Home News Anche l’Occidentale vuol fare un regalo: un libro ai politici italiani

Fra librerie antiquarie e bancarelle dell'usato

Anche l’Occidentale vuol fare un regalo: un libro ai politici italiani

3
4

E’ Natale; dicesi anche, per non discriminare le minoranze diversamente credenti, “festa d’inverno”.
Anche se quasi tutti hanno dimenticato il perché, occorre sforzarsi di essere più buoni. In fondo, una volta all’anno è lecito insanire. Allora siamo stati anche noi più buoni del solito, più generosi: abbiamo voluto fare dei regali ai leader delle principali forze politiche italiane, di maggioranza e di opposizione (anche perché limitarci ad un solo schieramento sarebbe stato difficile a causa dei confini fluttuanti).

In fondo, un piccolo presente lo meritano; tutti gli spunti di riflessione, le occasioni di studio della natura umana offerti dai politici devono essere giustamente compensati. Si sa, non è facile fare doni a persone con le quali non si è in stretta confidenza. Non conoscendo i gusti, correvamo il rischio di spendere male i nostri soldi. Scegliere una cravatta per Fini, un film in dvd per Bossi, un monile per Vendola, era impresa troppo ardua.

In questi casi conviene regalare libri. Infatti le librerie italiane si riempiono miracolosamente solo nei giorni che precedono il Natale. Ma noi abbiamo disertato grandi negozi e bagni di folla, indirizzandoci direttamente in librerie antiquarie e bancarelle dell’usato. La scelta era stata di puntare su classici e rarità. Di autori rigorosamente italici, per sostenere il made in Italy. Comunque, tutti libri che possano allietare i giorni di festa e ferie dei leader nostrani. Nella speranza che escano dalla lettura ancora più arricchiti culturalmente ed umanamente.

Ad Antonio Di Pietro abbiamo regalato la Storia della colonna infame del Manzoni, fondamentale pamphlet contro la superstizione giustizialista. Inutile aggiungere che il padre di Renzo e Lucia è anche un maestro di stile: all’eloquio dell’ex pubblico ministero molisano gioverebbe assai il risciacquare i panni in Arno.

Il dono per Nichi Vendola è stato il classico di Benedetto Croce, Poesia e non poesia. Il filosofo abruzzese teneva molto alla distinzione fra la poesia, manifestazione dello Spirito, e la prosa, meno ispirata per natura. Ad esempio, riteneva che la Divina Commedia dell’Alighieri contenesse solo un percentuale di vera poesia in un mare di prosa. Il governatore della Puglia potrà interrogarsi sulla confusione dei registri e sul rischio di precipitare nella retorica più ridicola. Se Croce avesse sentito Vendola dire cose come “sessuazione di un processo elettorale”, avrebbe dedotto che il linguaggio politico è ormai precipitato nel baratro del sofismo, ancora più profondo di quello scavato in epoca barocca.

Pierluigi Bersani, scartato il suo pacchetto, ha trovato Mussolini il rivoluzionario, primo volume della monumentale biografia del Duce scritta da Renzo De Felice. Se non altro per dargli un po’ di brio, risvegliare un briciolo di massimalismo, impedirgli in futuro di proporre un governo di emergenza guidato dal Ministro dell’Economia del governo in carica o accettare alleanze con avversari storici come ex fascisti.

Francesco Rutelli aveva sotto l’albero Roma democristiana, una vera rarità del 1956 firmata da Mario Tedeschi, storico direttore de “Il Borghese” che ereditò dal grande Leo Longanesi. I pochissimi che lo hanno letto capiranno il perché della scelta.

Pierferdinando Casini ha scovato nei pressi del presepe il cofanetto completo di Mondo piccolo, gli straordinari racconti di Giovannino Guareschi con Don Camillo protagonista. Mica per i litigi con Peppone, roba ormai superata. Ma perché il confronto con la figura del combattivo parroco è sempre tonificante per i cattolici. Capita che i democristiani vecchi e nuovi sacrifichino troppo cristianesimo alla democrazia; Don Camillo parla con Cristo e rispetta veramente il suo consiglio di dire un sì che sia veramente un sì e un no che sia veramente un no.

A Gianfranco Fini abbiamo regalato il Manifesto dei conservatori di Giuseppe Prezzolini nella storica edizione Rusconi del 1972. Il futurista Presidente della Camera potrebbe ritrovare in quelle pagine le coordinate per proporre una vera e seria destra moderna. Si dice che si vanti di tenere ancora il prezioso saggio di Prezzolini sul suo comodino, per leggerne qualche brano prima del meritato riposo. Eppure chi è riuscito a sbirciare nella sua camera da letto giura di aver visto sul suddetto comodino una raccolta di aforismi di Roberto Gervaso.

Umberto Bossi ha ricevuto in dono Del primato morale e civile degli Italiani, capolavoro di Vincenzo Gioberti. Leggendolo, il capo della Lega incontrerà un idea di federalismo armonica ed equilibrata da patriottismo culturale e spirituale.

Infine ci siamo permessi di regalare al Presidente Silvio Berlusconi una delle opere meno note di Francesco Petrarca: De vita solitaria. Con la speranza che raccolga non l’invito alla compostezza e frugalità, ma il suggerimento su quanto la solitudine sia spesso preferibile a compagnie interessate e dannose.

Speriamo veramente che questi capolavori non li abbiano già letti, che non siano, come si dice, dei doppioni, che i nostri doni non finiscano riciclati. In ogni caso, auguriamo buone feste ai politici ed ai lettori dell’Occidentale. E pace in terra a donne e uomini, ma solo se di buona volontà.
 

  •  
  •  

3 COMMENTS

  1. La mente e lo spirito…
    Ma per elevare l’acume intellettuale e aumentare lo spessore spirituale dei nostri politici, non sarebbe stato meglio regalare a tutti un libro di poesie di Bondi?

  2. Ruggero il Nobel della poesia andrà a Vendola
    Caro Ruggero lei ha dei gusti discutibili, io preferisco di gran lunga l’ultimo poema di N.Vendola (un vero capolavoro !) oppure uno dei tanti (c’è l’imbarazzo della scelta, sono tutti bellissimi) romanzi di Veltroni

  3. Versi struggenti
    Grazie, Anonimo, non ho ancora letto gli autori che mi consigli e dubito che lo farò, così come dubito che riescano a superare il vibrante lirismo del nostro ministro della cultura: “Antro di amore / rombo di luce / parole del sottosuolo / fiume di lava / ancora di salvezza”. Eh, neanche il miglior Auden…

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here