Caro Veltroni, le chiacchiere stanno a zero!
19 Giugno 2008
Vedi Roma e poi muori. Con Napoli, la cosa funziona alla perfezione: si muore di sicuro. Di monnezza. Con Roma, si muore di cinismo e di amministrazione piratesca.
Di questo si tratta: la sinistra tecnocratico-amministrativa capitolina ha rapacemente devastato
Dieci miliardi di debito, qualcun altro dice 7, comunque un gigantesco buco. Che il Governo provvederà a colmare, con interventi mirati, e forte della collaborazione del Sindaco Alemanno.
Certo è che i veltroniani sono delle maschere romane, impuniti come dicono da queste parti. Per loro, si tratterebbe di propaganda e di strumentalizzazione, ovvio, mentre Alemanno ha dichiarato che “se l’opposizione continua a minimizzare, saremo sempre più duri”. Sarebbe anche giunta l’ora. Il feticcio del “dialogo” è l’ultima commedia degli equivoci italiota, a tal punto ben congegnata da riecheggiare due adagi da teatrante di Gaber, li infilo uno dietro l’altro: “E l’Italia giocava alle carte e parlava di calcio nei bar…”.
La partita Italia-Francia, all’ “happy hour” di Piazza Sant’Eustachio, con un bel gruppo di cittadini fregati dalle giunte di sinistra da loro votate (suppongo), gaudenti e lietamente conviviali, di fronte alle prodezze di Pirlo & C., è quello spazio che rende vera, nel qui e ora, il Gaber d’annata sopracitato: un popolo all’aperto e/o al chiuso degli happy hour, che si lamenta di giorno e mastica forte di notte.
Anche questi cittadini sono stati fregati dalla sinistra educata e veltronian-tecnocratica, ora tocca a Berlusconi tirarli fuori dai guai. Alemanno farà la sua parte e non sarà facile. L’altro “brocardo” musicale gaberiano è questo: “giocano tutti al tennis…”, mimando la partita dei nobili fancazzisti di sempre, con la voleé, il rovescio, e via sui campi a giocare, metafora dell’inciucismo antropologico che la politologia ha definito consociativismo, ma che oggi è altro, appunto: commedia degli equivoci.
Ebbene, Roma è l’altro capitolo dello smascheramento della sceneggiata romana e italiota, perché come si fa a “dialogare” con costoro? Di che parliamo? Le chiacchiere stanno a zero, per usare una sàpida espressione in uso nella Capitale.
Ma vi è anche un altro punto dolente: come si fa a stare in Europa con una Capitale ridotta così? Berlusconi ha compreso bene la situazione storica e ha rimesso in campo la super-legittimazione dell’Europa, dopo il “no” irlandese, volendo coinvolgere tredici adesioni. Un modo per riprendere smalto e protagonismo, spostando almeno un po’ il focus dai due mali della Nazione: Napoli e Roma. A questa abile mossa, non meramente tattica, si deve aggiungere l’oculata regia di recupero della disastrata situazione finanziaria del Comune di Roma: non soldi a pioggia, ma strategia graduale di rientro.
Il fatto è che l’emergenza c’è ed è gigantesca. Di emergenza in emergenza, l’Italia si sta riprendendo, grazie all’azione gradualmente incisiva del Governo. Questo è un fatto importante. La vera buona notizia.
