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La giornata del voto con i nostri soldati

Afghanistan, le elezioni sono state un successo a dispetto degli attacchi

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Kabul. “Oggi potrebbero servire”. Sono le cinture di sicurezza del "Lince": cinque in tutto per ogni passeggero, in modo da rimanere ben saldi al sedile in caso di ribaltamento del mezzo. Spesso, però, quando sono dei civili ad essere trasportati, e sempre che il capomacchina non se ne accorga, se ne allacciano solo tre. Nel giorno delle elezioni, però, è proprio il caposcorta che si assicura che tutte siano ben allacciate.

È una giornata particolare a Kabul. I soldati italiani che escono a bordo dei loro mezzi, quelli di sempre, a svolgere le quotidiane attività, lo fanno con ancora più attenzione. Le strade sono più sgombre, la città sembra congelata, i ritmi rallentati. Se si alza lo sguardo si può scorgere quello che tutti definiscono “il Grande Fratello”, un dirigibile bianco, ancorato a terra con un chilometro e mezzo di cavo d’acciaio che porta a bordo 27 telecamere. Da una settimana monitora tutto ciò che accade per le strade della capitale. E oggi più che mai. Basta spostare lo sguardo, però, e si vedono anche gli aquiloni. Il simbolo della normalità afgana. Per le strade non c’è il consueto traffico impazzito del centro della città. Ci si muove agevolmente. Si impiega meno per raggiungere qualunque destinazione. Ma non per questo la tensione dei ragazzi è minore. Anzi.

Una giornata preparata e organizzata da molto tempo. Nato, e governo afgano, in stretta collaborazione con la Polizia e l’Ana, l’esercito afgano, hanno lavorato in sinergia per preparare quelli che il gen. D. Marco Bertolini, Capo di Stato Maggiore Isaf, chiama “piani di contingenza”, i piani, cioè, di sicurezza che prevedono l’intervento delle forze Nato solo su richiesta delle autorità locali. “Le elezioni afgane - spiega il numero due di Isaf - sono una questione interna. Isaf lavora solo a supporto del governo locale, affinché questa giornata si svolga nelle maggiori condizioni di sicurezza possibile”.

“A supporto” significa che i militari Nato, e quindi anche gli italiani, non entrano nei seggi. Entrano solo le forze armate afgane. I militari di Isaf si mantengono a distanza. Una distanza che può sì assicurare la possibilità di intervento immediato in caso di problemi di ogni tipo “ma i seggi elettorali - precisa ancora il gen. Bertolini - sono la massima rappresentazione della sovranità afgana. La percezione che devono avere gli elettori è che il governo è forte e perfettamente in grado di assicurare la buona riuscita del processo elettorale”.

La giornata delle elezioni inizia lentamente: pochi gli afflussi alle urne in prima mattinata. Molti i disordini in tutto il Paese. Nessuno della portata minacciata da giorni dai talebani. L’affluenza incrementa gradualmente durante il corso della giornata. E i disordini diminuiscono. Alle 15 del pomeriggio, a un’ora dalla chiusura dei seggi, è stata registrata una partecipazione da parte della popolazione che lo stesso gen. Bertolini definisce “buona”.

Insomma, la popolazione ha rallentato le proprie attività, evitando di uscire di casa. All’interno di Camp Invicta, la base che ospita i circa 600 militari italiani del 186° reggimento Paracadutisti della Folgore di stanza a Kabul, i banchi del mercatino locale sono chiusi. Gli afgani che lavorano qui hanno deciso di unire la festa del giorno dell’Indipendenza, che ricorre il 19 agosto, la giornata delle elezioni e il venerdì, giorno di riposo nei Paesi musulmani. Ma nonostante il rallentamento delle attività, non ha rinunciato al voto.

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2 COMMENTS

  1. In Vietnam, però, le elezioni andavano meglio.
    Più affluenza, più consnso.
    E non c’erano nemmeno i dirigibili, né i Carabinieri.

  2. Definire un successo le
    Definire un successo le elezioni afghane e’ quantomeno esageratam.ottimistico. Innanzitutto ha votato un 30% meno degli aventi diritto rispetto alle precedenti elezioni.Se si perde un terzo dei votanti in pochi anni,non credo si possa parlare di miglioramento o successo,ma di peggioramento e insuccesso.Che 50 morti siano un successo e’roba da far venire i brividi.A livello di schede vendute,voti comprati,brogli vari e candidati “venduti” l’afghanistan e’ lontanissimo da un livello minimo di decenza. Di democratico qui c’e’ solo una bella facciata tirata su ad arte per i media.La realta’ e’ che in quasi 9 anni di guerra la situaz.sul terreno e’ peggiorata, i morti aumentano,i militari della coaliz.feriti o uccisi sono piu’ che raddoppiati,i talebani non sono vicini alla sconfitta,anzi,pare siano piu’ vivi che mai.Bin Laden e Omar sono ancora in giro,le donne continuano ad avere il burqa e a esser vessate…insomma… un veroi successo,un esempio di democrazia…bla bla bla,hahaha…

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