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La controrisposta sulla "rivoluzione antropologica"

Cari “indignati”, alla fine sull’animalismo mi avete dato ragione

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La raffica di commenti al mio articolo domenicale sull’abbandono estivo dei cani da compagnia, dà uno spaccato esemplare proprio di quello che intendevo spiegare. Già: non volendo, i commenti “indignati” sono paradossalmente così espliciti nell’illustrare quello che intendevo spiegare, che sono involontariamente d’aiuto più che di ostacolo al mio discorso. Infatti il nocciolo del discorso era il mutamento antropologico di un popolo che ha smesso di fare figli (oggi ogni 4 coppie in media nascono 5 bimbi in totale, tanto da provocare un grave decremento della popolazione), ma ha introdotto nel giro degli affetti primari cani, gatti e canarini.

E spiegavo che questo non era mai successo nella storia del mondo; senza per questo condannare nessuno – secondo me l’amore per la natura è in sé cosa buona –, ma per mostrare un andamento che ci abbraccia tutti senza rendercene conto.

I commenti “indignati” mostrano proprio questo: una rivoluzione antropologica, come si può leggere qui a seguire, da frasi prese dai lettori in calce all’articolo.

- “Io ho un figlio, un cane e due gatti... ognuno ha un suo posto in casa e nella mia vita, tutti sono uguali ai miei occhi”.

- “L'amore per gli animali nasce anche dal fatto che sono migliori degli umani in generale”

- “gli animali sono esseri senzienti che provano tutte le emozioni che proviamo noi”

- “ognuno ha la libertà di amare come figli chi vuole”

- “i cani sono incapaci di odiare, non tengono rancore, non mentono mai, non dissimulano, non tradiscono, uccidono solo per difendersi o per nutrirsi, amano l'uomo senza chiedere niente in cambio, lo amano anche se li maltratta e sono disposti a morire per lui. Se il Dio descritto dalla Bibbia si fosse accorto di aver già creato il cane, avrebbe evitato di creare l'uomo e si sarebbe risparmiato un sacco di problemi.”

- “Personalmente avrò cani tutta la vita e bambini, in tutta franchezza, lo vedremo. Ma su una cosa ha ragione, sul fatto che molti scegliamo l'amore di un animale diverso dall'uomo perché più sincero, se vogliamo anche più 'facile'. Soltanto che a me non sembra negativo”

- “io sono felicissima di considerare la mia gatta al mio stesso livello e di darle l'importanza che merita!!!!”

Quale miglior dimostrazione queste frasi di quello che intendevo spiegare?

Ripeto: il giudizio sull’esito di questa rivoluzione culturale ognuno lo dà nel proprio cuore, sia esso positivo o negativo. Ma è una rivoluzione da riconoscere e da conoscere, cioè esplorare, analizzare, amare o scontrarsi; e con cui già conviviamo.

A me personalmente questa rivoluzione preoccupa, ma non stupisce; è un quadro tipico dell’epoca postmoderna, in cui si cerca sicurezza, quella certa sicurezza che un figlio – l’incognita per eccellenza – non può mai dare. Il figlio darà altro: ansia, libertà amara, preoccupazione, pannolini da cambiare alle ore più strane, obblighi, speranza, sogni, amore inatteso, e ancora ansia; e ansia e amore oscilleranno gratuitamente; e sogni e pannolini si alterneranno quando non vogliamo. Il mondo postmoderno invece è il mondo che non può far a meno delle certezze; e l’invenzione del cagnolino domestico (o di quello virtuale per i bambini), con oscillazioni e alti e bassi ben diversi e ben meno tragici di quelli di un figlio, è una certezza; forse però è anche segno di un popolo che ha abbassato le attese e sogna un po’ meno.

 

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17 COMMENTS

  1. figli e animali
    Io amo gli animali: ne ho sempre avuti e tuttora ho una gatta che ha 20 anni. Però dire che gli animali sono meglio degli uomini è un segno di “ignoranza”; significa cioè non conoscere gli animali e non conoscere gli uomini. Io ho avuto tre figli e ho tre nipoti e mezzo e nessun animale per quanto degno di affetto e di rispetto potrà mai essere uguale a un figlio o a un nipote anche se questi possono essere fonte di ansie, preoccupazioni e delusioni.

  2. Condivido ancora di più il
    Condivido ancora di più il Suo articolo. Era ovvio che il paraocchi cluturale di molti “amanti degli animali” avrebbe preso il sopravvento ed annebbiato le menti.
    Più che rivoluzione culturale la chiamerei involuzione culturale, quasi una parabola del genere umano sino ad arrivare allo stadio iniziale in cui bestie e uomini non si distinguevano tra loro.
    Questi soggetti non amano gli animali, ma solo se stessi. Se non sono in grado di allevare un figlio che somigli a loro in tutto e per tutto si adeguano con una povera bestiola. Non sarebbe meglio un pelouche?

  3. Bravo Bellieni, articoli
    Bravo Bellieni, articoli importanti. Bisogna continuare a scrivere di queste cose.
    A.B.

  4. Ottima analisi
    Poichè tra i commenti al primo articolo c’era anche ” rifletti.. neanche un commento positivo.. vedi un pò te.. ” voglio esprimere tutta la mia vicinanza e condivisione dei due articoli che fanno una attenta analisi del problema. Ottimo, continui così.

  5. Senza coraggio e senza sogno
    Bentornato signor Carlo Bellieni. Avevo letto l’analisi controcorrente della settimana scorsa con piena condivisione. Poi ero passata ai commenti, alcuni davvero sgradevoli e addirittura, qualche “ragionamento” frettoloso, ha bollato il suo legittimo pensiero quale “fesseria”. Ho tanti anni, ahimè; ho avuto 2 figli (maschio e femmina), ora adulti e sterilmente “single” senza un vero perchè ( mai trovata la compagnia giusta…), salvo vaghi accenni carpiti o intuiti che mi hanno, purtroppo, fatto capire che, per loro, il futuro non consente azzardi ed è preferibile non aggravare l’incertezza con complicazioni, tipo metter su famiglia. Come i miei due vedo non pochi altri esempi.Dentro di me si è fatta strada la convinzione che ci stiamo avviando verso un’epoca arida, dove il sogno e il coraggio di scommettere sul futuro non hanno albergo. Cordiali saluti.

  6. Paura
    Più o meno lo immaginavo anche io, ma non avevo ancora saputo dare una forma a questa sensazione.
    Trovo la cosa angosciante, una specie di maledizione: anche se ho in casa una gattina non potrei mai esprimermi su di lei con le parole di alcuni di questi fanatici.
    Si rinuncia a vivere la nostra vita di uomini: vengono i brividi a pensare che cosa saremo tra 20-30 anni. Una popolazione di vecchi, i più fortunati dei quali saranno chiamati ad una “fine dignitosa”, proprio come le loro bestioline.
    Posso dirlo? Ho paura.

  7. Ottima Analisi
    Poiche nel primo articolo c’era questo commento: “rifletti.. neanche un commento positivo.. vedi un pò te…” sono qui a testimoniare che di “commenti positivi” ce ne sono. Condivido completamente e senza riserve il risultato della sua analisi. Ottimo. Bravo continui così.

  8. che idiozie
    ecco dove è arrivato il giornalismo in italia, e non parliamo degli idioti che scrivono cazzate in libertà.
    CAMBIA MESTIEREEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!

  9. Certo che tanta gente è
    Certo che tanta gente è bestiale !
    D’altra parte se l’amore puro è quello omosessuale perchè non legato e non spinto dalla possibilità di procreare (Veronesi), allora anche l’amore verso gli animali è più amore di quello verso i figli che invece dovrebbe venire da sè.
    Bestiale è ?!
    Quando la maggior parte di una società perde il contatto con la natura, quello che avevano i contadini e/o i pastori che lottavano per la sussistenza e sopravvivenza delle loro famiglie, è naturale che non la si conosca più, che al rispetto si sostituisca un mitico amore.
    Il lupo, la balena, la foca non si devono più ripettare; sono mitici e si devono amare.
    E intanto, tutti insieme, poco a poco continuiamo ad uccidere la natura, quella vera.
    Se veramente si rispettano gli animali, ancora prima di amarli, allora non si comprano e non si tengono in casa; farlo è un atto di puro egoismo, il soddisfacimento di un proprio desiderio.
    Prima ancora delle campagne per non abbandonare gli animali lanciamo la campagna per “non acquistare un animale” !

  10. Sono uno di quelli che ha un
    Sono uno di quelli che ha un gatto in casa, ma non ho nè voglio figli. Credo che in effetti l’autore abbia centrato il punto. Il figlio rappresenta un problema oggi come oggi, e la ragione, secondo me è innanzitutto economica. Conosco molti 35-40enni che vorrebbero o avrebbero voluto figli, ma non hanno trovato un lavoro, con una o due lauree in tasca, e strappano contratti che non superano i 3 mesi, poi punto e a capo… Di questo passo ci estingueremo per motivi economici…

  11. Caro Bellieni,
    quello che

    Caro Bellieni,
    quello che veramente indigna è la sua superficialità. Quando si ha una mente così mediocre, meglio astenersi da certi argomenti.

  12. Avere figli costa
    E’ vero, come dice AA, che i problemi economici scoraggiano molto la creazione di una famiglia; pero’ ho la sensazione che il desiderio di avere dei figli, che una volta era fortissimo, sia ora diminuito nei giovani, che forse a volte insistono troppo nel cercare lavori adeguati alle loro Lauree, ma difficilissimi da trovare. Comunque, si dovrebbe almeno porre il problema e cercare soluzioni a livello politico, mentre credo che tutta questa propaganda a favore degli animali considerati come bambini sia funzionale agli interessi di certi poteri mondiali, ai quali fa comodo distruggere l’istituzione famigliare, in modo da avere una massa informe di individui da dominare, o addirittura eliminare interi popoli. La stessa cosa credo si possa dire delle richieste ormai eccessive di certe lobby omosessuali.

  13. commentando…i commenti
    Egregio Signor Bellieni,
    reazioni così scomposte e insultanti indicano, di solito, che si è fatto centro. E’ un pò come dal dentista, quando tocca il nervo dolente.

  14. Amo molto la mia gatta.
    Amo molto la mia gatta. Quando morirà soffrirò sicuramente. Ma e’ un dolore che potrà essere ben presto sopito mettendomi in casa un altra gattina. Non sara’ mai così se viene a mancare un figlio o una persona cara. Il dolore ci accompagnerà tutta la vita. Certi paragoni sono assurdi. Anche per coloro che credono esservi negli animali che da millenni vivono con noi tanta umanità.

  15. ammazza!
    Quanto inarticolato disprezzo nei giudizi tranchant di Sua Maestà Dino Cofrancesco, nemmeno una pezza di motivazione…e meno male che si rivolgeva a un “collega”!!
    Roscriv

  16. Da Cofrancesco vorrei
    Da Cofrancesco vorrei sapere: ma lei i commenti li fa a quattro, sei o otto zampe? Vista la velenosità gratuita e la profondità filosofica, propenderei per quest’ultima ipotesi.

  17. ariconsolate coll’aietto
    Gli animalisti t’hanno dato ragione?
    Sei fuori? Odi le voci? T’hanno fatto nero! Ed hai chiuso il blog.

    Lasciatelo stare,è tempo perso.

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