Altalene tedesche: capi d’Intelligence e di Stato che vanno e che vengono
22 Febbraio 2012
Nella Germania forte ed insieme friabile di Angela Merkel, mentre continua la strage dei presidenti federali costretti alle dimissioni, c’ è un ex capo dell’Intelligence, quell’Ernst Uhrlau dominus del Bnd fino al dicembre scorso, che ha pensato bene d’arrotondare la pingue pensione offrendo la sua esperienza a una nota banca nazionale.
Questo passaggio dell’ultrasessantenne civil servant all’economia privata ha scatenato un vespaio polemico, con esponenti di vari partiti pronti a chiedergli se non era il caso di aspettare del tempo prima di saltare sul nuovo carro e, soprattutto, ad esprimere dubbi sul vantaggio che la società, cosi’ lesta nell’ingaggio del super poliziotto, potrà ottenere rispetto alla concorrenza. Uhrlau è infatti una miniera d’ informazioni attinte da fonti aperte e privilegiate, e, come un centravanti da trenta gol a stagione, ha un bagaglio tecnico capace di sbaragliare i professionisti all’opera nelle squadre avversarie.
Sembrano dunque incidere poco nel dibattito coloro che rilevano come i tedeschi stiano entrando, pure nelle abitudini in questo settore strategico, nell’alveo d’ una tradizione specialmente anglosassone, quella della "porta girevole" tra incarichi statali e non.
Intanto, in quegli uffici riservati di Berlino in cui negli ultimi mesi non sono mancate scosse sismiche di una certa potenza, regna ora la forza tranquilla di Gerhard Schindler, avvocato d’area liberale esperto di reti criminali e terroristiche, con recente passato al ministero dell’Interno e ai vertici del controspionaggio che, secondo i media teutonici, governerà l’agenzia col "pugno di ferro nel guanto di velluto", in omaggio all’ esperienza da paracadutista e agli studi in legge.
Schindler guiderà i segreti e gli affari delicati del Paese verso le elezioni. Chi lo conosce, e ne apprezza il disinteresse per l’ostentazione e le comparsate, scommette che la militanza nel Freie Demokratische Partei non ne condizionerà l’operato e che, anzi, i consigli del giurista 007 siano già molto ascoltati all’orecchio della Cancelliera. Mal che gli vada, può sempre sperare, tra qualche anno, nella lauta proposta d’un gruppo finanziario.
