Alitalia:che ci fa Toto (Air One) da Bertinotti?
26 Luglio 2007
L’Alitalia
sta per finire in salsa alla amatriciana. Se le autorità nazionali ed europee
sulle gare d’appalto non fermano la stravagante procedura che pare essere in
corso, l’Italia rischia di finire al di fuori dell’euro e della stessa Ue.
Andiamo con ordine.
Oggi 26 luglio, il flemmatico Ministro dell’Economia
e delle Finanze Tomaso Padoa-Schioppa riferisce alle pertinenti Commissioni
parlamentari sul presente e sul futuro della compagnia di bandiera.
Un’audizione corretta, anzi doverosa, visto il pasticciaccio brutto del beauty
contest inconcludente. Quasi a volere incidere sull’audizione e sui
suoi risultati, un comunicato sui televideo di prima mattina informa il colto e
l’inclito che il principale azionista di Air One ha avuto una riunione con
il Presidente della Camera dei Deputati Fausto Bertinotti (il quale nulla a che
fare con gare ed appalti di aviolinea – al più per quelli relativi agli affitti
ed alla cancelleria dell’organo costituzionale che presiede) per informarlo che
è pronto a formulare un’offerta vincolante se il capitolato viene modificato
sotto alcuni aspetti (i livelli occupazionali, il vincolo a non rivendere entro
un certo numero di anni). Un passo del tutto improprio in quanto solo nei Paesi
del quarto mondo (neanche in quelli del terzo) si è visto un partecipante ad
una gara rivolgersi ad un’autorità istituzionale e politica al fine di fare
cambiare il capitolato, entrando così in una trattativa privata. Quando un
episodio del genere avvenne in Costa d’Avorio, la Banca Mondiale bloccò tutte
le operazioni nel Paese ed il Capo dello Stato ritornò sui suoi passi.
Non è solo una questione di garbo ma di leggi scritti e di lex
mercatoria per le transazioni finanziarie e commerciali internazionali.
Ove il tête-à-tête avesse un seguito, non solo la gara dovrebbe essere riaperta
a tutti gli eventuali concorrenti ma il Governo Prodi dovrebbe chiudere, per
decreto legge, tanto l’antitrust quanto la commissione di vigilanza sugli
appalti e chiedere all’Ue una sospensione “sine die” dalle regole europee.
Nel frattempo, ci stiamo coprendo di ridicolo sulla stampa di tutto il
mondo.
