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Giorno di Festa

Ah! Se fossi governatore di Bankitalia…

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Ah! Se fossi governatore di Bankitalia. “I comportamenti fraudolenti e gravemente scorretti di banchieri e amministratori”, dice Ignazio Visco alla Repubblica del 5 aprile. Una frase simile da parte del governatore di Bankitalia che ha avuto a lungo (ora sono in parte trasferiti alla Bce) compiti di vigilanza sugli istituti di credito ricorda molto la battuta che spesso faceva da direttore del Corriere della Sera, Mario Missiroli: “Ah! Se avessi in mano un giornale”.

Visionari e non. “La tesi di Renzi è che i tecnici ‘devono fare i tecnici’, non hanno visione politica” scrive Marco Galluzzo sul Corriere della Sera dell’1 aprile. Poi arrivano i Lotti, le Boschi e i Carrai e gli danno, a ’sti tecnici, la visione politica.

Il bastione carolingio. “Nei negoziati l’Unione agirà come un unico blocco” dice Donald Tusk, riferendosi alla Brexit, sulla Repubblica dell’1 aprile. Ein Volk, ein Reich, eine Kanzellerin.

Le decisioni americane e la saggezza europea. “L’Europa non riesce a trovare le parole” scrive Francesco Verderami sul Corriere della Sera dell’8 aprile riferendosi all’atteggiamento dell’Unione europea rispetto al lancio dei missili americani sulla base siriana da cui era partito un attacco chimico verso la provincia di Idlib. I missili lasciano molti dubbi a Enrico Letta, così sulla Repubblica sempre dell’8, mentre ancora sullo stesso quotidiano Antonio Tajani dice che “è il momento che l’Europa resti unita” e aggiunge: ”certamente Francesca Mogherini ha lavorato bene”, e in questo senso,  sempre sul quotidiano diretto da Mario Calabresi, interviene Bernardo Valli che loda “L’Europa, saggia e prudente”e che “invoca, invece, la copertura dell’Onu”. A parte Verderami che dice la verità (l’Europa è senza parole), ci troviamo di fronte al solito fronte retorico: “ci vuole unità, prudenza, la Mogherini lavora bene e adesso tocca all’Onu”. Come se le Nazioni Unite fossero un soggetto che risolve le dispute internazionali e non il terreno di confronto tra Stati che contano se non sono “senza  parole” e hanno una posizione elaborata, magari non saggissima e un po’ meno prudente, non del tutto unita, forse poco mogheriniana ma assolutamente “chiara”.

 

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1 COMMENT

  1. Le frasi riportate, il
    Le frasi riportate, il linguaggio usato da tante “eminenze” da questo giardino zoologico che è la classe politico-amministrativa italiana ed extra europea fa realmente paura.
    Con forme apparentemente eleganti, colte, competenti, con beneducati giri di parole, questa razza di mascalzoni ipocriti non fa che raccontare menzogne: menzogne su menzogne. Sfacciate, volgari incredibili menzogne.
    Che tuttavia vengono pronunciate con grande sussiego, da questa folla di saltafossi, di attori in abiti eleganti dalla voce di flauto, pluridecorati con importanti titoli accademici ed occupanti posizioni di grandissimo rilievo.
    Ma io preferisco il bambino della favola che disse: “Il re è nudo”.
    Per la loro messinscena, questi cialtronacci vengono profumatamente rimunerati. In fondo quello è il loro compito: ingannare la popolazione per poterla derubare, ma mi raccomando, educatamente. Ecco tutto.
    Invece io preferisco Gesù Cristo. Quello attaccò frontalmente e senza mezzi termini le classi amministrative (Scribi) ed i religiosi giudici satanisti (Farisei) del suo tempo e del suo paese.
    Il Cristo li apostrofò senza “buone maniere”. esattamente come Giovanni Battista accusò apertamente i regnanti locali.
    La popolazione non capisce un’acca di quel che gli raccontano questi cialtronacci alla TV. I pochi intelligenti che fingono di prenderli sul serio e cercano di intendere ed esaminare i contenuti delle recite di costoro, se fanno i giornalisti, come questo brillante redattore, usano ugualmente un linguaggio elegante, senza cadere in parole volgari e senza definire per esempio il genero di Trumpo, socio in affari di Soros, un “finocchio occulto” (con la parola americana “Chuck” mi sembra); e senza definire Hillary una pedofila satanista, o el Papa argentino un partecipante di sacrifici rituali di bambini, già condannato a 25 anni di reclusione dal tribunale internazionale.
    Eliseo Malorgio

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