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Pillole cinesi

A Pechino lo spettacolo continua, tra un attacco e l’altro

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L'immagine dell'abbraccio, domenica sul podio della gara della pistola da 10 metri, tra l'atleta russa Natalie Paderina (argento) e l'amica e rivale georgiana Nino Salukvadze (bronzo) ha fatto il giro del mondo. Il giorno prima, invece, aveva dato meno nell'occhio l'improvviso forfait, in una batteria dei 100 metri rana di nuoto, dell'iraniano Mohammad Alirezaei. Il sospetto che fosse una scelta politica (terribile) è venuto quando ci si è accorti che, nella stessa gara, era iscritto l'israeliano Tom Beeri.

Ad Atene, quattro anni fa, al judoka iraniano Arash Miresmaeili non venne permesso di combattere contro Ehud Vaks, avversario della squadra d'Israele, Stato che l'Iran non riconosce, come il suo presidente Ahmadinejad ripete ai quattro venti. Il judoka venne accolto da eroe in patria e intascò persino l'assegno da 115mila dollari, destinato allora ai vincitori di una medaglia d'oro olimpica. Questa volta il Comitato olimpico di Teheran ha però spiegato che il nuotatore ha rinunciato a gareggiare solo per una improvvisa indisposizione, più precisamente "un'appendicite che si è manifestata 30 minuti prima della gara". Il Cio ha accettato la spiegazione ufficiale dell'Iran, che così ha evitato pesanti sanzioni. Ci possiamo fidare?

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2 COMMENTS

  1. Certo. fidarsi è bene non
    Certo. fidarsi è bene non fidarsi è meglio. Dopotutto l’Iran è uno dei paesi più democratici del mondo. Solo due settimane fa ha: “appeso per il collo ad una gru 29 esseri umani e li ha lasciti appesi per tutto il giorno come monito non solo per la popolazione iraniana ma per tutto il mondo. Il segnale è chiaro: noi facciamo quello che vogliamo e ce ne infischiamo altamente di quello che dite voi.”
    Si prende beffa del mondo, ha respinto la risoluzione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) che invitava il paese mediorientale alla sospensione del processo di arricchimento dell’uranio entro il 25 novembre 2004.
    La dissidenza iraniana è in Italia solo in villeggiatura e non c’è nulla da temere da parte “dei giudici assegnati dai mullah, per la sorveglianza delle donne che violano il codice di abbigliamento, per le vie del centro città.
    Religione? “Il governo semplicemente “limita” i diritti religiosi. In Iran, le principali vittime, che si stima siano un terzo di un milione di Baha’is, insieme ai musulmani sunniti e ad altri sentono il peso maggiore della furia di regime…ecc.” Meglio digiunare per Tareq Aziz. O no?

  2. nonfidarsi è meglio!
    io non mi fido chiaramente il fatto che il campione di judo sia stato accolto come eroe attesta chiaramente il mondo dove viviamo pieno di bugie e falsi miti… che disgusto
    il comitato poi è ridicolo ma lascia perdere…

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