A Pechino lo spettacolo continua, tra un attacco e l’altro
12 Agosto 2008
L’immagine dell’abbraccio, domenica sul podio della gara della pistola da 10 metri, tra l’atleta russa Natalie Paderina (argento) e l’amica e rivale georgiana Nino Salukvadze (bronzo) ha fatto il giro del mondo. Il giorno prima, invece, aveva dato meno nell’occhio l’improvviso forfait, in una batteria dei 100 metri rana di nuoto, dell’iraniano Mohammad Alirezaei. Il sospetto che fosse una scelta politica (terribile) è venuto quando ci si è accorti che, nella stessa gara, era iscritto l’israeliano Tom Beeri.
Ad Atene, quattro anni fa, al judoka iraniano Arash Miresmaeili non venne permesso di combattere contro Ehud Vaks, avversario della squadra d’Israele, Stato che l’Iran non riconosce, come il suo presidente Ahmadinejad ripete ai quattro venti. Il judoka venne accolto da eroe in patria e intascò persino l’assegno da 115mila dollari, destinato allora ai vincitori di una medaglia d’oro olimpica. Questa volta il Comitato olimpico di Teheran ha però spiegato che il nuotatore ha rinunciato a gareggiare solo per una improvvisa indisposizione, più precisamente "un’appendicite che si è manifestata 30 minuti prima della gara". Il Cio ha accettato la spiegazione ufficiale dell’Iran, che così ha evitato pesanti sanzioni. Ci possiamo fidare?
