Altro che razzista! Sui Rom il Governo ha solo rispettato gli impegni presi
08 Luglio 2008
Molti commentatori si sono soffermati sul “problema discriminatorio” riguardo alle impronte digitali sui bambini rom, ma in pochi hanno riflettuto sulle conseguenze che il mercato interno dell’UE ha imposto con le 4 libertà di circolazione.
Crescita del mercato ed occupazione in Europa vanno di pari passo con l’ampliamento del numero degli stati membri. Tutto questo comporta, però, l’eliminazione dei controlli di frontiera. Per questo è in atto un forte riarmo tecnologico: apparecchiature per l’esplorazione ambientale visiva notturna, elaborazione automatizzata di monitoraggi video, cavi a radiofrequenza capaci di misurare e riportare la percentuale d’acqua presente in corpi stazionanti o circolanti nei pressi. Sono nate inoltre nuove centrali operative cogestite.
Grazie all’ ampliamento del Sistema Informativo di Schengen (SIS), le Polizie hanno la possibilità di elaborare maggiori quantità di dati. Per l’archiviazione delle impronte digitali e dei dati biometrici di migranti sarà presto attivato il Sistema Informativo per i Visti (SIV). I politici degli Interni si crucciano a causa dell’ insufficiente controllo poliziesco dei migranti e sperano nell’introduzione dell’inserimento di dispositivi di controllo RFID (chip per l’identificazione a mezzo di frequenze radio) nei passaporti. Questi chip sarebbero per esempio in grado di identificare i titolari di visti scaduti stazionanti o transitanti in luogo pubblico senza presa in visione del documento.
Con l’istituzione dell’"agenzia di frontiera" FRONTEX a Varsavia, poi, è stato allestito un nuovo baluardo della "difesa" europea dalla migrazione. "Chiunque non lo meriti e non sia gradito sul territorio, deve essere fermato". Questa discriminante non l’ha enunciata Maroni, ma il direttore genereale Ilkha Laitinen – un ufficiale della polizia di frontiera finlandese – che ha reso in sintesi l’essenza della "Gestione integrata dei Confini" ("Integrated Border Management").
In un "Centro Analisi di Rischio" vengono elaborati pronostici su movimenti migratori, trasmesse
In questo contesto ha luogo fra l’ altro la sperimentazione di drone per il controllo dei confini, delle quali "l’agenzia di frontiera" consiglia espressamente l’ impiego. Una valutazione dello stato attuale dell’agenzia e la definizione dei suoi parametri futuri figurano nel programma di lavoro della Commissione Europea dal Febbraio del 2008.
Ora se non esistono dati precisi sull’attuale presenza di Rom e di Sinti in Italia – tant’è che nel paragrafo 172 del rapporto al CERD (Commissione per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale), il governo italiano dichiarava che vi sono approssimativamente 150.000 Rom in Italia e organizzazioni non-governative locali stimano che vi siano 60.000-90.000 Rom e Sinti italiani e 45.000-70.000 Rom nati fuori dall’Italia o nati in Italia da genitori immigrati, principalmente dall’Europa dell’Est, in particolare dalla ex Jugoslavia e, di recente, dalla Romania – come fare per avere una attendibile mappatura del fenomeno migratorio? Ovviamente dando al legislatore una prioritaria possibilità di risolvere l’emergenza.
Il D.L. 181/07, Disposizioni urgenti in materia di allontanamento dal territorio nazionale per esigenze di pubblica sicurezza (che modifica il D.L. 30 del 6 febbraio 2007) è stato emanato il 2 novembre 2007 con scadenza il 2 gennaio 2008. Il parlamento non ha poi convertito il Decreto, che perciò è scaduto, ma il 29 dicembre 2007 il governo italiano ha promulgato un nuovo provvedimento: D.L. 249 sulle Misure urgenti in materia di espulsioni e di allontanamenti per terrorismo e per motivi imperativi di pubblica sicurezza, pubblicato il 2 gennaio 2008.
Ma è stato proprio il Parlamento europeo – con una risoluzione a gennaio 2008 e a grande maggioranza (510 voti favorevoli, 36 contrari e 67 astensioni) – che richiese una strategia europea per i Rom. Il miglioramento delle condizioni di vita nelle baraccopoli, attraverso l’estensione del sistema di assistenza sanitaria regolare, dovrà far parte delle azioni sostenute dall’Europa e portate avanti dai Paesi dell’Unione: si smetta con le baraccopoli Rom – con gravi rischi sociali, ambientali e sanitari – e si inizi a diffondere modelli riusciti di alloggio, con un’applicazione severa delle norme in materia di soggiorni. E ben vengano le impronte digitali.
Adeguati programmi di vaccinazioni per i bambini Rom dovrebbero essere richiesti in tutti i Paesi, soprattutto in Italia, dove c’è una preoccupante recrudescenza della TBC. Invece di evidenziare il “problema discriminatorio” la Commissione dovrebbe lanciare un Piano d’Azione urgente comprensivo di un sostegno finanziario per la realizzazione di questo obiettivo.
Dicono i deputati europei che c’è troppa disoccupazione tra i Rom e la loro integrazione nel mercato del lavoro deve essere sostenuta provvedendo finanziariamente alla formazione e alla riconversione professionale con un’applicazione rigorosa delle leggi antidiscriminazione nel settore dell’occupazione con misure atte a promuovere presso i Rom il lavoro autonomo e le piccole imprese? Giustissimo. Visto, però, che secondo la maggioranza relativa degli italiani, per rafforzare la propria immagine l’Unione europea, nei prossimi anni, dovrebbe focalizzare la sua attenzione primariamente sull’immigrazione e sulla sicurezza tutti si dovranno impegnare in concreto: dal governo europeo, ai governi nazionali per finire alle autorità locali.
E’ necessario ricordare che il problema vero sarà quello dell’anagrafe delle popolazioni migranti e importante dovrà essere una mappa europea delle crisi, per identificare le aree a maggior rischio, proprio per evitare che forme delinquenziali finiscano per inficiare questa strategia generale d’inserimento dei lavoratori migranti nelle strutture produttive. Altro che allarme razzista.
