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Carburanti, la liberalizzazione della rete può far risparmiare 190 milioni

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I prezzi dei carburanti in Italia sono sopra la media europea a causa delle inefficienze nella struttura della rete. Lo dimostra lo Special Report dell’Istituto Bruno Leoni “Stacco matto ai carburanti? Perché il pieno in Italia costa di più e cosa farlo per evitarlo” (PDF), a cura di Carlo Stagnaro (direttore ricerche e studi dell’IBL) e Stefano Verde (economista e analista energetico).

Lo studio monitora i prezzi dei carburanti nel primo semestre 2010 presso 8 impianti aperti da ipermercati e negli impianti circostanti. Sia per la benzina che per il gasolio la Gdo pratica prezzi significativamente inferiori, con due conseguenze: “Il primo effetto consiste nella progressiva convergenza dei margini degli impianti tradizionali limitrofi all’impianto della Gdo verso il livello di quest’ultima. Il secondo effetto indiretto ascrivibile all’apertura di un impianto presso un supermercato è quello di mettere sotto pressione gli impianti tradizionali circostanti”. Se la quota di mercato della Gdo raggiungesse il 10 per cento, come in Germania, il risparmio conseguibile è stimabile nell’ordine dei 190 milioni di euro.

“La ragione di questo fenomeno - spiegano Stagnaro e Verde - sta nel fatto che la riduzione delle barriere all’ingresso mette in moto un processo realmente competitivo, che - se accoppiato con l’adeguamento delle caratteristiche della rete in termini di orario, penetrazione del self service e vendita di prodotti non oil agli standard europei - può determinare risparmi importanti per gli automobilisti italiani”.

Per questo, spiegano ancora gli autori del focus, “le leggi approvate in molte regioni che impongono ai nuovi impianti di dotarsi delle strutture per erogare carburanti eco-compatibili hanno un forte carattere discriminatorio e anticoncorrenziale. È difficile quantificare l’effetto di queste norme, ma è quantomeno indicativo che, dalla loro entrata in vigore, le aperture di nuovi impianti presso la Gdo nelle regioni interessate sia significativamente diminuita, e con essa le possibilità di risparmio per gli italiani”.

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