Energia alternativa ma non troppo

Anche con meno incentivi, in Italia la crescita del fotovoltaico non si arresta

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La crescita del settore fotovoltaico non si arresta. Nel 2010 si calcola sia stata installata nuova potenza per un totale di 1900 MW, contro i 720 MW del 2009. La stima è elaborata da iSuppli, che prevede, inoltre, un tasso di incremento maggiori per il 2011. Per l’anno in corso, infatti, si ipotizza la realizzazione di impianti per altri 3.900 MW, nonostante la diminuzione degli incentivi previsti per le nuove centrali. La corsa degli operatori per aggiudicarsi le tariffe più remunerative concesse agli impianti entrati in esercizio prima del 31 dicembre ha portato ad una forte accelerazione dei cantieri lo scorso mese. Nell’ultimo trimestre sono stati installati 975 MW, praticamente la metà della potenza installata in un anno.

Per quanto la maggior parte siano impianti di piccola taglia, il contributo maggiore all’aumento della potenza installata è dato da pochi grossi impianti. Quest’anno sono state realizzate centrali di grossa taglia, come l’impianto dell’americana Sunedison a Rovigo, per 72,6 MW, il più grande d’Europa, o della centrale di Cellino San Marco a Brindisi, di 38,4 MW. Supera i 30 MW anche l’impianto di Alfonsine (Ravenna), della Reno Solar. Da notare che due dei più grandi impianti fotovoltaici sono stati costruiti nel Nord Italia. Evidenza del fatto che lo sviluppo del settore investe l’intero paese. Questo non significa che la situazione sia omogenea in tutto il territorio. Il Sud continua a essere l’area a maggior concentrazione di progetti di impianti da fonti rinnovabili non programmabili.

Circa metà delle richieste di connessione alla rete di trasmissione proviene dalla Puglia, dove sono maggiori le prospettive di crescita. A giugno 2010, la Puglia ospitava 1/5 della potenza installata da centrali fotovoltaiche, seguita dalla Lombardia (circa 1/9) e ad ottobre metà delle richieste di connessione proveniva dalla Regione guidata dal centrosinistra; le nuove linee guida recentemente emanate dalla giunta di Vendola, più severe in materia di localizzazione degli impianti, potrebbero tuttavia impedire l’autorizzazione di impianti in buona parte del territorio e conseguentemente frenare lo sviluppo del comparto.

La base da cui si parte è comunque quella descritta dalle statistiche di Terna del 2009: su 281 TWh di energia prodotta in Italia, 0,7 TWh derivavano dalla fonte solare. Per il 2010 si può prevede che il valore possa essere raddoppiato, ma difficilmente può raggiungere il punto percentuale.
Complessivamente, le prospettive descritte da iSuppli dimostrano ad ogni modo che la politica energetica del governo punta molto sulle rinnovabili. Le tariffe incentivanti sono state corrette tenendo conto della diminuzione dei costi dei materiali e i valori definiti dal nuovo conto energia sono tali da orientare gli investimenti degli operatori. Soprattutto in un contesto come questo, con i consumi elettrici depressi dalla crisi, il comparto delle rinnovabili rappresenta una nave comoda e sicura per gli investitori. Non è un caso che banche e fondi di investimento si interessino al settore con lo stesso atteggiamento con cui guardano ai titoli di stato a lunga scadenza.

Certo, esiste sempre una tensione tra l’esigenza di garantire la certezza e la stabilità del diritto e dei diritti, da un lato, e l’esigenza di non favorire la costituzione di posizioni di rendita eccessivamente onerose per i contribuenti che sovvenziono il settore attraverso la tariffa elettrica. Proprio per questo sarà interessante tener costantemente sott’occhio la bolletta nei prossimi anni.

 

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4 COMMENTS

  1. Bufale verdi
    Questa bufala vergognosa delle fonti rinnovabili è un disastro di cui non immaginiamo ancora i termini reali. Migliaia di ettari di buona terra per agricoltura sono sconvolti da installazioni di fotovoltaico gigantesche e paurose. I migliori paesaggi italiani sono sfregiati da pale eoliche regolarmente ferme (scopriamo ora che l’Italia è un paese poco ventoso, tra l’altro).
    Gli impianti sono fabbricati all’estero e solo montati in Italia. E tutti noi paghiamo questa autentica follia nella bolletta elettrica. Meglio il carbone. E comunque nucleare subito! Col nucleare in Francia hanno gli impianti di riscaldamento elettrici e pagano l’energia la metà!!!

  2. Importeremo meno petrolio
    Importeremo meno petrolio adesso? Con tutte le rinnovabili installate fin’ora di quanto ci siamo affrancati dagli arabi?

  3. Costi/Benefici
    1900 MW sono circa 1/3 della potenza di una centrale nucleare: quanto ci è costato questo scherzo? quanto ci costa ogni kW verde? Quanto ci costerà tra qualche anno, quando tutti questi impianti ormai arrivati a fine ciclo dovranno essere smantellati? Alla fine degli anni ’70 su ogni tetto delle casette del mio paese c’era un impianto solare: tutti spariti durante gli anni ’80. Ma solo io me ne ricordo?

  4. Eolico e Solare sono sprechi
    L’eolico e il solare fotovoltaico sono remunerativi solo con gli incentivi pagati dallo stato.
    In entrambi i casi si tratta di produzioni di energia discontinue, sebbene almeno per il solare sia prevedibile questa discontinuità e la produzione coincida con un periodo di maggior uso.
    Ma per l’eolico la intermittenza della produzione è semplicemente imprevedibile, quindi è necessrio accoppiare ad ogni impianto eolico un impianto a gas che sia sempre pronto a entrare in funzione. Il che significa che in entrambi i casi il costo dell’energia elettrica prodotta è tre o cinque volte (al minimo) rispetto a quello delle centrali nucleari o a carbone.

    L’Italia ha bisogno di centrali nucleari e di energia a basso costo, altrimenti i nostri prodotti non saranno mai competitivi, per quanto si abbassi il costo del lavoro.

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