da soli, per spezzare l’appetito; è un modo come un altro di sentirsi napoletani, un'occasione per esorcizzare e allontanare i pensieri, per godersi una passeggiata e continuare a confidare nel domani con più gusto.

 

  •  
  •  

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here