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Cattolici e politica

Anagni, conclusa la due giorni di incontri sui rapporti tra Chiesa e Politica

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Si è concluso nella giornata oggi, 1 dicembre 2019, ad Anagni l’incontro annuale “A Cesare e a Dio” organizzato dalla Fondazione Magna Carta, in collaborazione con l’European Christian Political Movement (ECPM), dedicato al tema “Chiesa e politica nei pontificati di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco”.

I lavori si sono aperti nella giornata di sabato 30 novembre con i saluti del sindaco Daniele Natalia e del Presidente del Consiglio comunale Giuseppe De Luca, i quali hanno ricordato come Anagni sia di per sé città simbolo dei rapporti tra potere spirituale e potere temporale.

Il Presidente della Fondazione Magna Carta Senatore Gaetano Quagliariello ha dunque introdotto il tema delicato e complesso su cui si sono misurati i relatori Eugenia Roccella, Eugenio Capozzi e Sandro Magister.

Eugenia Roccella, annunciando anche l’avvio della Associazione “Progetto culturale” che si richiama all’opera del Cardinale Camillo Ruini, ha affrontato il profilo dei rapporti tra la politica e il pontificato di Giovanni Paolo II, il quale, di fronte alle sfide poste dalla modernità, ha elaborato una risposta originale ribadendo come sia il rifiuto della modernità, sia la sua passiva accettazione rappresentino due modalità diverse, ma altrettanto errate di approcciarsi al problema, e ricordando che solo il Cristianesimo costituisce l’unica autentica forza di liberazione dell’uomo.

Eugenio Capozzi ha focalizzato la propria riflessione sul pontificato di Benedetto XVI il quale ha rilanciato il tema della trascedenza e della centralità liturgica in un mondo culturale come quello occidentale in genere ed europeo in particolare che sono caratterizzati da una crescente secolarizzazione la quale ha finito per privilegiare altri aspetti della fede cristiana o la dimensione prettamente immanente dell’esistenza.

Sandro Magister ha evidenziato, dal canto suo, non senza una risoluta vis polemica pur, tuttavia, ben documentata, le difficoltà di coerenza interna al messaggio cristiano del magistero di Papa Francesco rispetto alla tradizione cattolica fin qui determinata.

Dopo le suggestive e dense riflessioni dei tre suddetti relatori si sono alternati tra il pomeriggio del 30 novembre e la mattina dell’1 dicembre ben 38 interventi programmati di altrettanti discussant dalle considerazioni dei quali è emersa tutta la profondità e la complessità multidisciplinare (coinvolgendo chierici e laici, cattolici e non cattolici, giuristi e politici, economisti e giornalisti, storici e medici, sociologi e psichiatri) di un tema come quello delle relazioni tra potere politico e potere spirituale che è ancora fortemente attuale e problematico, dovendo sempre ancora essere nuovamente riscoperto e compreso, fin da quando fu chiarito che occorre dare a Cesare quel ch’è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.

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