Caro Cavani, sul campo esprimi la stessa passione del tuo libro

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Caro Cavani, sul campo esprimi la stessa passione del tuo libro

22 Marzo 2011

Al cuore non si comanda, specie se batte da una vita per il Napoli e i suoi ‘eroi’,  ieri Lavezzi oggi Cavani. Ma il momento politico è quello che è, Libia in testa, ragion per cui le passioni, anche quelle calcistiche, passano giocoforza in secondo piano.  E così non potendo partecipare fisicamente alla presentazione del libro di Edison Cavani, bomber della squadra partenopea, un tifoso doc come Gaetano Quagliariello, ha preso carta e penna e scritto una lettera agli organizzatori dell’iniziativa in programma oggi nel capoluogo campano. Duplice lo scopo: confermare che avrebbe voluto esserci e approfittare della circostanza per rinnovare il suo ‘credo’ calcistico. Ecco la lettera del vicepresidente dei senatori Pdl.  

Carissimi, ho appreso nelle ultime ore dall’amico Gennaro Famiglietti e dall’amico, e collega al Senato, Lucio Malan che oggi, a Napoli, presso l’Istituto di Cultura Merdionale ci sarà una prima presentazione del libro "Quello che ho nel cuore" scritto da Edison Cavani. Purtroppo un impegno istituzionale legato anche alla difficile situazione internazionale che, in queste ore, stiamo vivendo mi impedisce di essere lì con voi.

Avrei voluto essere presente per due fondamentali ragioni tra esse strettamente connesse. La prima è quella di dare testimonianza e plauso all’iniziativa di Edison Cavani. Sfogliando il suo libro, che non ho ancora potuto leggere ma mi riprometto di approfondire nei prossimi giorni, mi è parso infatti di cogliere dalla viva voce e dall’esperienza vissuta di un personaggio pubblico una smentita della teoria della "separatezza" propria di chi, in nome di una malintesa concezione di laicità, vorrebbe relegare la dimensione religiosa dell’uomo nel ghetto della sua coscienza individuale negandole agibilità nello spazio civile e qualsiasi riflesso nella sfera sociale. Pur facendo tutt’altro mestiere, ma vivendo anch’io a mio modo una dimensione esterna, mi sono trovato – soprattutto negli ultimi anni – a interrogarmi spesso sul rapporto tra religione e spazio pubblico e sul concetto di laicità. Leggerò dunque con grande interesse il libro di Edison Cavani.

La seconda, fondamentale, ragione per la quale avrei voluto oggi essere tra voi è invece legata alla passione del tifoso, a quell’amore di tutta una vita che si chiama Napoli!

Chi frequenta il mio ufficio al Senato sa benissimo che, entrandovi, viene accolto da una specie di altarino dedicato a "El Pocho" Lavezzi e presto, se El Matador Cavani me lo consentirà, anche a lui. Sono, infatti, un suo ammiratore incondizionato. E credo che ciò non dipenda soltanto dai sentimenti contagiosi che solo i tifosi conoscono. Il fatto è che quando Edison gioca a pallone esprime fino in fondo ciò che ha dentro, ciò che ama e ciò in cui crede. Cavani sul campo esprime, insomma, in modo naturale e solare ciò che in un libro ci comunica con formule e stilemi intellettuali.       

Vorrei salutarvi lanciando a Edison Cavani, anche su suggerimento del Senatore Lucio Malan, una proposta: organizzare a Roma la presentazione del suo libro. Raggiungeremmo così un duplice obiettivo, portare un "matador" nella capitale (i tifosi di Roma e Lazio non si illudano: solo per la presentazione del libro, s’intende!) e, da un punto di vista personale, far inaugurare a Cavani il suo personale altarino nel mio ufficio.

Un caro saluto e un abbraccio