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La vera strategia internazionale del premier

Cari finiani, se siamo la Disneyland di Gheddafi il merito è anche di Fini

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Vorremmo dare –pacatamente, serenamente - un paio di consigli ai nostri amici di Fare Futuro. Il primo è quello di cambiare la testata del loro sito e di passare direttamente alla chiave programmatica che emerge sempre più con forza: “FareImaligni”. Questa infatti è ormai la scelta editoriale chiara delle loro sortite: spigolare, criticare, “si, ma, però, quantunque”, fare gioco di interdizione. Mai, dico mai, una bella polemica politica diretta ma “alta”. Mai una controproposta programmatica di valore strategico, strutturata, chiara. No, è tutto un ciacolare ora su questo, ora su quello, ma sempre col tono del dispitto, del brontolio, senza mai avere la forza di una controproposta nuova e forte.

Il secondo consiglio è di andarci con i piedi di piombo quando si affronta il tema Libia su una pubblicazione che ha come leader di riferimento quel Gianfranco Fini che sino a pochi mesi fa definiva Mussolini “il più grande statista del novecento” e che ancora nel 1991 disse: “Tutti quanti diciamo che siamo i fascisti, gli eredi del fascismo, i post-fascisti, o il Fascismo del Duemila”. Quel Mussolini e quel fascismo - tanto apprezzati dall’editore di riferimento di Fare Futuro - hanno infatti scritto pagine orrende in Libia – insozzandovi l’onore dell’Italia - e obbligano oggi un governo responsabile a chiedere scusa ai libici, a indennizzare per le atrocità coloniali commesse dal fascismo e quindi anche a sopportare gli spettacoli folkloristici di Gheddafi.

Ma veniamo al merito dell’articolo caustico che oggi FareFuturo dedica alla politica estera di Berlusconi, la cui sostanza accademica, il cui alto pensiero è il seguente: Berlusconi sa solo trattare con leader con cui è in affari personalmente, ma con gli altri fa fiasco. Qui, siamo al masochismo puro e semplice, al “cupio dissolvi”, al tafazzismo elevato a vette che mai la sinistra aveva toccato. FareFuturo, infatti, senza accorgersene, con dilettantismo degno di un ragazzino, dimentica che la politica estera di Berlusconi citata (verso la Libia, la Russia, ecc…) è esattamente la politica gestita – in piena, totale, rivendicata sintonia con Berlusconi - per tre anni dal Ministro degli Esteri… Gianfranco Fini!

Dimentica che Fini ha retto la Farnesina nel momento chiave della manovra di alto profilo (iniziata da Franco Frattini nel 1993) che l’Italia, assieme agli Usa, ha sviluppato per convincere Gheddafi ad abbandonare il terrorismo e le armi di distruzione di massa e che tutti, tutti i passaggi che vengono criticati oggi, portano la controfirma dell’attuale presidente della Camera. Dunque, se siamo la Disneyland di Gheddafi, il merito è anche di Gianfranco Fini, che può perfettamente spirgare ai suoi ragazzi di FareFuturo perché ha messo – e giustamente - il suo prestigio e la sua firma sotto questa politica nei confronti della Libia

Dimentica anche che il G8 e il G20 dell’Aquila sono stati un successo straordinario, proprio perché Berlusconi ha una strategia internazionale che non si basa affatto solo sui suoi rapporti personali o sulle sue iniziative imprenditoriali, e che i suoi governi sono i primi ad avere tracciato una nuova collocazione internazionale del nostro paese: massima condivisione strategica con gli Usa e con Israele, ma contemporaneamente anche massima capacità di critica per Usa e Israele.

Fare Futuro si occupa solo di punzecchiare e di polemichette di giornata, se solo avesse una infarinatura di politica estera, saprebbe che quando scoppiò la crisi bellica tra Russia e Georgia, l’Italia fu alla guida della politica Ue, nello spiegare con fermezza ai troppo indignati americani il ruolo di irresponsabile provocazione seguita dai georgiani e che – così come ha pronunciato un discorso di totale amicizia con Israele alla Knesseth - Berlusconi è oggi l’unico leader europeo che possa vantare piena fiducia da Gerusalemme che (grazie ai suoi personali rapporti con Arafat, Ben Ali e Mubarak) da Ramallah. Tunisi e il Cairo.

Così è per l’intera politica energetica del paese, che non è piccola parte della stessa sicurezza nazionale italiana.

Insomma, ragazzi, un po’ di serietà e, per favore, mettetevi a pensare in proprio e smettetela di passare il tempo a fare le pulci agli altri. Con affetto paterno.

 

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11 COMMENTS

  1. Grazie Carlo
    Egregio, grazie per l’attenzione paternaper i ragazzi di Fare Futuro. Mi chiedo solo se il suo sforzo sia utile, non ho trovato infatti ancora nulla di significativo nella produzione intellettuale di Fare Futuro, forse i suoi consigli sono perle sprecate. Buona giornata.

  2. articolo su fare futuro
    caro panella,le tue sono ciacole da cortile che come tutta la stampa di berlusconi per ora ha come bersaglio fini.Fai parte degli squadristi della disinformazione.Pur non entrando nel merito della tua tesi,non volendo neppure lontanamente difendere fini,non posso non ritenerti facente parte della schiera dei leccaculo del nano.Coraggio sei in buona compag nia:feltri, facci,fede,(tutti con la “f” di feci,ma aggiungo minchiolini,vespa,sallusti e compagnia cantando.

  3. Prestigio?
    Oltre a congratularmi con Anonimo per l’acutezza di pensiero e per le sue profondissime categorie di analisi (tutti “f”, etc.), vorrei solo “punzecchiare” il sempre apprezzabile Carlo Panella su di un punto, lì dove egli parla di “prestigio” a proposito di Gianfranco Fini. A quel che ricordo, dopo il passaggio dell’Onorevole Frattini a Bruxelles, Silvio Berlusconi tenne per sè l’interim al Ministero degli Esteri per un periodo di durata non trascurabile. E ciò, nonostante l’attuale Presidente della Camera notoriamente ambisse a quello scranno. Allora, Fini non aveva ancora cominciato a lanciare la serie di pericolosissimi boomerang (Corano nelle scuole, voto agli extracom, etc.) che gli stanno puntualmente tornando indietro in questi ultimi mesi. Certo, era evidente a tutti che il Bolognese non avesse (allora come, di fatto, oggi) precedenti di natura gestionale ed amministrativa, ma non era chiaro a nessuno il motivo per cui egli fosse stato “relegato” dal Silvio nazionale al ruolo di Vice Presidente del Consiglio (in pratica, una sorta di valletta di quelle che una volta affiancavano i presentatori più famosi sui palcoscenici delle trasmissioni Rai). E, del resto, del suo periodo da Ministro rimane ben poco, se non la gestione (fatta da altri) della tragedia dello Tsunami (in quei giorni, si limitò ad alcune impacciatissime comparsate davanti alle telecamere per leggere i comunicati di rito) ed all’invio dei Carabinieri per presidiare alcuni valichi di confine in Israele. Ora, però, è tutto chiaro. Come al solito, il premier ci vide più lungo degli altri in fatto di collaboratori, facendo evidentemente suo il non onorevolissimo giudizio formulato, sullo stesso Fini, da Giorgio Almirante agli inizi della sua carriera politica e reso noto poco tempo fa dai giornali.

  4. Grande Panella
    Grandissimo Panella
    ha cercato fortuna inserendosi nella scia dei profeti del cosiddetto scontro di civiltà proprio quando quella corrente di “pensiero” stava per essere rottomata dal nuovo inquilino della Casa Bianca. Un neo-con di casa nostra autore di libri fondamentali come quello sul “fascismo islamico”, che già dal titolo dimostra la sua acutezza e profondità…

  5. FareFuturo…
    La cosa veramente triste è vedere come ogni sparata proveniente dal ridicolo web magazine di FareFuturo (tempio del pensiero liberal-progressista-finiano) venga amplificata a dismisura dai media.

  6. Finiani o meno …
    la destricciola del Cavaliere appiedato continua coprire di ridicolo il nostro paese.

    A quando un partito conservatore degno di questo nome?

  7. @Cyb
    Carissimo, il cantiere è aperto! Sai da questa part si è abituati a ragionare sulla realtà delle cose (e ai problemi che si pongono si cerca di dare una soluzione) e si prosegue con decisione, consapevoli delle difficoltà. Ecco per spiegarmi l’esatto contrario degli attuali oppositori del Berlusca: cambiano idea, appena una questione non rientra nello schemino ideologico si buta tutto a mare, si ripropongono idee vecchie e defunte, insomma si prosegue con la vecchia politica politicante e non con la Politica. Avanti così che al prossimo giro proponiamo Renzo primo ministro e si vince comunque! Ciao, ciao.

  8. Patti chiari amicizia lunga….
    Articolo condivisibile, pero’ consiglio a Berlusconi, prima della prossima visita, di fare un discorsetto al colonnello, qualcosa che inizia con “patti chiari amicizia lunga…”

  9. fini e gheddafi
    Panella è stato chiarissimo e duro abbastanza nei riguardi delle giravolte di Fini e dei suoi accoliti. Ma da questi signori non c’è da aspettarsi nulla di buono e non avverrà mai che l’Aringa si accorga del fango in cui sta precipitando, a causa proprio de “consigliori”

  10. Ma quanto sono pochi mesi per Carlo Panella?
    Carlo Panella sostiene che Fini “sino a pochi mesi fa” definiva Mussolini il più grande statista del novecento. La citazione risale a un’intervista del marzo 1994. Pare che non fosse mai utilizzato il termine statista, resta comunque il fatto che sono passati 198 mesi da allora. A me non sembrano pochi. Già nel gennaio 2002 (non pochi mesi fa), Fini chiarì di non ritenere Mussolini uno statista e mi pare che le sue azioni degli ultimi 15 anni (non mesi) dimostra un impegno politico per niente nostalgico o estremista.

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