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Beppe Grillo usurpa le piazze della sinistra e batte sul tempo il Pd

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Oggi riprende l'attività parlamentare. Si riapre dunque la vita politica ufficiale dopo un'estate dominata, nei rispettivi campi, dai dibattiti sul Partito democratico e sul presunto Partito della libertà. Dibattiti fittizi, o quantomeno dopati, perché a sinistra l'attivismo di una campagna elettorale ha coperto un assordante vuoto di idee e prospettive. Nasce un nuovo partito ma in libreria, fatti salvi i dieci consigli per non andare a sbattere di un personaggio influente come Luciano Violante che ha già annunciato la sua uscita dalla vita parlamentare, è impossibile trovare anche un solo opuscolo che celebri l'evento. E se non fosse stato per qualche tavolo meritoriamente capovolto da Rosy Bindi, sarebbe stata una noia mortale. A destra, d'altro canto, tra annunzi a sorpresa, simboli consegnati e alberghi in gran fretta disdetti e convention tramutate in conferenza stampa, alla fine la vicenda del Partito della libertà è sembrata più di competenza notarile che d'effettivo interesse politico. Ma per fortuna l'ultimo week-end dell'estate ci ha offerto una bussola per orientarci sullo stato dei fatti e degli schieramenti.

Ci sono stati, innanzi tutto, i fischi di Modena a Romano Prodi: indizio quanto mai eloquente. E' come se dalle palazzine di Milano Due si fossero avvertiti segnali sonori contro Silvio Berlusconi. Sarebbero state sbaraccate le prime dei giornali. I fischi a Prodi invece, più sommessamente, sono stati attutiti da alcuni tiepidi applausi che nella cittadella rossa fanno la figura di meri "residui paretiani". Nondimeno, i funerali di Pavarotti hanno attestato lo stato comatoso dei rapporti tra governo ed opinione pubblica. E hanno chiarito ancor meglio come la polemica contro la casta sia, innanzi tutto, il tentativo di annegare in un mare più ampio la crisi nella relazione tra la sinistra e il suo elettorato. Ma più passa il tempo e più quest'operazione mostra i suoi limiti. Se è vero che tra "svendopoli" e "affittopoli" per ogni nome del centrodestra si rintracciano almeno dieci nomi sinistri, parlano in maniera più eloquente, ancora una volta, le cronache dell'ultimo fine settimana. Al "Vaffa day" di Beppe Grillo hanno aderito circa 300mila cittadini, meno certamente di quelli che parteciperanno alle primarie, ma in ogni caso cifra consistente. E quel che ancora di più dovrebbe preoccupare Prodi e compagni è che, tra i due schieramenti, tra coloro i quali sono stati mandati a quel paese, vi è stata un'equa ripartizione. Insomma: persino il demagogo più di sinistra che la storia d'Italia abbia mai prodotto nell'ultimo decennio ha dovuto assumere un atteggiamento bipartisan.

Il quadro è volutamente a tinte forti. Esso serve ad evidenziare perché è stato possibile a Silvio Berlusconi, a Gubbio, rilanciare la sua leadership in nome della politica con la P maiuscola. Colui il quale è stato a lungo accusato di populismo, di pulsioni antiparlamentari, ha potuto rivendicare a sé la scelta di aver trasformato Forza Italia da movimento in partito affluente di una democrazia rappresentativa. E ne ha sottolineato la centralità in ogni processo d'aggregazione e di semplificazione del quadro politico che di qui in poi si compirà sul versante del centrodestra. Allo stesso tempo, egli ha potuto chiarire di non voler lasciare sguarnita l'area dell'antipolitica, che le campagne della sinistra, con caste e vaffa, stanno alimentando. I Circoli della libertà servono a questo. Sono sentinelle che presidiano i territori della disaffezione, e che ammoniscono coloro i quali con disinvolutra li coltivano che il gioco gli si potrebbe ritorcere contro. Per questo, per una volta non c'è stato bisogno del risultato dell'ultimo sondaggio per comprendere le posizioni dei contendenti alla ripresa della caccia grossa.

Resta il fatto che il tempo della politica può improvvisamente mutare i propri ritmi e le proprie scadenze. Affinché questo vantaggio si traduca in vittoria certa, è necessario fare presto: non concedere alla sinistra la possibilità di legarsi al proprio avversario e trascinarlo con sé al tappeto. E' necessario, insomma, colpire il bersaglio, perché se Prodi riuscisse a sopravvivere un'altra estate, nessuno può veramente garantire che la sua debolezza sia destinata ad accrescersi.

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14 COMMENTS

  1. Un articolo titolato a Beppe Grillo che non parla di Grillo
    Incredibile, cosa si fa per farsi leggere!

    Tra l’altro, Berlusconi e “politica con la P maiuscola” suonano tanto di barzelletta da bagaglino, non da articolo di giornale degno di questo nome.

    Berluscono non solo è un profittatore ed imbonitore, ma è anche un amico e difensore di corruttori di giudici, di evasori fiscali, truffatori dello stato e datore di lavoro di mafiosi. Egli stesso è stato inquisito e solo una volta assolto, ma per il resto sempre e solo PRESCRITTO.

    Aborro chi osanna un tale individuo, perché aborro i profittatori tanto quanto gli idioti. E per votare Berlusconi di deve per forza ricadere o nell’una o nell’altra categoria. Ma spesso anche in tutt’e due.

  2. Le 3 Italie…
    In questi giorni ci siamo resi conto di quanto la condizione del nostro Paese possa essere rappresentata in modi assolutamente diversi e fra LORO contrapposti.
    L’Italia di Prodi, illustrata alla Fiera del Levante, è un’Italia prospera, in grande ripresa economica, con un tasso di disoccupazione in continua deflazione: il paese dei balocchi, insomma!
    Berlusconi ha illustrato a Gubbio la sua Italia, che è un’Italia più reale. E’ l’Italia che tutti incontriamo ogni giorno per strada, in ufficio, al supermercato: gente, anche di sinistra, insoddisfatta del governo Prodi, che trema al pensiero che la legislatura possa durare 5 anni, che è indignata per i continui salassi fiscali cui non risponde alcun pubblico servizio decente.
    C’è poi l’Italia di Grillo, quella del V-day. Un’Italia che si lascia sedurre da pericolose demagogie populiste quali: “la politica deve creare felicità”…affermazione che suscita echi di teorie totalitarie in cui la ricerca della felicità non è ruolo del singolo, ma consiste nell’allineamento ai dettami del regime che, per definizione, offrono la felicità.
    Il demagogo rosso scalda gli animi utilizzando ogni mezzo, non avendo il minimo rispetto per quel Marco Biagi che, per aver dedicato la vita allo Stato, ha patito il martirio…Grillo come Caruso: incita alla violenza i gruppi che non cercano altro per attaccare le fondamenta democratiche di questo nostro Paese.
    Alcune denuncie sono giuste, certo, ma est modus in rebus…d’altronde la stessa denominazione data al suo happenig dell8 settembre – “Vaffa-Day” – lascia trasparire tutta la grande signorilità che è propria di questo personaggio.
    Ma la gente lo segue, perchè è stufa di una politica autoreferenziale e gerontocratica, che non è a servizio della comunità ma unicamente di se stessa…urgono risposte appropriate, nei modi appropriati.
    L’Italia è una: non è possibile che ciascuno la dipinga a suo modo, non è possibile che la realtà dei politici sia cosa altra rispetto alla realtà della gente.

  3. Una consapevole risposta al sig. Fabio A.
    Egr. Sig. mi domando le in che mondo vive, le da queste pagine, che le offrono l’opportunità di dire la sua, si permette di dare dell’idiota e profittatori a più del 50% degli elettori italiani, come se poi nella sua presunta parte politica non c’è ne fossero…e le assicuro che sono tanti, non sono un fervido ammiratore di Berlusconi, ma le assicuro che fossi a lei, mi vergognerei di votare un Prodi…che di profittatore…non è certamente , di meno di Berlusconi. (leggi Nomisma..e cosucce varie.) Quindi altro che bagaglino, lei mi sà che è abituato agli spettacoli dei Puffi, e con la democrazia…credo abbia poco dimestichezza! Un saluto…e non certamente caloroso, ma solo per educazione…che a quanto sembra a lei manca.

  4. Mi permetto di replicare al
    Mi permetto di replicare al commento di Fabio ricordandogli che votare non è un dovere, ma solo un pericoloso diritto. Nessuno la obbliga: può rimanere pure in piazza a Bologna se ci si trova bene. E mi permetto inoltre di farle notare che il suo commento, a quanto lascia intendere il titolo, dovrebbe parlare del mancato collegamento fra il titolo e l’articolo del brano di Quagliariello, mentre il suo è oggettivamente un semplice – e inveritiero – atto di accusa nei confronti dell’Ex premier. Ma concorderà anche lei con me che al giorno d’oggi cosa non si fa per farsi leggere…

  5. re
    Per Fabio:appartengo alle categorie che così
    simpaticamente definisci.
    Ti do solo un bonario consiglio:Marco Travaglio fa
    male anche a te : digli di smettere.

  6. Non conoscevo l’esistenza di
    Non conoscevo l’esistenza di questo giornale.
    Sfortuna per me ora ne sono a conoscenza.

  7. tutti discorsi
    Grillo è organico al sistema.
    Il sistema politico ha bisogno di incanalare il malcontento in modo che si sfoghi con urla ma assolutamente non con violenza o astensionismo fiscale; un Grillo che si fa portavoce di un colossale VFFNCL pertanto se non fosse esistito andrebbe inventato.
    Un VFFNCL è solo una parola, non fa né budget né voto.

  8. Risposta a Leonte e Shadang
    “Egr. Sig. mi domando le in che mondo vive, le da queste pagine, che le offrono l’opportunità di dire la sua, si permette di dare dell’idiota e profittatori a più del 50% degli elettori italiani”

    Innanzitutto, sono ben MENO del 50%, visto che al governo c’è la sinistra e visto che FI non è l’unico partito della destra.

    In secondo luogo, dov’era lei quando Berlusconi in persona dava dei “coglioni” a chi vota a sinistra?

    Noto comunque che non è entrato nel merito delle mie obiezioni: Berlusconi è stato inquisito e PRESCRITTO, è amico e difensore di truffatori di stato e corruttori di giudici (Dell’Utri e Previti) e datore di lavoro di mafiosi (Mangano). Sono solo fatti, non opinioni od illazioni. Puramente e semplicemente fatti.

    Quello che chiedo a lei ed a Leonte è: perché votare per un partito di tale stampo? Vuole davvero che in parlamento siedano dei CRIMINALI? Lei darebbe in mano ad un truffatore la gestione del suo patrimonio? Immagino di no… eppure sembra ben felice di dargli in mano la gestione dello stato!

    E si guardi bene dal fare illazioni sulla mia parte politica o su chi io abbia votato… io non ho votato prodi, non sono andato alle primarie. Ho votato chi ritengo una persona onesta e l’avrei votata anche se fosse stata a destra. Ho votato Di Pietro. Ma alle prossime elezioni, probabilmente scrivero un bel V8 sulla scheda elettorale.

    La politica me la faccio da me, dal basso, partendo dal mio comune, insieme a persone che, come me, hanno a cuore il futuro della loro città e del loro paese, e se ne interessano in prima persona.

    Basta delegare, è tempo di agire.

  9. Ancora una risposta al Fabio A.
    Bene, ora che abbiamo assodato da che parte stiamo, e ci tengo a ribadirlo, che non sono un tifoso del sig. Berlusconi, le posso solo dire, che purtroppo il buon Di Pietro, persona che fra l’altro stimo…fa parte del governo Prodi, che se attualmente non fosse al governo, tutto ciò che venuto fuori dalla procura calabrese, non sarebbe stato messo a tacere…cosa fatta , ovviamente, anche per vari Fassino e D’Alema.Comunque, vedo che lei non tiene conto dei sondaggi, che ormai da un’anno, danno il centodestra dal 55 al 60%, sondaggi fatti da Repubblica, fra l’altro. Per chiudere, siamo proprio ridotti male, non bastavano i politici, che fanno i comici…ora abbiamo anche i comici, che vogliono fare i politici!!! Povera Italia! Comunque mi faccia sapere, quando avrà deciso di agire…la seguiremo, questa volta calorosamente , nelle sue avventure. Un saluto

  10. Gran Confusione
    Io credo che come accade spesso in questo genere di discussioni, partendo da temi concreti siate finiti in quella politica fatta di colori e bandiere, criticata da tutti a favore di un’indipendenza di idee che pare manifestarsi solo quando nessuno sconfina oltre i limiti del vostro territorio.

    E’ sotto gli occhi di tutti un crescente disinteresse nei confronti della politica, ma le ragioni non sono da cercare in un particolare politico o in un dato schieramento, ma nell’immobilismo totale che la politica non riesce a scrollarsi di dosso ormai da anni.

    Grillo non è un profeta nè un santo e non bisogna prendere per oro colato tutto quello che esce dalla sua bocca, ma è pur vero che quasi tutti quelli che ho sentito parlare di V-day in questi giorni hanno commesso gravi errori: chi strumentalizza le sue parole a favore di questa o quella parte commette un’errore, così come chi fa un processo al personaggio Grillo.

    V-day non è Beppe Grillo, V-day è una proposta di legge popolare firmata da 300.000 persone e deve essere il contenuto di questa legge a far discutere, non la performance di quello che alla fine, per quanto celebre, resta un comico.

    Se poi la legge Biagi sia giusta o sbagliata(l’operato di una persona, per quanto lodevole sia stato il suo impegno, non va mitizzato a priori) è qualcosa da discutere in altra sede.

    Saluti.

  11. Una dimenticanza…
    Egr. Sig. Fabio, ho un grosso problema, sto chiedendo in giro chi ha votato Prodi, e il centro sinistra, sa una cosa? Sembra che non l’abbia più votato nessuno…non saranno voti virtuali, quelli che avete preso? Sarà un pò complicato trovare gli elettori, che solo un’anno fà , hanno dato al suo governo il 50% + la manciata di fave!!!

  12. Logiche di partito e bandiere a colori
    E’ questo il suo problema, Shadang, sinistra vs destra.

    Quando capirà che le ideologie sono morte e sepolte, che lì su è tutta una sola pasta, che in pubblico fan baruffe e dietro le quinte si stringon le mani e dividono gli affari? Sa lei, caro signore, che le concessionarie dei monopoli di stato, equamente divise tra DS e AN, devono allo stato la stratosferica cifra di 98 MILIARDI di euro in tasse e multe non pagate? Eppure NESSUNO ne parla, tranne il Secolo XIX… e Beppe Grillo.

    Ma tornando al tema di questo articolo: Berlusconi. Lei dice di non essere un fan di Berlusconi, e però lo difende. Io le domando: perché ha votato un partito tra le cui fila siedono condannati, inquisiti e prescritti?

  13. Tre piccole precisazioni
    Mi sento in dovere di replicare al nuovo commento del signor Fabio, visto che gli argomenti da lui nuovamente presentati necessitano di alcune precisazioni. Non è mia intenzione gettare benzina sul fuoco e alimentare una volgare discussione fatta di inutili chiacchiere da bar, ho semplicemente il desiderio di porre le mie repliche. La prima di queste è una precisazione di tipo matematico. Sappiamo tutti che alle ultime elezioni la coalizione di centro-sinistra è risultata vincente sulla coalizione di centro destra sia alla Camera che al Senato. Tuttavia lei saprà di certo che sebbene la vittoria alla camera sia stata raggiunta a seguito di una bassissima ma sufficiente maggioranza di voti (circa 24 mila), al senato benché la coalizione di centro destra presentasse una maggioranza di circa 500 mila voti, in base alle legge elettorale il conteggio dei senatori è risultato favorevole per la coalizione di centro-sinistra. Tuttavia lei si renderà conto che 500 mila voti sono circa venti volte più grandi del vantaggio presente alla Camera, e che se dovessimo fare una “conta dei voti” è inutile negare che la Casa delle Libertà ne ha raccolti di più. Parlando quindi di “voti” e non di “scanni”, come il signor Shadang diceva, è del tutto corretto dire che “più del 50% degli italiani ha scelto la coalizione di centro destra”. E’ inoltre doveroso aggiungere che un governo eletto a seguito di un “insolito” risultato elettorale debba comunque tenere conto della profonda divisione del paese, favorendone il dialogo fra le due parti. Potrei tuttavia fornirle numerosi esempi di come tutto ciò non sia stato avvantaggiato.
    La seconda questione verte sulle sue opinioni riguardo alla eleggibilità di deputati indagati e condannati dalla magistratura. Dal punto giuridico molte delle critiche presentate da Beppe Grillo sono del tutto infondate: in primo luogo perché una indagine della magistratura non comporta un ritiro o una sospensione della propria attività lavorativa. Forse che un fornaio condannato per guida in stato di ebbrezza non possa più fare il pane? Forse che impiegato delle poste condannato per abuso edilizio non possa più esercitare la sua professione all’ufficio postale? Allora perché lei ritiene invece che un politico condannato non sia più idoneo al mestiere al quale la rappresentanza popolare lo ha designato? Come un fornaio deve fare un buon pane, come un impiegato delle poste deve essere celere e sbrigare con efficienza le commissioni dei cittadini, un politico deve adempiere alla missione per la quale lui è stato eletto tale. Perché non lamentarsi di un paese dove l’evasione è a percentuali altissime, e sullo stesso livello vi sono micro-criminalità e inosservanza della legge, e lagnarsi invece di un parlamento che presenta in scala ridotta la stessa composizione di persone? ( ndr le suggerisco “Misura per Misura” di W. Shakespeare, su questo argomento può aprire gli occhi). E’ obbligo del cittadino evitare di dare il proprio voto a persone che lui ritiene non idonee – come lei ha fatto designando il Antonio Di Pietro che con la giustizia non ha avuto per niente a che fare, non fosse altro che è un pubblico magistrato.
    La terza puntualizzazione – e con questa concludo – è una riflessione sulla frase con cui lei termina il suo commento: “Basta delegare, è tempo di agire”. Forse non si rende conto della gravità delle sue parole, lei di fatto rifiuta la democrazia, che proprio nella “delega” ad altri ha il suo più profondo fondamento, rinchiudendosi nel suo comune, nel suo piccolo guscio, non fa altro che alimentare semplici interessi settoriali e di una minoranza di individui intralciando di fatto il regolare corso della politica. In ogni caso se lei preferisce una vita politica più attiva le consiglio di trasferirsi a Cuba, li si che si divertono. E non si dimentichi i Montecristo, sono i migliori sigari al mondo.

  14. E con questa chiudo…
    Mi scusi sig. Fabio, ma lei perchè ha votato centrosinistra… tra le cui fila siedono comunque condannati, inquisiti e prescritti? Un saluto!

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