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Storie di ordinaria amministrazione

Anche su facebook ci si chiede a cosa serva il sindacato

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Davide: “Non esistono più ideologie, non esistono più lotte a tutela dell'operaio ..... ormai il sindacato è diventata una scorciatoia alla politica, tutti mirano alla poltrona e nessuno se ne frega di noi operai.. aboliamo queste sigle sindacali e formiamo un movimento unico a favore dell'operaio pulito, onesto e con ideologie”. (Facebook/sindacati inutili)

Giacomo: “Salve a tutti, ex dipendente omnia network dimessosi a causa dei ritardi nei pagamenti e di un modo scellerato di agire dell’azienda senza un minimo di contrasto da parte di nessuno. Mi sono dovuto iscrivere al sindacato in quanto all’epoca sembrava l’unica soluzione per difendersi da tali comportamenti , ma vi posso assicurare che l’azienda ha sempre agito indisturbatamente senza l’effettiva opposizione di questo e quel sindacato”. (Facebook/sindacati inutili)

Pietro: “Ormai è l’operaio che tratta direttamente con il datore di lavoro nel bene e nel male! Questo abbandono , queste molteplicità di avvenimenti negativi mi hanno fatto comprendere che ognuno di noi deve cavarsela con i propri mezzi, con le proprie capacità, a costo di andare contro un sistema basato sull’ipocrisia”. (Facebook/sindacati inutili)

La Rete, e facebook in particolare, per molti aspetti sono lo specchio dei tempi e questi, per i sindacati, sono tempi bui. La Cgil testa ancora una volta la piazza e fa flop, la Uil davanti a ogni tema caldo si barcamena tra un “sì”, un “forse” e un “può darsi”, e la Cisl che fa? Punta sulla tessera fedeltà. Del resto, qual è l’elemento che più pesa nell’indirizzare le lotte di rivendicazione sociale? La tessera di adesione! E quale miglior modo di fare proseliti se non garantendo lo sconto alla cassa del supermercato? Un’ottima occasione anche per lanciarsi in quel sorpasso (ai danni di Epifani) che Bonanni sogna da tempo.

La notizia è questa: dal prossimo anno la vecchia tessera d’iscrizione di carta verrà sostituita con una sorta di Bancomat che farà risparmiare gli iscritti attraverso una serie di convenzioni che la Cisl sta negoziando con le principali catene di distribuzione come supermercati, ipermercati, compagnie assicurative e telefoniche e operatori turistici.

L’iniziativa offre ancora una volta l’occasione per ragionare di sindacati, ponendosi qualche domanda. Che diranno ora gli affezionati al mito della lotta di classe, che vedono sacrificati principi e ideali dalla tendenza famelica di fare tessere? Se sono giovani (e ne dubitiamo) resteranno senza parole. Già, perché il dato comune alle tre confederazioni sindacali è uno: la loro scarsa rappresentatività. La verità è che a massicce dosi di retorica e di demagogia, anche in materia di precariato giovanile, è paradossalmente seguita una ben più forte azione di tutela degli interessi e dei privilegi di cui godono i dipendenti pubblici, i lavoratori di sinistra con contratto a tempo indeterminato, i lavoratori cinquantenni in attesa di pensione e over-65. Insomma, il sindacato ha sostanzialmente abdicato alla funzione di rappresentanza generale dell’interesse del lavoratori per andare a rappresentare solo alcune ben delimitate aree del mondo del lavoro.

Così, osservando gli ultimi dati disponibili (quelli della campagna 2008) la Cgil si dimostra come un Sindacato di pensionati, la Uil come quello di lavoratori e la Cisl a metà, tra lavoratori e pensionati. Il principale contributo alla crescita è venuto quindi dai pensionati che sono aumentati ininterrottamente fino al 2004, quando si è verificata una battuta d’arresto rispetto ai trend molto sostenuti degli anni precedenti. Organizzare i pensionati (soprattutto nei decenni in cui esplodeva il fenomeno dei pensionamenti anticipati di anzianità) è stata una felice intuizione delle confederazioni italiane. In virtù di questa intuizione, ancora oggi la Casta sopravvive alle intemperie. Con buona pace dei giovani in attesa di occupazione o alla ricerca del primo lavoro, trattati alla stregua di fantasmi. Non c’è da stupirsi, quindi, se su facebook sorgono gruppi sull’inutilità dei sindacati. Raccontano di storie lavorative dimenticate e di Sos caduti nell’oblio, che la dicono lunga sulla vera natura del Sindacato.  

Se le lotte di modernizzazione sbandierate dai sindacati si sono ridotte a inutili veti o manifestazioni politiche contro questo o quel tema caldo del momento (senza poi portare ad alcunché di concreto), una domanda torna più che mai attuale: a cosa serve il sindacato?

 

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1 COMMENT

  1. Il sindacato serve !
    Ma non quelli che abbiamo noi … e soprattutto non il CGIL.
    La protezione dei privilegi di pochi danneggia solo l’interesse globale e l’evoluzione del paese. E parliamo dei privilegi di quelli, impiegati pubblici e pensionati, che hanno guadagnato con la crisi visto che il reddito è rimasto invariato se non cresciuto, con inflazione bassissima.

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