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Alla facciaccia di Montesquieu: come funziona la divisione dei poteri in Italia

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Corde e impiccati. “Orlando è onesto, ma è in situazione di potenziale conflitto di interessi”, dice Michele Emiliano alla Repubblica del 6 marzo. Ma il governatore della Puglia non ha mai sentito parlare del potenziale conflitto logico tra impiccati e corde?

Petrolio vs Ketchup. “ ’These guys came in to drain the swamp’ one carreer State Department said ‘And it is clear that they are under orders not to cooperate or deal with swamp creatures’”. David E. Sanger descrive sul New York Times del 12 marzo così la situazione della politica estera americana, riportando le parole di un quadro di carriera del Dipartimento di Stato: Rex W. Tillerson e i suoi sono venuti a prosciugare il pantano lasciato dagli obamiani, da Hillary Clinton a John Kerry, e quindi non hanno rapporti con i predecessori che appunto sono le creature del “pantano”. Nel grande giornalone liberal pur soffocato dalla propaganda antitrumpista, c’è spazio, però, per un qualche cenno di apprezzamento all’ex ammnistratore delegato della Exxon chiamato a rimediare ai tanti pasticci degli ultimi anni. D’altra parte si sa che quando un uomo del petrolio incontra un uomo del ketchup, l’uomo del ketchup è un uomo morto.

Alla facciaccia di Montesquieu. “Anche in questo caso, come spiegano i magistrati che lavorano con Orlando in via Arenula, alla stesura delle nuove regole sui costi delle intercettazioni, hanno collaborato nei mesi scorsi, e in numerosi incontri, i più importanti procuratori italiani”. Liana Milella racconta sulla Repubblica dell’11 marzo com'è interpretata in Italia la tanto lodata divisione tra i poteri predicata da Charles-Louis de Secondat, barone de La Brède e di Montesquieu: nel ministero della Giustizia la parte tecnica del lavoro di impostazione delle leggi è affidata a magistrati appositamente distaccati dal Csm e che naturalmente si pongono come primo obiettivo quello di consultare quelli che, con molto sussiego, la Milella chiama “i più importanti procuratori italiani”. Poi alla Camera e al Senato altri magistrati eletti innanzitutto nel Pd (e spesso in aspettativa) legifereranno tenendo conto dei diktat dell’Anm. Credo che un sistema così sia stato in vigore solo nella Repubblica di Venezia e oggi nell’Iran khomeinista (ma almeno qui c’è una superiore autorità religiosa).

La voce dei senza voce. “Similar to mr. Trump many of his supporters feel buoyed and relieved that he is living voice to what they cannot say, or feel they are not supposed to say”. Alissa J. Rubin spiega sul New York Times del  28 febbraio perché Geert Wielders è simile a Donald Trump e sta acquisendo crescente consenso in Olanda: dice le cose che tanta gente comune non se la sente di dire ma che al fondo condivide. La dittatura del politically correct, il pensiero unico globalista, la retorica senza limiti dell’europeismo, i giudizi inappellabili dei vari poteri neutri (magistrature, authority, organi tecnocratici) hanno bloccato una seria discussione pubblica su questioni rilevanti per ampi settori della società. Il problema però, in un sistema democratico, è che non si può impedire a qualcuno di mettersi a gridare che “il re è nudo”. E a quel punto la discussione pubblica riparte ugualmente, spesso meno seria, ma assai impetuosa.

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