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Ai tempi di Wikileaks e delle guerre virtuali ci mancherà Albert Bachmann

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Dopo una breve malattia, si è spento lo scorso 12 aprile all’età di ottantuno anni nella tenuta irlandese di Liss Ard (scelta come possibile base di un governo svizzero in esilio durante la Guerra Fredda) Albert Bachmann, l’ex capo dell’intelligence militare rossocrociata che nel novembre 1979 finì alla berlina dopo che un suo inesperto agente venne arrestato mentre con tanto di cannocchiale e cartina era intento a monitorare le manovre dell’esercito austriaco nei pressi di St Polten; il tragicomico personaggio passò alla storia come "la spia dell’Emmentaler".

Bachmann, che in gioventù era stato comunista, fu l’artefice di Project 26, programma clandestino teso alla costituzione d’un esercito addestrato alla guerriglia in caso d’invasione dell’Unione Sovietica, una sorta di stay-behind in salsa bernese. L’organizzazione segreta è stata sciolta dal governo locale nel 1990, anno in cui fu sancita la sua operatività al di fuori di ogni controllo politico e parlamentare.

Al controverso vecchio leader dei servizi svizzeri restò l’orgoglio di non potere essere definito "agente doppio" e il riconoscimento d’aver agito in modo maldestro ma sempre in buona fede. Nella verde Irlanda, terra amatissima anche da un sottile protagonista del mondo degli 007 come Francesco Cossiga, Bachmann si dilettò nelle compravendite immobiliari e nella frequentazione di pub e ristoranti insieme alla consorte. Gli abitanti della zona dove abitava lo scambiavano per un pittoresco banchiere tedesco, ricco di sense of humour, timido e sempre attento a non essere fotografato. In cuor suo, secondo gli amici più stretti, nonostante il tanto tempo trascorso dall’esilio, questo personaggio degno d'un romanzo sperava sempre di essere richiamato in patria con tutti gli onori, convinto d’aver sempre avuto ragione sui comunisti e i mezzi adottati per contrastarne l’avanzata.

Una vicenda come quella di Bachmann, in un'attualità popolata da Wikileaks e guerre combattute sempre più anche negli spazi virtuali, fa scattare l’amarcord.

 

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