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Che calda l’estate dell’intelligence: le ultime da Germania, Israele e Italia

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Heinz Fromm, fino a poco tempo fa al vertice dell'Ufficio per la protezione della Costituzione in Germania, non credeva che lo scandalo "neonazi" esplodesse con tale fragore da farlo sbalzare dalla prestigiosa poltrona fino ad una commissione d'inchiesta. Il gruppo di estrema destra Nsu, ritenuto colpevole di una decina d'omicidi dal 2000 al 2007, è sfuggito dal controllo delle spie teutoniche, che pensavano di controllarlo e utilizzarlo per fini da chiarire, o ha goduto persino di spregiudicate coperture da parte degli uffici delicati? E' questa la domanda principale che si pongono politica ed opinione pubblica dopo che la polizia - non gli 007 - ha rivelato una vicenda che sta squassando il mondo della sicurezza nazionale tedesca. Fromm ha parlato dell'accaduto come d'una "seria sconfitta" e si è soffermato sulla scarsa comunicazione tra le varie branche dell' intelligence. Le ultime notizie su un agente impegnato a distruggere documenti sulla fazione di nostalgici armati ha creato ulteriore imbarazzo ai piani alti di Berlino, dove crescono le voci che reclamano una bonifica completa nelle strutture riservate. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Kidon (baionetta), il mitico reparto d'eccellenza del Mossad adibito a missioni supersegrete e letali, al centro d' un libro, e delle annesse polemiche, da parte di chi non ama Israele. Il volume "Spies against Armageddon", autori i giornalisti Dan Raviv e Yossi Melman, racconta nei dettagli, tra l' altro, una storia nota: che i commando dello Stato Ebraico hanno ucciso di recente almeno quattro scienziati iraniani per sabotare il programma nucleare di Ahmadinejad e soci. Non sembra che a Gerusalemme e dintorni l'uscita dell'opera abbia creato preoccupazione alcuna. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Nei giorni scorsi, dopo la prevedibile sentenza della Cassazione che ha chiuso la vicenda dell' irruzione nella scuola Diaz nel G8 genovese del 2001, si è scatenato il solito gioco delle parti: con spezzoni della sinistra, grillini ed estremisti vari ad esultare per l' interdizione dai pubblici uffici dei vari Gratteri, Luperi, Caldarozzi, poliziotti capaci incorsi, stando al verdetto della Suprema Corte, in un errore di percorso. D' altro lato, taluno ha pensato di fraintendere le scuse di Antonio Manganelli e ritenerle un segno di debolezza, cosi' come la nota firmata dal sottosegretario De Gennaro. In realtà, le posizioni assunte da queste personalità, che hanno fatto la storia della polizia italiana, sembrano dettate da realismo e saggezza. Bando agli speculatori, specie in un momento cosi' difficile per il Paese.

 

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