29 Giugno 2012


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Allerta terrorismo a Londra, Petraeus in missione e Risiko in Vaticano

I Giochi di Londra s’avvicinano e crescono d’ intensità le minacce terroristiche verso un appuntamento che catalizzerà l’attenzione del mondo e porterà nella capitale del Regno Unito milioni di persone. Il primo pensiero di Jonathan Evans, capo dell’ MI5, impegnato lunedì scorso in un’attesa conferenza, doveva essere quindi per le imminenti Olimpiadi: "Non sono un bersaglio facile, e il fatto che abbiamo già sventato diversi tentativi criminali in Gran Bretagna e all’ estero dimostra l’efficacia del nostro lavoro". Parole rassicuranti, unite alla consapevolezza che le sorprese sono sempre dietro l’ angolo.
Le parole del numero uno del controspionaggio inglese che hanno catturato l’attenzione degli osservatori sono state però altre, e ci riferiamo a quelle pronunziate circa la Primavera Araba e le sue conseguenze. Per Evans, le rivoluzioni avvenute su terra africana presentano, almeno nel breve periodo, rischi severi, "e se vedremo ricompense, lo sapremo solo nel lungo termine". Il motivo dell’ allerta è dovuto alla capacità di Al Qaeda d’installarsi in nuovi spazi, che tempo fa le erano, almeno parzialmente, preclusi. Senza contare l’ incertezza sui novelli assetti politici di Egitto, Tunisia e Libia. Un rebus avvolto in un mistero che sta dentro un enigma, scandirebbe Winston Churchill.
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Cosa bolle nella pentola della Repubblica Ceca? Se lo chiedono negli Stati Uniti, dopo la recente visita a sorpresa nel Paese dell’Est Europa del direttore della Cia, David Petraeus. Alcune fotografie pubblicate da un quotidiano hanno mostrato il generale e i suoi stretti assistenti intenti ad imbarcarsi su un aereo militare per un non previsto tour che ha raggiunto pure Sofia. Le fonti, diplomatiche ed interne a Langley, interpellate dalla stampa si sono trincerate dietro il silenzio, ammettendo soltanto incontri con ministri e capi dei servizi segreti. Le circostanze degli eventi, conoscendo la puntigliosità di Petraeus, lasciano pensare alla trattazione di dossier scottanti.
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Le indiscrezioni che parlano del Cardinal Bertone in uscita dalla Segreteria di Stato vaticana sono accolte con un certo scetticismo dai funzionari d’ Intelligence che, nelle principali agenzie occidentali, seguono i passi nelle Sacre Stanze. I dubbi sembrano incentrati sullo stretto rapporto personale tra Benedetto XVI e il porporato di Romano Canavese: possibile che il Papa, pur amareggiato da scandali, fughe di notizie, confusione intollerabile in Curia, decida davvero di troncare con lo storico collaboratore, pensionandolo?

Mentre il Pontefice s’ accinge a meditare anche su questo punto nodale nella quiete di Castel Gandolfo, alcuni nunzi, tra quelli più in vista, fanno sapere al giro degli ambasciatori che contano la loro eventuale disponibilità ad assumere l’ oneroso incarico. Per spirito di servizio, naturalmente.