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#MartinaStaiSereno?

Caos Pd, lo #StaiSereno style di Renzi colpisce ancora

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Aveva detto che sarebbe stato in religioso silenzio per due anni ma per la verità nessuno ci ha mai creduto. E così ieri sera Matteo Renzi ha scelto il salotto di Fabio Fazio come sede della “sua” direzione Pd: “Intesa di governo con M5S? Deciderà la Direzione. Ma per me è no, chi ha perso non può governare”. Della serie: #MartinaStaiSereno la Direzione sono io e ho già deciso: il governo con i 5 Stelle non s’ha da fare. Punto e basta. Praticamente Direzione chiusa prima ancora di cominciare.

Insomma, il “#StaiSereno style colpisce ancora. E il primo destinatario, come un novello Enrico Letta, è proprio il reggente piddino Maurizio Martina che così commenta le parole dell’ex premier: “Per il rispetto che ho della comunità del Partito Democratico porterò il mio punto di vista alla Direzione Nazionale di giovedì che evidentemente ha già un altro ordine del giorno rispetto alle ragioni della sua convocazione. Servirà una discussione franca e senza equivoci perché è impossibile guidare un partito in queste condizioni e per quanto mi riguarda la collegialità è sempre un valore, non un problema. Ritengo ciò che è accaduto in queste ore grave, nel metodo e nel merito. Così rischiamo l’estinzione". Parole durissime che ufficializzano l’ennesimo scontro interno al Pd.

Merito e metodo, già. Perché, mettendo per un attimo da parte il dilemma Dem “governo sì-governo no”, scaricare il lavoro del reggente del proprio partito (tra l’altro suo ex vice-segretario alla guida del Pd) in tv, davanti a milioni di italiani, con il peso che il buon Matteo ha nella Direzione Dem, equivale a mettere automaticamente fuori gioco il povero Martina. In pratica una dichiarazione di sfiducia. Per giunta non fatta nelle sedi opportune (e non da uno qualunque).

Matteo prova a difendersi: "Sono stato eletto in un collegio. Ho il dovere, non solo il diritto, di illustrare le mie scelte agli elettori”. Peccato che le “sue” scelte condizionano gran parte dei membri della Direzione. Ma d’altronde questo è il Renzi style, ben messo in evidenza dall’eurodeputato Pd Goffredo Bettini: “Da Fazio, Renzi ha evidenziato nel modo più chiaro che il Pd o è suo o diventa un orpello inutile”. Tradotto: o si fa come dice Matteo o è guerra. E così la Direzione Pd del 3 maggio assume sempre più il sapore dell’ennesima resa dei conti interna.

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