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Abdul Qader Khan e la “notte di Taranto”

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Abdul Qader Khan, ingegnere di 77 anni, pachistano, padre dell'atomica dello Stato asiatico, epicentro della geopolitica mondiale, è tornato da qualche mese un uomo libero. La complessa architettura del potere di Islamabad, tra il presidente Zardari alla ricerca d'un rapporto morbido con l'Amministrazione Obama, un servizio segreto, l'Isi, abituato a fare il bello e il cattivo tempo, e interferenze esterne, America, India, Cina, Russia, Al Qaeda,  spesso oltre il livello di guardia, ha infine riconsegnato una gloria nazionale al pieno godimento dei diritti. Il fu primo ministro  Zulfikar Ali Bhutto, che dopo il test indiano del 1974  mise Khan alla testa del progetto nucleare del Pakistan, dall'oltretomba, sorriderà soddisfatto.
Specie vedendo che il vecchio pupillo non ha perso la voglia di parlare con la stampa internazionale, col suo tipico stile criptico ed allusivo.
Questo episodio di cronaca, rilevato ma poco approfondito da alcune prestigiose testate, ci porta alla mente un evento controverso, ancora misterioso, che vide protagonista l'Italia.
Parliamo della cosiddetta "notte di Taranto", il quattro ottobre del 2003.
Nel porto della città pugliese venne bloccato il mercantile Bbc China,  a bordo cinque container con apparecchiature sofisticate. Componenti per centrifughe adatte all'arricchimento dell'uranio, in rotta verso Tripoli.
L'operazione, secondo alcune fonti, fu compiuta in sinergia: MI6, Cia, Sismi (allora si chiamava così).
Quel momento segnò l'inizio delle ambasce del professor Khan, brutalmente scaricato dal governo del suo Paese.
Ora, dopo qualche tempo, a bocce ferme- ma non quiete...- la riabilitazione dell'ingegnere.
La curiosità di sapere qualcosa in più su questa vicenda, si arresta dinanzi al Segreto di... Stati.
Tutto sommato, possiamo dire: meno male.
In Italia, la tenuta di questo "salvacondotto politico" ha il merito di evitare che pm ideologizzati inflino gli occhi su vicende che sovente sovrastano le loro funzioni ordinarie.

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4 COMMENTS

  1. .
    Il Pakistan è a serio rischio cedimento.
    Speriamo che l’ Occidente non se ne dimentichi.
    Nemmeno dello scienziato e della sua storia.

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