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Alle legislative poco spazio per avventure personali

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Secondo Jean-Claude Casanova, il direttore della rivista Commentaire, il paesaggio politico francese è caratterizzato da cinque tradizioni politiche : l’estrema destra, la destra, il centro, la sinistra e l’estrema sinistra. Questo è senz’altro vero ma le prossime legislative del 10 e 17 giugno rischian forte di ridursi ad un confronto tra l’UMP (trasformato, o meglio confermato, dopo la vittoria di Sarkozy in un solido partito del Presidente) e il Partito socialista.


Nicolas Sarkozy è arrivato in testa in 372 delle 577 circoscrizioni elettorali e cio’ è senza dubbio di buon augurio per i candidati dell’UMP. Secondo un primo sondaggio pubblicato il 10 maggio, questo partito conserverebbe la maggioranza assoluta all’Assemblée Nationale (il gruppo UMP è composto attualmente da 350 deputati più 9 apparentati).


Quanto al Partito socialista, esso affronta le prossime consultazioni in una situazione piuttosto difficile in quanto, sin dalla sera della pubblicazione dei risultati, sono emerse in modo eclatante le divisioni politico-ideologiche e le rivalità personali che gli ultimi giorni della campagna avevano forzato a metter sotto traccia. E il segretario François Hollande non ha trovato modo migliore per risolvere la situazione che quello di annunciare una direzione collegiale, rappresentativa delle varie sensibilità, per condurre la campagna elettorale che si è appena aperta! Dai primi segnali, e seguendo un classico riflesso identitario, questo partito sembra orientato a rivolgersi ai suoi alleati tradizionali (comunisti, verdi e radicali di sinistra) in vista di eventuali accordi di desistenza, rifiutando di esplorare nuove strade con il nuovo Mouvement Démocrate fondato da François Bayrou.


Quest’ultimo, persiste nella sua strategia solitaria del ni droite ni gauche ma deve registrare la defezione di ben 22 dei 26 deputati uscenti dell’UDF i quali preferiscono aderire alla ferrea logica bipolare del sistema uninominale a due turni piuttosto che alle ipotetiche strategie presidenziali del loro leader. Questo sistema elettorale permette ai candidati che abbiano ottenuto più del 12,5 % dei voti di acceder al secondo turno. Ma in realtà, nelle cosiddette “triangolari” o “quadrangolari”, ben poche speranze rimangono ai terzi o quarti arrivati di fronte alle due formazioni maggioritarie. La prova è data dall’esperienza del Front National che pur essendo riuscito a far partecipare il proprio leader, Jean-Marie Le Pen, al secondo turno delle scorse elezioni presidenziali non ha poi ottenuto neanche un deputato alle successive legislative.


Par descrivere la situazione di François Bayrou, i giornali francesi eran pieni, in questi giorni, di colorite metafore marinare relative a traversate in solitario o a guerresche avventure da “solo contro tutti”. A noi ha fatto venire in mente la bella canzone di Georges Moustaky, La solitude : “Non, je ne suis jamais seul. Avec ma solitude” …



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1 COMMENT

  1. Caro Paolo,
    so che Casanova

    Caro Paolo,
    so che Casanova ti piace… L’amico Grunberg, però, ti spiega già da un pò che il sistema politico francese sta passando, un po per forza di cose, da un bipolarismo deciso dalle istituzioni a un bipartitismo all’americana.

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