Home News Borse europee in rosso. Draghi: “Non è scontato che la Bce compri bond”

Militanti dei centri sociali irrompono a Piazza Affari

Borse europee in rosso. Draghi: “Non è scontato che la Bce compri bond”

3
5

Lunedì 5 settembre non passerà certamente alla storia come una delle giornate più rosee per i mercati europei. In queste ore tutte le principali Borse europee stanno facendo registrare perdite rilevanti. L'indice Ftse Mib di Piazza Affari segna un calo del 3,63%, dopo che in apertura aveva perso il 2,17%. Vanno peggio gli indici di Parigi (-4,04%) e Francoforte (-3,90%), mentre Londra cede il 2,35%. I segnali negativi non mancano neanche sul fronte dei titoli di Stato, dove il differenziale (spread) tra i Bund tedeschi e i Btp decennali italiani è salito fino a 360 punti, dopo un valore iniziale di 327,3 punti.

In questo inizio settimana da "profondo rosso", giungono quasi simultaneamente i moniti dell'attuale presidente della Banca centrale europea, il francese Jean-Claude Trichet, e del suo successore designato, Mario Draghi (attuale governatore di Bankitalia). Intervenuto a un convegno presso l'Istituto Montaigne di Parigi, Draghi ha avvertito i Paesi dell'eurozona che non devono affatto "dare per scontato" l'acquisto dei titoli sovrani programmato dalla Bce. Questo perché, secondo il numero uno della Banca d'Italia, tale programma temporaneo "non può essere usato per aggirare il principio fondamentale di disciplina di bilancio", così come non può rappresentare una soluzione per la scarsa crescita che caratterizza diversi Paesi europei. "Non esiste una bacchetta magica" con cui si possa stimolare la crescita, ha ribadito Draghi, secondo cui, tuttavia, in questi Stati "il potenziale per attuare le riforme strutturali invocate da anni è amplissimo". "È giunta ora l'ora - avverte Draghi - che i governi si assumano le loro responsabilità e agiscano rapidamente per risolvere la crisi del debito sovrano".

In precedenza, sempre da Parigi, Trichet aveva lanciato il suo avvertimento ai governi europei per un maggior impegno nel contrastare la crisi. In particolare, il presidente della Bce ha definito un "imperativo assoluto" che l'Unione europea eserciti un controllo comune sui conti pubblici dei Paesi dell'area euro. "In futuro possiamo immaginare una confederazione con un ministro delle Finanze europeo che abbia diverse responsabilità, tra cui la regolamentazione della solvibilità dell'eurozona", ha spiegato Trichet. Insoddisfazione è stata espressa per quanto riguarda il passo delle riforme strutturali dei Paesi della valuta comune, ritenuto ancora "troppo lento": il problema, secondo il presidente della Bce, sono le "barriere strutturali alla crescita" e il fatto che il mercato unico sia "ancora lontano dall'essere completato".

La travagliata giornata dei mercati europei è stata segnata anche dall'irruzione alla Borsa di Milano compiuta stamane da otto militanti del centro sociale milanese Cantiere, appartenenti all'Usb (Sindacalismo di Base del Pubblico impiego). Motivo dell'azione è stata la protesta contro la manovra del governo. I manifestanti, dopo essere riusciti a salire fino al secondo piano del Palazzo Mezzanotte, sono rimasti per circa due ore, per poi abbandonare l'edificio. Sulla facciata del palazzo sono stati appesi striscioni che recitavano frasi del tipo "Cancellare il debito" e "O la borsa o la vita", mentre in Piazza Affari campeggia tutt'ora lo striscione "Predicano austerity ma razzolano male, rubano ai poveri per salvare i soliti". Gli appartenenti alla sigla sindacale hanno annunciato che questa notte rimarranno a dormire in piazza, per poi partecipare allo sciopero generale previsto per domani.

  •  
  •  

3 COMMENTS

  1. Siamo alla resa dei conti
    Siamo alla resa dei conti. La situazione, come previsto, inizia a precipitare. Tremonti e Berlusconi (come Luigi XVI), attenti solo ai conti del reame ed incapaci di varare anche la più banale ed insignificante riforma, non sono in grado di fermare il disastro imminente, determinato dalla totale assenza di riforme strutturali e liberali. Signori miei, preparatevi perché il collasso e l’implosione sono imminenti e una Rivoluzione funesta è in arrivo. Ormai non è una questione SE ci sarà una Rivoluzione, ma è solo una questione di QUANDO. Consiglio vivamente a Tremonti, Berlusconi, Bossi, Calderoli, Sacconi, Brunetta, Gasparri, La Russa, Casini, Fini, Bersani, D’Alema, Vendola, Di Pietro, etc etc etc di fuggire alla Bahamas prima che esploda la rabbia degli italiani.

  2. i pagliacci della bce
    Sarebbe giunto il momento di finirla con questi euroburocrati pagliacci che ci hanno ficcato nel magico mondo dell’euro.
    Questa crisi la paghi in primis chi ha beneficiato di questa situazione: la Germania.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here