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Campidoglio in rosso

Bilancio del Comune: Veltroni parla di “bufala mediatica” e attacca il premier

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Di emergenza-conti per il Campidoglio se ne parla ormai da più di un mese. Prima ufficiosamente poi attraverso la relazione della Ragioneria generale dello Stato coinvolta da Tremonti e Alemanno per sbrogliare la matassa tra stock di debito e deficit, cassa e competenza, investimenti e spese correnti del bilancio della capitale. Dopo più di un mese, parla Walter Veltroni. E lo fa dalla sede del comitato del Pd, nel cuore di Roma.

Le prime parole sono proprio per giustificare il silenzio: “Ho atteso che i fuochi della polemica si spegnessero”, ha detto Veltroni, prima di passare all’attacco di Silvio Berlusconi, chiamato in causa all’inizio e alla fine della conferenza stampa e responsabile di aver fatto scoppiare una “rissa politica su una questione inesistente”, una "bufala", come spiegherà più avanti. “Se c'è una cosa su cui Berlusconi non può proferir parola – dice il leader del Pd - è sui buchi nei bilanci” perché è “un esperto visto che ha lasciato in tre anni 30 miliardi di deficit in più”. Veltroni non perde tempo e con voce decisa informa i presenti: “Quella del buco in bilancio è una delle più grandi bufale mediatiche costruite per fini politici. Con le dichiarazioni del presidente del Consiglio, venerdì, si è varcato ogni limite”. Ebbene, la bufera sui conti in rosso del Comune di Roma sarebbe nata così: dalla decisione del premier di colpire il leader del Pd o, per dirla con le parole usate dallo stesso leader del Pd, di “sferrare un attacco al leader dell’opposizione”.  

Veltroni ammette un buco di 6,874 miliardi di euro ma puntualizza: “Non si tratta di un buco. E' uno stock che si accumula anno dopo anno in relazione ai mutui e ai titoli che l’Amministrazione pubblica contrae e che dovrà ripagare in futuro”. Ancora: Veltroni prima e l’ex assessore Causi dopo ammettono un problema di liquidità ma lo imputano al centrodestra. “Esiste per il Comune di Roma un problema di liquidità dovuto al mancato trasferimento di fondi alla Regione Lazio da parte dello Stato”. Per l’ex sindaco di Roma il meccanismo di trasferimento dei fondi si sarebbe bloccato “a causa delle difficoltà economiche della Regione dovute al deficit della sanità”. Si tratterebbe di quei 10,5 miliardi di euro di buco lasciati dalla giunta Storace nel settore della sanità: “Questo sì è un vero buco fatto dalla giunta dello stesso segno del sindaco Alemanno e del presidente del Consiglio. Quindi la crisi di liquidità al Comune di Roma dipende dal centrodestra”. Non solo. Tra le cause dell’assenza di liquidità ci sarebbero anche, per Veltroni, le mancate entrate dell’Ici, “200 milioni sulla rata di giugno e 200 milioni su quella di dicembre”.

Poi i tagli subiti dal Comune.  “La situazione finanziaria del Comune di Roma sarebbe certamente migliore se, con i governi della destra nello Stato e nella Regione tra il 2001 e il 2006, la Capitale non avesse subito una lunga quantità di decurtazioni e tagli: la somma dei trasferimenti correnti di Stato e Regione al Comune è diminuita dagli 1.231 milioni nel 2002 agli 1.027 nel 2006”. Secondo Veltroni “la legge 396 per Roma Capitale arrivata a 185 milioni nel 2003 è stata progressivamente definanziata (103 milioni nel 2004, 80 nel 2005, 70 nel 2006), per essere ripristinata dal governo Prodi nel 2007 con 595 milioni nel triennio 2007-2009”.

Per Veltroni “senza le decurtazioni del periodo 2004-2006 a Roma sarebbero arrivati 300 milioni in più per gli investimenti sulla città. Senza il taglio ai finanziamenti per Roma Capitale, il Comune avrebbe potuto ridurre di 300 milioni di euro il proprio indebitamento”.

Il debito invece è cresciuto. Veltroni sciorina cifre e lancia accuse seguendo passo passo le slide preparate dal suo staff per l’occasione. Ma nel suo discorso non c’è traccia della parola "risanamento". Nessuno ha mai negato come sui conti pesi il macigno di rosso ereditato dagli anni Ottanta ma la verità è che in sette anni di gestione della macchina capitolina, di risanamento si fa davvero fatica a trovarne traccia.

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