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Alla ricerca dell'oste perduto

C’è chi mangia per gola e chi con l’acqua alla gola

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Gli affezionati lettori  ricorderanno che, com’è caratteristica di ogni iniziativa dilettantesca e essenzialmente ludica, questa rubrica si fonda su meditati presupposti “filosofici”, che furono pignolescamente esposti nella prima puntata, risalente all’ormai lontano dicembre dello scorso anno.
I principi enunciati - sostanzialmente l’intento  di segnalare, proprio come accade nel passa parola tra amici, osti ancora scrupolosamente attenti alla qualità delle materie prime e, conseguentemente, cultori dei relativi sapori, la dichiarata dura inimicizia all’implacabile “rucolizzazione” di tutte le pietanze o alla loro non meno martellante “acetobalsamizzazione”, uniti alla lotta contro il vino inutilmente barricato e l’utilizzo di enormi piatti dalle forme inusitate, per contenere microscopiche porzioni di cibi, dalle caratteristiche compositive abitualmente per lo più inintelleggibili -  presuppongono l’utilizzo dei ristoranti quale momento di piacere, di incontro sociale, di isole di relax nella martellante vita di tutti i giorni. In altre parole, i posti che sono venuto sino ad ora segnalando sono realtà da cui si può decidere di andare non tanto per soddisfare una necessità nutrizionale, quanto – e soprattutto – per coltivare un momento di godimento, la voluttà che la buona enogastronomia è in grado di offrire.

Non sempre, tuttavia, il recarsi al ristorante dipende da una libera scelta, dettata dal piacere. Essa può derivare dalla necessità di pranzare o cenare lontano da casa: occorre, cioè, far  ricorso a dei servizi di ristorazione per ragioni contingenti. Va da sé che tutti i locali che sono stati sino ad ora oggetto di segnalazione (fatta salva la continuità delle gestioni, questione da non sottovalutare, in particolare, per ristoranti non ancora “storici”), soddisfano appieno anche alle esigenze della vita quotidiana. Sembra, tuttavia, opportuno arricchire d’ora in poi la rubrica segnalando, di tanto in tanto, con delle brevi note, taluni ristoranti che possiamo definire “di servizio”, locali cioè a cui accedere per assolvere, comunque con buona soddisfazione,  ad una necessità di carattere alimentare, ma che non raggiungono – almeno per il momento - quelle complessive qualità suscettibili di renderli posti da cercare, in quanto luoghi di piacere enogastronomico.

Un esempio di “ locale di servizio” mi sembra essere il Ristorante caffè Principe, operante da molti anni nella piazzetta principale del piccolo borgo storico di San Felice Circeo.

San Felice Circeo, in provincia di Latina, è una località di vacanza marina di gusto anni ’70, ormai molto espansa, con costruzioni di qualità architettonica per lo più non esaltante e situazioni di soggiorno non particolarmente accattivanti. Il minuscolo nucleo storico del borgo, fortificato, si trova incastonato nel promontorio ad un centinaio di metri sul livello del mare. Reca una suggestiva torre medioevale e un bel palazzo nobiliare, dalle forme austere (oggi sede del Municipio), che si apre su una minuscola piazzetta, di grande suggestione. Contigua a questa piazzetta, ve ne è una seconda, vero cuore ancora vissuto del paese, circondata di più modesti edifici, con botteghe e locali. Uno di questi è il Principe, che, nella bella stagione, occupa con i sui tavoli una porzione della piazza.

L’offerta gastronomica, piuttosto limitata e senza voli pindarici, è decisamente orientata verso il mercato ittico. Tra gli antipasti meritano segnalazione le alici, sia fritte sia marinate e il polipo affogato. Spaghetti e linguine, variamente sposati con vongole, cozze e vongole, scampi, scorfano e astice, insieme al risotto alla pescatora e ai paccheri (le presenze napoletane sono molte) con vongole e – deprecabilmente – rucola coprono il panorama dei primi piatti, mentre la frittura di paranza, la spigola o l’orata all’acquapazza, il rombo al forno, i gamberoni  in padella e la grigliata mista quello dei secondi. Banali i dessert.

Il servizio è abbastanza cordiale, ma talora distratto. La cantina presenta un’offerta limitata, senza eccellenze ma con ricarichi corretti. Il costo in generale, tenuto conto della location del locale, primaria per il paese, è da considerarsi medio. Il rapporto qualità/prezzo, nell’ambito della tipologia “ristoranti di servizio”, appare decisamente buono.

Ristorante caffè Principe – San Felice Circeo – borgo antico – telefono 0773547962 – non prevede giorno di chiusura
 

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