Al “Comitato Centrale” di Pechino spunta il dossier diritti umani

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Al “Comitato Centrale” di Pechino spunta il dossier diritti umani

18 Ottobre 2010

L’assemblea annuale del Comitato centrale del partito comunista cinese, il plenum che riunisce i 371 delegati rappresentanti di tutta la Cina, si è riunita negli ultimi giorni in un albergo di Pechino per deliberare sul prossimo piano quinquennale economico. Ma non solo. Sebbene l’assemblea si svolga – come d’abitudine –  a porte chiuse e nella massima segretezza, indiscrezioni raccolte dai corrispondenti della stampa occidentale e le notizie diffuse dai media governativi raccontano di una assemblea sui generis, dove si sarebbero affrontati di petto le questioni delle libertà civili e delle esternalità negative associate alla crescita economica.

Secondo quanto riportato dalla BBC, nei giorni precedenti al plenum  23 delegati di alto profilo avrebbero fatto  circolare una lettera nella quale condannavano in maniera perentoria la censura alla libertà di parola. La lettera segue la nomina di Liu Xiaobo a Premio Nobel per la Pace 2010, ma soprattutto richiama le importanti dichiarazioni rilasciate recentemente dal Premier Wen Jiabao alla CNN in una lunga videointervista (la quale, peraltro, sembra sia stata trasmessa in Cina dopo una attenta censura).

Afferma il Premier: “La Cina è un Paese in via di sviluppo. Abbiamo ancora 800 milioni di contadini che vivono nelle aree rurali e dozzine di milioni di persone che vivono in povertà[…]Ogni anno, dobbiamo tener conto dei circa 23 milioni di disoccupati nelle aree urbane e degli oltre 200 milioni di contadini che trasmigrano in direzione delle città in cerca di lavoro. Dobbiamo intraprendere enormi sforzi per risolvere tutti questi problemi.”  Wen Jiabao parla inoltre della necessità di progredire nel campo delle riforme politiche: “Ritengo che di pari passo all’avanzare delle riforme economiche via sia la necessità di portare avanti le riforme politiche, cosicché le riforme siano ad ampio spettro, proprio come lo è il nostro sviluppo”.  Il Presidente Hu Jintao si è espresso nei giorni scorsi a favore di una “crescita inclusiva”, che coinvolga tutte le zone del Paese, inaugurando una nuova fase di sviluppo avulsa dal concetto di “crescita ad ogni costo”.

Stando a quanto riferito dai media governativi, il dodicesimo piano quinquennale di sviluppo economico del Paese (2011-2015) dovrebbe essere attuato assumendo come parametro di riferimento un target di crescita del 7% annuo. Il Piano presenterà misure volte ad ampliare le politiche sociali e di assistenza sanitaria; snellire la burocrazia; garantire maggiore indipendenza all’apparato giudiziario. Durante il plenum (che si chiude oggi) si sarebbe discusso anche in merito alla questione della successione presidenziale, prevista per il 2012. Il favorito a sostituire Hu Jintao rimane, allo stato attuale, il Vicepresidente Xi Jinping, appena promosso Vicepresidente della Commissione militare centrale, incarico di prestigio che rafforza ulteriormente la sua posizione.