Chiesa. Papa: “I preti usino il web per animare la comunità”

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Chiesa. Papa: “I preti usino il web per animare la comunità”

23 Gennaio 2010

Se lo spazio della comunicazione virtuale sembra disegnare l’inizio di "una storia nuova" per la sua capacità di creare nuove relazioni, i preti che con esso interagiscono non devono avere l’obiettivo di occupare semplicemente uno spazio, ma di essere animatori delle comunità. È quanto afferma Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni, che si celebra il prossimo 16 maggio, dal titolo: "Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola".

Con la diffusione del mondo digitale "la responsabilità dell’annuncio non solo aumenta – spiega il Papa – ma si fa più impellente e reclama un impegno più motivato ed efficace. Al riguardo, il Sacerdote viene a trovarsi come all’inizio di una ‘storia nuovà, perché, quanto più le moderne tecnologie creeranno relazioni sempre più intense e il mondo digitale amplierà i suoi confini, tanto più egli sarà chiamato a occuparsene pastoralmente, moltiplicando il proprio impegno, per porre i media al servizio della Parola".

"Tuttavia, la diffusa multimedialità e la variegata ‘tastiera di funzioni’ della medesima comunicazione – si legge ancora nel Messaggio – possono comportare il rischio di un’utilizzazione dettata principalmente dalla mera esigenza di rendersi presente, e di considerare erroneamente il web solo come uno spazio da occupare".

"Ai Presbiteri, invece – prosegue il testo – è richiesta la capacità di essere presenti nel mondo digitale nella costante fedeltà al messaggio evangelico, per esercitare il proprio ruolo di animatori di comunità che si esprimono ormai, sempre più spesso, attraverso le tante ‘voci’ scaturite dal mondo digitale, ed annunciare il Vangelo avvalendosi, accanto agli strumenti tradizionali, dell’apporto di quella nuova generazione di audiovisivi (foto, video, animazioni, blog, siti web), che rappresentano inedite occasioni di dialogo e utili mezzi anche per l’evangelizzazione e la catechesi".

Domenico De Masi, professore ordinario di Sociologia del Lavoro presso la facoltà di Sociologia dell’Università di Roma ‘La Sapienza’, afferma che "bisogna dare atto che la Chiesa ha sempre adottato con grande tempestività le tecnologie. Del resto era il 1931 quando la prima stazione radio veniva progettata nella Città del Vaticano da Guglielmo Marconi. E poi i preti hanno anche più tempo per smanettare con internet e non c’è dubbio che lo utilizzeranno sempre più massicciamente".

"È fuori di dubbio – osserva ancora il sociologo – che lo strumento ha rivoluzionato la vita di tutti. Ovviamente anche quella dei preti. Non dimentichiamo poi che la rete è un doppione della vita quindi dalla letteratura alla preghiera per arrivare alle televendite ormai passa tutto da internet e non ci vedo alcun pericolo".