“Annegare e bruciare i bambini ucraini, stuprare le vecchie”, shock in Russia sulla tv di Stato

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“Annegare e bruciare i bambini ucraini, stuprare le vecchie”, shock in Russia sulla tv di Stato

“Annegare e bruciare i bambini ucraini, stuprare le vecchie”, shock in Russia sulla tv di Stato

24 Ottobre 2022

In Italia va di moda il pacifismo ultimamente. Accade perché alcune persone non conoscono ciò che davvero accade al fronte ucraino e perché qualche politico spregiudicato ha deciso di lucrare consenso sulle difficoltà di queste persone. Le parole pronunciate ieri a RT, la tv di stato russa, non danno scampo: siamo davanti a un genocidio. In simili condizioni non c’è equidistanza o richiesta di cessate il fuoco che tenga. A fermarsi dev’essere solo e soltanto Putin. E non si dica che “non l’ha detto Putin”, perché nelle dittature i media statali riportano ciò che il potere pretende.

Grazie alla giornalista Julia Davis, creatrice del Russia Media Monitor ed editoralista del The Daily Beast, che da mesi registra, traduce e divulga spezzoni delle trasmissioni in onda in Russia, siamo più consapevoli dell’orrore della guerra ora in atto. Ci sono le solite fake news, come i “russofoni obbligati a vivere in Ucraina”, ma non solo. Ogni tanto traspare da questi programmi propagandistici il vero motivo dietro la guerra in Ucraina. Il desiderio di annettere il Paese e rifiutare l’idea che gli ucraini siano un popolo autodeterminato, devono essere privati della loro identità.

I bambini ucraini, anche se russofoni, che sognano di vivere come in Occidente “dovrebbero essere portati al Tysyna (un fiume) dove nuotano gli anatroccoli e fatti annegare”. Ma non finisce qui, no. Nemmeno dopo la scoperta, risalente a diversi fa, che centinaia di migliaia di minori ucraini erano stati deportati per essere “russificati”. L’orrore continua con l’alternativa che a RT offre ai bambini ucraini: Bisogna “portarli dentro le loro merdose piccole case e bruciarli vivi”. Ma nessuno si salva da un genocidio, nemmeno le donne anziane. “Le vecchie ucraine dovrebbero spendere i risparmi destinati ai propri funerali per essere violentate dai nostri soldati”. Tutto questo è raccontato col sorriso, con un ghigno che aumenta l’inquietudine del racconto (vedi video sotto).

Hannah Arendt direbbe che questa è “la banalità del male”. Nessuno può negarlo, nemmeno i pacifisti italiani. Quando c’è una divaricazione così grande tra le ragioni delle parti, quando il male è sotto gli occhi di chiunque non sia in malafede, diventa un dovere supportare gli oppressi con le armi e le sanzioni. #SlavaUkraini