Berlusconi non piace ai francesi, ma Sarkò sarà un grande alleato

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Berlusconi non piace ai francesi, ma Sarkò sarà un grande alleato

15 Aprile 2008

La stampa transalpina e
in generale l’opinione pubblica d’oltralpe non hanno mai amato Silvio Berlusconi.
Le ragioni sono molteplici e hanno a che fare con la quotidianità politica ma
anche con la contingenza storica. In parte possono essere fatte risalire ai
giudizi spesso allarmistici quanto semplicistici dei corrispondenti francesi in
Italia (su tutti l’onnipresente corrispondente di «Libération» Eric Josef), in
parte sono dovuti alle opinioni alquanto critiche di «illustri italiani»
residenti a Parigi (su tutti spicca il nome della ‘colta’ e inserita Barbara
Spinelli). A questi dati giornalistici se ne devono poi aggiungere due più
prettamente politici: da un lato lo storico senso di superiorità francese nei
confronti della «cugina minore italiana» e dall’altro il «sano senso di
antipatia» che ha contraddistinto i rapporti tra Berlusconi e Chirac nelle due precedenti
apparizioni del leader di centro-destra a Palazzo Chigi.

Ebbene, sommando tutte
queste ragioni, anche di fronte alla terza vittoria elettorale di Silvio
Berlusconi la stampa transalpina mostra un certo disagio e avanza critiche
nemmeno troppo velate. I termini più utilizzati dalle prime pagine dei giornali
francesi sono «retour» e «eternel». In attesa dell’editoriale quasi certamente
sulfureo di «Le Monde» che uscirà nel primo pomeriggio, l’accento è posto sulla
«resurrezione del Cavaliere», dato per finito dopo ogni sua sconfitta
elettorale (nel 1996 così come nel 2006) e al contrario riapparso sulla scena e
pronto a governare con una larga maggioranza in entrambi i rami del Parlamento.
I titoli sono inequivocabili: Troisième
essai
(Terza prova) per «Le Figaro», Nouvelle
victoire, nouvelle visage
(Nuova vittoria, nuovo volto) per «Ouest-France»,
Insatiable (Insaziabile) per
«Libération» e L’inférnale équation
italienne
per «Les Echos». 

Ma se dai titoli si passa
alla lettura degli editoriali si possono individuare tre approcci principali.
Innanzitutto la stampa transalpina si sofferma in maniera impietosa sulla crisi
italiana. Secondo «Ouest-France» il Paese, in quanto a crescita, «è il vero
fanalino di coda della zona euro» e in questi anni «ha dimostrato di non essere
in grado di abbracciare la globalizzazione». Allo stesso modo l’attento
quotidiano finanziario «Les Echos» si domanda quali margini di manovra
realmente avrà il prossimo esecutivo Berlusconi, dal momento che l’«equazione
politico-economica italiana appare davvero infernale» e, naturalmente, seguono
dettagli sul caso immondizia della Campania, l’Alitalia e i bassi livelli di
crescita. Anche per «Le Figaro» l’Italia è un Paese in preda ad una «vera e
propria paralisi» e il successo di Berlusconi, da questo punto di vista, «non è
certo un segnale di novità». Infine, ancora più tranchant «Libération», che dopo aver aperto a tutta pagina con un
«girotondino» Au secours, Berlusconi
revient!
, conclude affermando che il successo del Cavaliere è il vero
«sintomo di un’Italia che va male». 

Il secondo dato che
accomuna praticamente tutte le analisi a caldo del voto italiano riguarda il
cosiddetto nuovo «visage» di Berlusconi. Siamo di fronte ad un «eternel retour»
del Cavaliere (come spiegava in un lungo reportage di sabato su «Le Monde» il
corrispondente da Roma Jean-Jacques Bozonnet), ma se si guarda oltre le
apparenze il «Berlusconi III» ha poco di simile alle due precedenti performance.
Niente eccessi populisti, niente grandi promesse, un tono più istituzionale che
come ricorda «Les Echos» fa ben sperare che l’Italia avvii la sua uscita dalla
crisi apertasi ad inizio anni Novanta. Se «Libération» chiude il discorso
affermando che difficilmente si può vedere nel Cavaliere «l’iniziatore di una
Repubblica moderna», meno scettici sembrano a «Le Figaro», dove sperano in una
prova finalmente meno «décevante» (deludente)  rispetto alle precedenti nel tentativo di
modernizzazione del Paese. L’ampiezza della vittoria e la semplificazione del
sistema politico, anche se non sono garanzie certe di governabilità, sono
comunque un ottimo viatico per i prossimi anni di guida del Paese.

Il terzo punto è forse quello
più interessante e riguarda la «postura» con la quale Berlusconi si porrà
rispetto ai suoi partner internazionali e in particolare rispetto a quelli
europei. Da tutti gli editoriali, in maniera più o meno netta, emerge un
richiamo ai rapporti passati non sempre idilliaci del capo del centro-destra
italiano con le cancellerie continentali. «Le Figaro» ricorda quelli pessimi
con Schroder e Chirac, ma aggiunge che questa volta Berlusconi troverà Sarkozy
e Merkel, certamente molto più ben disposti nei confronti del leader italiano.
Spetterà allora a Berlusconi «accepter de jouer le jeu de l’Europe». L’ambito
europeo, con le importanti scadenze all’orizzonte e lo strutturarsi del
«direttorio a tre» composto da Londra, Parigi e Berlino dovrà diventare la vera
priorità di politica estera dell’esecutivo Berlusconi, sembrano suggerire gli
osservatori d’oltralpe, anche perché l’Italia rischia altrimenti di scivolare
nel novero dei Paesi di seconda fascia. Su questo punto insiste anche «Le
Nouvel Observateur»: l’elezione di Berlusconi è un’ottima notizia per Nicolas
Sarkozy. Roma sarà un buon alleato su: nucleare civile, Afghanistan, critiche
alla Bce e atlantismo. 

Insomma molte critiche,
ma anche qualche apertura di credito e una vigilante attesa. Ma soprattutto per
una volta, se si eccettua «Libération», nessun allarmismo e nessuna indebito
accostamento tra Sarkozy e Berlusconi. Non è il massimo ma è già qualcosa, se
si pensa che tra pochi giorni i cugini d’oltralpe potranno godere della lettura
di uno «sfizioso» pamphlet dal titolo
accattivante Le Sarkoberlusconisme
(Pierre Musso per Editions de l’Aube). Per il momento allora è davvero meglio
accontentarsi e fermarsi qui!