Al Fondatore il popolo piace solo se ristretto

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Al Fondatore il popolo piace solo se ristretto

22 Marzo 2017

Ossessivo e feroce. “But it’s the obsessiveness and ferocity of Mr. Trump’s pushback against the Russian allegations, often untethered from fact or tact, that is making an uncertain situation worse”. Glenn Thrush e Maggie Haberman scrivono sul New York Times del 21 marzo che Donald Trump nel difendersi  dalla campagna contro i collegamenti tra il suo staff e i russi, è ossessivo e feroce, peggiorando così la sua situazione. Che dal New York Times (nel suo sito online quasi un terzo di titoli sono dedicati a Trump e quanto a ferocia qualche giorno fa si insinuava che forse il padre di Trump avrebbe partecipato nel 1920 a una manifestazione indossando un cappuccio del Ku Klux Klan) vengano accuse di tal tipo al presidente americano, fa pensare subito alla favola di Fedro quella del “superior stabat lupus”. Certamente, però, a chi ha vissuto da vicino il governo Berlusconi (Trump e il leader di Forza Italia sono di fatto due politici-extrapolitici gemelli)  un certo assedio alla Casa Bianca ricorda molto quello al Palazzo Chigi d’allora, con il “pretesto” Russia che ha sostituito quello Mafia. E certe reazioni un po’ infantili e impolitiche (del tipo: “sono l’unto del Signore”) paiono proprio simili e ugualmente autolesionistiche. A occhio, però, negli Stati Uniti le forze sociali e dell’establishment a difesa dell’esecutivo paiono più consistenti di quelle che 23 anni fa appoggiavano il governo italiano.

Смерть шпионов (Smiert spionen). “La scorsa settimana il sito del quotidiano belga Le Soir è stato hackerato, online è comparsa una falsa versione dell’home page con articoli che accusavano Macron di essere il candidato all’Eliseo dell’Arabia Saudita” Alberto D’Argerio sulla Repubblica del 21 marzo spiega la raffinatezza dell’intelligence russo che manipola l’home page di un quotidiano belga per influenzare il voto francese (sì avete letto bene: manipolare un  sito belga per influenzare il voto francese). Chi esamina con un minimo di serietà (e anche un po’ di ironia) quelle che sarebbero le varie  intrusioni degli uomini di Mosca, ha la sensazione che si tratti di mosse molto rozze e soprattutto esplicite (lo notava tra l’altro lo stesso James Comey), tese a mandare soprattutto un messaggio a certi ambienti occidentali: smettetela di trattare la nazione russa come un terreno di scorribande senza limiti. Parlare di simil-Kgb che influenzano la campagna elettorale americana ed europee, mi sembra leggermente delirante. E questo senza giustificare i pasticcetti soprattutto affaristici che certi personaggi dello staff trumpista potrebbero avere combinato. E’ un mondo imperfetto il nostro, non ci sono solo ottimi imprenditori tipo Marco Carrai capaci di separare business e politics.

Da Sesto a Stoccolma. “Michele non è un giustizialista ma un uomo di giustizia” così Filippo Penati sul Corriere della sera del 15 marzo parla di Emiliano di cui sarà coordinatore in Lombardia per la campagna delle primarie del Pd. Da Sesto San Giovanni a Stoccolma, via sindrome.

Per favore vorrei un popolo ristretto e senza schiuma. “Il popolo era in quel caso un fenomeno ristretto” scrive Eugenio Scalfari sulla Repubblica del 19 marzo evocando le dinamiche sociali del Risorgimento. Ah! Che bei tempi quelli risorgimentali per coloro a cui come al Fondatore, e come ai napoletani col caffè, il popolo piace solo se ristretto.