Ahmadinejad a Obama: “Siamo un’occasione, non una minaccia”
23 Settembre 2009
di Redazione
Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, in un’intervista alla stampa americana ripresa oggi dal quotidiano Haaretz, ha affermato che il suo paese non rappresenta una minaccia agli Stati Uniti, come afferma il presidente Barak Obama, ma è piuttosto "un’opportunità".
Ahmadinejad ha detto che nell’incontro in programma l’ 1 ottobre col gruppo del 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania come membro aggiunto) l’Iran si aspetta una discussione aperta sulle questioni nucleari ma non è interessato a discutere di pressioni per arrestare il suo controverso programma nucleare che, ha ribadito, non ha fini militari.
L’Iran, ha aggiunto, premerà invece per un programma internazionale di disarmo nucleare e per maggiori possibilità di impiego dell’energia nucleare a fini pacifici da parte di altri Paesi. Secondo Ahmandinejad se il presidente Obama farà "grandi cambiamenti" nella politica del suo Paese in Afghanistan, Iraq e in Medio Oriente troverà nell’ Iran un amico.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è convinto che la Repubblica Islamica, scossa dalle vicende politiche interne e dall’indebilimento della sua economia, sia in questa fase "sensibile alla pressioni diplomatiche". "Credo che la cosa migliore da fare sia applicare quelle che il Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, ha definito sanzioni atte a paralizzare l’Iran", ha detto Netanyahu. "Il regime è suscettibile a queste sanzioni – ha proseguito – Quanto prima le adottiamo, tanto prima usciremo da questa situazione e tanto meno ci sarà bisogno di intraprendere iniziative più forti".
Interrogato dal giornalista della ABC sul limite oltre il quale Israele non tollererà la corsa di Teheran verso il nucleare, Netanyahu ha risposto: "Non intendo fare ipotesi, è chiaro che ogni Paese ha il diritto di autodifendersi e Israele non è un’eccezione".
