Bloomberg, da sindaco di New York a candidato indipendente?

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Bloomberg, da sindaco di New York a candidato indipendente?

08 Gennaio 2008

Mentre continua la
rincorsa dei candidati repubblicani e democratici nelle elezioni primarie del
New Hampshire, il sindaco plurimiliardario di New York, Michael Bloomberg, ruba
l’attenzione dei media e del pubblico sul palcoscenico di un forum bipartisan
in Oklahoma. L’occasione è un incontro con altri leader politici moderati per discutere
dell’eccessiva polarizzazione dei due partiti americani, con l’obiettivo di
spingere democratici e repubblicani a un maggiore dialogo. Ma il sospetto è che
il meeting sia un’ulteriore spinta per la candidatura di Bloomberg alle
presidenziali come indipendente, nonostante il sindaco newyorkese, per ora,
smentisca.

Bloomberg ha militato per
lungo tempo nelle file dei democratici ed è diventato repubblicano in occasione
della sua candidatura nel 2001 a primo cittadino della Grande Mela. Lo scorso
giugno ha deciso di rompere il legame con entrambi i partiti, alimentando le
voci di una sua possibile candidatura come indipendente.

In una campagna
presidenziale con pochi favoriti, la sua entrata in scena è auspicata da molti.
Bloomberg critica i candidati attuali per la loro incapacità di proporre soluzioni
a problemi come la sanità, la politica estera e l’economia del paese. Questi,
invece, passano il tempo ad attaccarsi l’un l’altro e hanno paura di prendere
rischi. “Le persone hanno smesso di lavorare insieme, il governo non funziona,
non c’è collaborazione e intesa”, dichiara Bloomberg all’evento, applaudito
dalla folla di simpatizzanti.

Gli organizzatori del
forum, tra cui pubblici funzionari di oggi e del passato appartenenti ad ambo
gli schieramenti, vogliono mandare un messaggio forte ai candidati, messaggio
che con l’adesione di Bloomberg all’incontro diventa quasi una minaccia. Nell’invito
inviato ai partecipanti si legge: “Il nostro sistema politico è, come minimo,
distorto e molti lo considerano spezzato, in un momento in cui l’America deve
governare con coraggio, a casa e fuori”. L’ex senatore democratico David Boren,
presidente dell’Universita dell’Ocklahoma che ospita il meeting, mette in
guardia i candidati: “Per favore, siate all’altezza della situazione,
altrimenti c’è sempre la possibilità di un candidato indipendente”. L’allusione
è a un terzo partito con in testa Bloomberg. Recentemente, lo stesso Boren ha
dichiarato al New York Times che se i candidati attuali non mostrano un
miglioramento, sarà “tra quelli che spingeranno Bloomberg a considerare
seriamente di candidarsi come Presidente”.

I candidati ascoltano e
rispondono: sia Obama che Huckabee, vincitori in Iowa, inseriscono nei loro
discorsi messaggi bipartisan invitando ad un’unità che vada oltre le divisioni
dei partiti, un argomento che piace agli elettori indipendenti, essenziali
nelle prossime elezioni.

Bloomberg ha dichiarato a
Capodanno in diretta nazionale di non volersi candidare, ma non è stato
sufficiente a fermare le voci. Se dovesse cambiare idea, lo farà nelle prossime
settimane. In quanto indipendente, non deve passare le primarie, ma deve
raccogliere firme in ogni stato per entrare nel ballottaggio; la prima scadenza
è in Texas, dove dovrà raccogliere 74.100 firme entro il 12 maggio. Il tour de
force di un’eventuale candidatura sarebbe largamente facilitato dal suo
patrimonio stimato fino a tredici miliardi di dollari.

La possibilità di
autofinanziarsi la campagna presidenziale lo svincolerebbe da obblighi verso le
lobby, un grande vantaggio secondo i suoi sostenitori che ne apprezzano anche l’abilità
nel tradurre le sue capacità manageriali in campo politico. Bloomberg, ad
esempio, sostiene l’importanza di definire le nomine al governo sulla base
delle competenze e non dell’affiliazione politica. Tuttavia, malgrado la recente
veste di figura indipendente, molti considerano Bloomberg più democratico che
repubblicano per le sue posizioni in materia sociale: è favorevole al
matrimonio gay, all’aborto e ad un maggiore controllo sulle armi da fuoco. Tra i
provvedimenti più noti presi nel corso dei due mandati come sindaco di New
York, il divieto di fumare nei luoghi pubblici (contestato all’inizio, ma elogiato
in seguito visto il decremento dei casi di tumore); il recente divieto di utilizzo
di acidi grassi trans nei ristoranti di New York perché nocivi al sistema
cardiovascolare; la centralizzazione del sistema scolastico e il collegamento
delle retribuzioni alle prestazioni, con un notevole aumento di stipendio per
gli educatori più capaci; gli incentivi economici alle persone con basso
reddito che frequentano corsi scolastici o svolgono un apprendistato.