Alle legislative poco spazio per avventure personali

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Alle legislative poco spazio per avventure personali

Alle legislative poco spazio per avventure personali

12 Maggio 2007

Secondo Jean-Claude Casanova, il direttore della rivista
Commentaire, il paesaggio politico francese è caratterizzato da cinque
tradizioni politiche : l’estrema destra, la destra, il centro, la
sinistra e l’estrema sinistra. Questo è senz’altro vero ma le prossime
legislative del 10 e 17 giugno rischian forte di ridursi ad un
confronto tra l’UMP (trasformato, o meglio confermato, dopo la vittoria
di Sarkozy in un solido partito del Presidente) e il Partito
socialista.

Nicolas Sarkozy è arrivato in testa in 372 delle 577 circoscrizioni
elettorali e cio’ è senza dubbio di buon augurio per i candidati
dell’UMP. Secondo un primo sondaggio pubblicato il 10 maggio, questo
partito conserverebbe la maggioranza assoluta all’Assemblée Nationale
(il gruppo UMP è composto attualmente da 350 deputati più 9
apparentati).

Quanto al Partito socialista, esso affronta le prossime
consultazioni in una situazione piuttosto difficile in quanto, sin
dalla sera della pubblicazione dei risultati, sono emerse in modo
eclatante le divisioni politico-ideologiche e le rivalità personali che
gli ultimi giorni della campagna avevano forzato a metter sotto
traccia. E il segretario François Hollande non ha trovato modo migliore
per risolvere la situazione che quello di annunciare una direzione
collegiale, rappresentativa delle varie sensibilità, per condurre la
campagna elettorale che si è appena aperta! Dai primi segnali, e
seguendo un classico riflesso identitario, questo partito sembra
orientato a rivolgersi ai suoi alleati tradizionali (comunisti, verdi e
radicali di sinistra) in vista di eventuali accordi di desistenza,
rifiutando di esplorare nuove strade con il nuovo Mouvement Démocrate
fondato da François Bayrou.

Quest’ultimo, persiste nella sua strategia solitaria del ni droite ni gauche
ma deve registrare la defezione di ben 22 dei 26 deputati uscenti
dell’UDF i quali preferiscono aderire alla ferrea logica bipolare del
sistema uninominale a due turni piuttosto che alle ipotetiche strategie
presidenziali del loro leader. Questo sistema elettorale permette ai
candidati che abbiano ottenuto più del 12,5 % dei voti di acceder al
secondo turno. Ma in realtà, nelle cosiddette “triangolari” o
“quadrangolari”, ben poche speranze rimangono ai terzi o quarti
arrivati di fronte alle due formazioni maggioritarie. La prova è data
dall’esperienza del Front National che pur essendo riuscito a far
partecipare il proprio leader, Jean-Marie Le Pen, al secondo turno
delle scorse elezioni presidenziali non ha poi ottenuto neanche un
deputato alle successive legislative.

Par descrivere la situazione di François Bayrou, i giornali francesi
eran pieni, in questi giorni, di colorite metafore marinare relative a
traversate in solitario o a guerresche avventure da “solo contro
tutti”. A noi ha fatto venire in mente la bella canzone di Georges
Moustaky, La solitude : “Non, je ne suis jamais seul. Avec ma solitude” …