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Amministrative alle porte, ecco le sfide elettorali che animano il centrodestra

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Le elezioni amministrative 2012 sono ad un passo e in Puglia, ad una settimana dal voto, flotte di candidati lavorano alacremente per riportare al centro del dibattito la politica: chi sostiene siano semplici test comunali pecca di venialità perché basta gettare uno sguardo sul tacco d’Italia per capire come questa tornata elettorale sia un’anticipazione del futuro politico del centrodestra regionale.

I comuni capoluogo chiamati al voto sono tanti ed importanti: Lecce, Brindisi, Taranto e Trani dovranno rinnovare il consiglio comunale e la battaglia non è affatto decisa. Paolo Perrone e Gigi Riserbato, le proposte del centrodestra per guidare Lecce e Trani, hanno ottenuto l’investitura popolare grazie alle primarie di coalizione – novità assoluta del centrodestra 2012 – ed hanno, oggi, una solida base sulla quale poter costruire la loro vittoria. Destino diverso, a Brindisi e Taranto, per Mauro D’Attis e Filippo Condemi: chiamati a guidare la coalizione, senza aver ricevuto l’endorsement popolare, rischiano grosso in due città politicamente difficili. A Brindisi le ultime elezioni sono state vinte proprio dal centrodestra, ma le dimissioni (per motivi personali) di Domenico Minnitti hanno anticipato la scadenza naturale del mandato e gettato il Popolo della Libertà nel caos. Le primarie sarebbero state strumento efficace per selezionare la classe dirigente del domani, ma la logica, si sa, non va sempre d’accordo con la realtà. A Taranto, invece, le profonde problematiche cittadine si riflettono, in toto, sulla vita politica: gli undici candidati sindaco sono lo specchio del disagio tarantino e il Pdl non è da meno. L’aver scelto Condemi poco più di un mese prima delle elezioni è un segno di debolezza che potrebbe costar caro all’intera coalizione e procrastinare, per l’ennesima volta, il rilancio del capoluogo ionico.

Le primarie sono state uno strumento efficace che ha permesso al centrodestra di confrontarsi sui temi della campagna elettorale e di rodare la macchina organizzativa con largo anticipo. Non è un caso che proprio nelle città nelle quali si è passati attraverso il giudizio dei cittadini la vittoria elettorale sembri a portata di mano. Questo è successo a Lecce e Trani così come nella provincia di Bari, cuore politico della Puglia e instancabile laboratorio d’idee.

Il capoluogo regionale non è chiamato al voto, Michele Emiliano – nonostante gli scandali e le polemiche – è ancora in sella, deciso a guidare la città fino a scadenza naturale del mandato. In provincia, tuttavia, migliaia di elettori si recheranno alle urne per incidere sul futuro della loro città.

Quattro sono i paesi con meno di 15.000 abitanti che andranno a rinnovare l’amministrazione comunale (Alberobello, Sannicandro di Bari, Turi e Sammichele di Bari), ben otto le città più grandi. A Gioia del Colle, Gravina, Bitonto e Santeramo in Colle si va alle urne in anticipo: il consiglio comunale di queste città è stato sciolto nei mesi scorsi per problemi di natura politica. Le vecchie amministrazioni – tutte di centrodestra – sono state affondate dai colpi della stessa maggioranza ed oggi si ritrovano in campagna elettorale, in un clima complesso, minato dalle divisioni. A Gravina, il Popolo della Libertà, guidato da Michele Capone, corre da solo: manca una politica d’alleanza al centrodestra gravinese, ma la proposta snella potrebbe rappresentare l’arma vincente in una città nella quale pullulano i candidati alla carica di primo cittadino. A Gioia e Santeramo sarà dura per il centrodestra che pagherà le divergenze nate negli ultimi anni. A Bitonto, l’altro comune al voto anticipato, e Polignano a Mare la partita, invece, è ancora aperta, così come a Giovinazzo, città nella quale il centrosinistra pare in leggero vantaggio. Città importante, quanto meno per il suo valore allegorico, è Terlizzi: il comune simbolo della primavera pugliese in salsa Nichi Vendola, si ritrova, oggi, a rinnovare il consiglio comunale e a celebrare la sconfitta politica del governatore pugliese. Nella sua città natale, infatti, Vendola costruì la prima vittoria come governatore regionale: la battaglia per l’ospedale terlizzese fu al centro del dibattito politico e lui, il Poeta, difese il diritto dei suoi concittadini a poter essere curati nella loro città, salvo poi far marcia indietro pochi anni dopo. I cittadini di Terlizzi non l’hanno dimenticato e Nichi Vendola è stato punito dall’elettorato già in sede di primarie, quando il suo candidato è stato sconfitto. Per sancire il definitivo crollo del sogno primaverile, il centrodestra di Terlizzi ha lavorato sodo ed ha consultato gli elettori per scegliere, insieme, l’ideale candidato sindaco. A spuntarla è stato Ninni Gemmato, consigliere comunale navigato seppur giovane, che oggi ha la possibilità di certificare il fallimento politico del leader di Sel, proprio nella sua città.

Altro punto nevralgico di questa campagna elettorale è Castellana Grotte: il centrodestra nella città delle grotte ha lavorato sodo per presentare una proposta granitica, e ci è riuscito. Tutti i partiti dell’ala moderata corrono insieme al fianco di Franco Triscase: Popolo della Libertà, Lista Schittulli, UDC e Alleanza di Centro (insieme alle civiche Castellana Democratica e Gruppo di Azione e Solidarietà) presentano una proposta concreta che si sussurra sia un vero e proprio test per future, e più grandi, alleanze. Domi Lanzilotta, consigliere regionale Pdl, di Castellana, esalta l’idea di laboratorio politico nato attorno a Tricase. “Quella di Castellana è una formula da esportare perché quando i moderati sono uniti vincono” e poco importa se la Puglia Prima di Tutto non partecipi alla festa dei moderati, magari questo costerà il passaggio al secondo turno, ma non sembra poter minare la forza di un progetto futuro che ha tutti i contorni per fare scuola.

Elezioni amministrative, sì, ma ricche di significati: test importanti per una regione che, stanca di scandali e indagini, si ingegna per costruire un’alternativa credibile. Il centrodestra ha trovato una via: Lecce, Trani, Terlizzi e Castellana Grotte non sono esperienze isolate, ma espressioni diverse di un rinnovamento che passa dal costante confronto con l’elettorato così come dalla sintesi politica. La sinistra, quella di Massimo D’Alema e Nichi Vendola, in Puglia ha avuto un passato ricco di soddisfazioni, ora è costretta ad inseguire un centrodestra rinnovato, pronto a lanciare le sue nuove sfide.

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