A Pechino c’è chi l’oro lo vince e chi lo mette in banca

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A Pechino c’è chi l’oro lo vince e chi lo mette in banca

13 Agosto 2008

Le Olimpiadi sono prima di tutto un evento sportivo. Anzi l’evento sportivo per antonomasia, che concede gloria immortale ai suoi eroi, come avveniva nell’antica Grecia. Soprattutto negli ultimi decenni, però, si sono trasformate anche in un colossale affare.

Persino i gesti più emozionanti e simbolici, come l’accensione del braciere olimpico, possono produrre una montagna di soldi. L’onore di essere ultimo tedoforo a Pechino è toccato all’idolo nazionale ed ex ginnasta Li Ning, tre medaglie d’oro a Los Angeles ’84. Nel frattempo, il quasi 45enne Ning è diventato miliardario con la sua casa di abbigliamento sportivo. La Li Ning Co. è marchio leader in Cina, da anni fa concorrenza a colossi internazionali come Nike e Adidas e ha appena siglato un accordo con la Lotto per distribuire i suoi prodotti in patria.

Venerdì, giorno della cerimonia d’apertura, le azioni della Li Ning Co. hanno segnato un brillante +3.6% alla Borsa di Hong Kong. Lunedì nuovo scatto in avanti (+3,5%). Ogni giorno le azioni della Li Ning Co, scambiate sono circa 4 milioni e mezzo ma, dall’8 agosto, sono state più di 9 milioni. Secondo la Reuters, l’ex ginnasta in tre giorni ha guadagnato 40 milioni di dollari. Non solo Li Ning, evidentemente, è volato alto nel cielo della cerimonia d’apertura dei Giochi.