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Arabia Saudita. Si temono attacchi di Al Qaeda in raffinerie

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Il governo saudita ha rafforzato le misure di sicurezza poste intorno alle raffinerie di petrolio del paese. Secondo quanto riferisce il giornale arabo 'al-Quds al-Arabi', le autorità di Riad sono infatti convinte che, dopo il fallito attentato compiuto giovedì scorso contro Muhammad bin Nayef, figlio e consigliere del ministro degli Interni Nayef bin Abdulaziz, i terroristi punteranno alle raffinerie di petrolio.

La notizia è stata confermata dalle guardie poste intorno alla raffineria di Abqiq, già finita nel mirino di al Qaeda con un attentato nel 2006. "Abbiamo avuto ordini in merito subito dopo l'attentato di giovedì - ha spiegato una guardia - dobbiamo rafforzare la vigilanza e controllare ogni auto in tutte le vie d'accesso. Dobbiamo controllare tutti, anche gli impiegati della Aramco". Secondo il quotidiano arabo, le autorità saudite non si fidano degli addetti della compagnia petrolifera nazionale dopo che, nel 2006, l'attentato di Abqiq era stato eseguito da uomini che erano a bordo di una loro vettura.

Il governo yemenita ha intanto confermato che il terrorista suicida entrato in azione per uccidere il membro della famiglia reale saudita si trovava in precedenza in Yemen, nella zona tribale di Mareb. Sembra che il terrorista fosse riuscito a rientrare in patria sostenendo di volersi pentire e di voler aiutare le autorità a convincere gli altri terroristi a fare altrettanto. Nonostante questo, il governo di Riad ha confermato che il programma per il recupero dei terroristi pentiti, diretto proprio da Nayef, proseguirà.

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