Berlusconi: Il Pd fa una promessa al giorno perché sa di non vincere
04 Aprile 2008
E’ carico, Silvio Berlusconi, quando sale sul palco della
Confapi per parlare con la piccola e media impresa della “Missione rilancio”. Non
lesina stilettate alla sinistra e Walter Veltroni, anzi, chiama ripetutamente in causa il candidato del
Pd e ne smonta il programma bollandolo come “un piano di promesse dettato dalla
certezza di non andare mai al governo e quindi di poterne realizzare neppure
una”.
Accolto da imprenditore tra gli imprenditori e in seconda
battuta da candidato premier, Berlusconi si prende gli applausi e li chiede alla
platea intera e al parterre de roi in sala, tutte le volte che l’entusiasmo per le azioni che
metterà in pratica lo porta ad alzare il tono della
voce oppure quando “sbugiarda” la sinistra mettendo a nudo l’operato di venti mesi
di Governo Prodi.
Economia, politica estera, problemi interni al Paese come
emergenza rifiuti (il primo nodo che affronterà una volta al Governo) e
crescita. Berlusconi parla a 360 gradi e
parte dalla riduzione delle aliquote come unico strumento per combattere l’elusione
e l’evasione fiscali partendo dal presupposto che “aliquote giuste in tutto il mondo
fanno contribuenti onesti”. E giù con la replica a chi, da sinistra, appena
qualche giorno fa gli ha dato addosso tacciandolo come uno che voleva
giustificare l’evasione: “Ho detto semplicemente che una richiesta esosa da
parte dello Stato può portare la gente a sentirsi in qualche modo spinta ad
evadere”. Ribadisce quindi l’impegno a riportare l’Italia sulla strada delle
aliquote giuste e mette l’accento sulla necessità di chiedere una cooperazione
alle amministrazioni comunali “per la verifica delle dichiarazioni di quei
contribuenti che sono lontane dal loro stile di vita”. Soprattutto, promette una lotta all’evasione fiscale ben
lontana dal “terrorismo” alla Prodi &Visco, ma messa in atto da uno “Stato
amico in cui ognuno paga secondo le sue disponibilità”.
Ma prima ancora di prendere in esame il programma, il leader
del Pdl torna a parlare del timore dei brogli sottolineando la necessità “di
uno spoglio scheda per scheda” per evitare questo problema. E osservando come
esista “una circolare del ministero dell’Interno che dice che chi non fa lo
spoglio scheda per scheda è passibile del carcere da 3 a 6 mesi”. Da qui il
monito a un controllo nei seggi per evitare il rischio brogli, ma osserva, “se
questo non succederà in scala larghissima, credo potremo avere la vittoria con
due premi di maggioranza sia alla Camera che al Senato. E ci serve questa vasta
maggioranza perché la situazione economica è difficile”.
Berlusconi ricorda di aver realizzato, dal 2001 al 2006, l’85% del suo
programma (“il restante 15% non è stato realizzato a causa dell’opposizione da
parte dei partiti minori”, ha detto) e si dice appunto consapevole della sfida
che avrà davanti dopo il 13 e 14 aprile. “Ci sono molte cose da fare con un
governo che avrà contro molto del sistema istituzionale. La prima cosa da fare sarà
riformare il nostro sistema istituzionale” perché “oggi il premier ha il potere
solo di stendere l’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri” ma, ad
esempio, “non può dimissionare un ministro”. Poi le difficoltà legate a uno
scenario internazionale incerto. La crisi americana e il rischio recessione per
esempio, che avranno effetti rilevanti sull’economia europea; il pericolo che
arriva da oltreoceano, con la Cina e l’India che hanno mandato alle stelle i
prezzi delle materie prime, del petrolio, del frumento; e, infine, la moneta
unica ipervalutata che penalizza drammaticamente le esportazioni; il declino
generale dell’Ue, che non figura più come protagonista nella scena mondiale (“sosterremo
l’ipotesi di un presidente unico dell’Unione europea che duri due anni e io ho
già in mente chi è. Sosterremo anche l’ipotesi di un ministro degli Esteri
unico che metta uno stop alla cacofonia delle voci nell’Ue”, ha detto in merito
al programma del Pdl per l’Europa.
Per non parlare dei problemi di casa nostra.
L’emergenza rifiuti, promette il Cavaliere, sarà il primo problema all’ordine
del giorno, me ne occuperò non appena salito al Governo. Tra i primi provvedimenti che prenderà in
Consiglio dei ministri ci sarà l’abolizione dell’Ici. il leader del Pdl ha
spiegato che oltre ad abolire l’imposta sulla prima casa, “detasseremo
tutti i premi e gli incentivi di produzione, compresi gli straordinari.
In questo modo – spiega Berlusconi – i capifamiglia, lavorando di più,
potranno avere al cento per cento ciò che l’impresa gli dà, in modo da
avere più soldi da destinare ai consumi della famiglia”. Poi la situazione drammatica che
vede l
