Ange Mancini e René-Georges Querry: i piedipiatti d’élite dell’affare DSK
06 Luglio 2011
Abbiamo parlato qualche tempo fa su l’Occidentale della nomina del superpoliziotto Ange Mancini come coordinatore dell’intelligence per l’Eliseo. Destino ha voluto che con l’affaire DSK questo ex prefetto della Martinica sia salito rapidamente alla ribalta dei media francesi e non solo. L’ormai storica notte tra il 14 e il 15 maggio è stato infatti proprio questo agente di lungo corso e brillanti risultati a ricevere la prima chiamata dall’America dal capo della sicurezza del gruppo alberghiero Accor che lo informava del grosso guaio in cui si era infilato Dominique Strauss-Kahn a New York.
Vista l’estrema importanza della notizia Mancini pochi minuti dopo si è messo in contatto con Christian Frémont, capo di gabinetto del presidente Sarkozy, e Stephane Bouillon, che ricopre lo stesso incarico alla corte del potente titolare dell’ Interno Claude Guéant. Questo tourbillon di chiamate non poteva che far drizzare le antenne dei giornali transalpini e alimentare le fantasie inesauribili dei maestri di dietrologia. In realtà, Ange Mancini sembra aver eseguito le mosse che ogni personaggio dello stesso rango avrebbe compiuto al suo posto. Più interessante soffermarsi sull’identikit dell’uomo che l’ha messo al corrente del misfatto all’ombra della Grande Mela il cerchio magico che ruota attorno a un inquilino dell’ Eliseo sempre incerto sulla conferma l’anno venturo. René-Georges Querry è infatti molto conosciuto negli ambienti delle forze dell’ordine parigine.
Prima di approdare ad Accor, da cui dipende la catena Sofitel, era a sua volta un piedipiatti d’élite che è giunto a guidare l’ unità antiterrosimo, per poi sovrintendere alla sicurezza dei mondiali di calcio del 1998. Nessuno, visto questo pedigree, può stupirsi dei suoi continui contatti coi servizi segreti francesi, anche se probabilmente non è vera la supposizione che ne faccia ancora organicamente parte.
Su questa vicenda che sta catturando l’ attenzione dell’ opinione pubblica mondiale, e che ancora deve veder scritti parecchi capitoli (quando DSK tornerà in patria ci sarà da divertirsi…), Balzac e Simenon avrebbero potuto scrivere uno dei loro migliori romanzi.
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Anche le agenzie spionistiche non disdegnano i contratti. Il servizio segreto pachistano ha chiesto ai colleghi della Cia di firmare un accordo scritto che escluda attacchi futuri nel territorio dello Stato asiatico, al fine di evitare nuove tensioni dopo l’ eliminazione di Osama Bin Laden e le altre crisi registrate negli ultimi mesi tra i due organismi e i rispettivi governi. Se Langley aderisse alla richiesta dell’Isi, di cui nessuno si fida ma tutti continuano ad aver bisogno, potrebbe essere messo in discussione anche il programma top secret sull’ utilizzo dei famosi droni da parte degli americani. Negli uffici della Compagnia c’ è un partito piuttosto forte che ritiene la sottoscrizione di un patto con Islamabad il minore dei mali, vista la situazione intricata.
