Chiesa. Papa: “La questione sociale ha bisogno di dialogo e mediazione”

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Chiesa. Papa: “La questione sociale ha bisogno di dialogo e mediazione”

05 Settembre 2010

Futuro dei giovani, ingiustizie sociali e crisi occupazionale sono stati i temi al centro della Preghiera dei fedeli alla messa celebrata oggi dal Papa a Carpineto Romano (Roma). "Per il nostro Paese che sembra incapace di formare alla vita, specialmente le giovani generazioni", recitava una delle preghiere. "Per il mondo di oggi, segnato come ai tempi di Leone XIII da nuove e stridenti ingiustizie sociali ed economiche", affermava la seconda. Si è pregato poi "per la difficile situazione occupazionale che attraversa la Ciociaria, perché i responsabili della cosa pubblica e delle imprese sappiano trovare soluzioni adeguate sempre nella dignità della persona". Infine, si è pregato per le vocazioni e per il Papa.

Benedetto XVI ha affermato questa mattina che, come già comprese Leone XIII, la "questione sociale può essere affrontata in modo positivo con dialogo e mediazione". Il Papa, infatti, questa mattina ha celebrato la messa A Carpineto romano, cittadina natale del Pontefice della Rerum novarum, la prima enciclica sociale della Chiesa.

Ricordando il magistero del suo predecessore, il Papa ha detto: "Già dal tempo in cui era Nunzio Apostolico in Belgio, egli aveva compreso che la questione sociale si poteva affrontare positivamente ed efficacemente con il dialogo e la mediazione". Quindi ha aggiunto: "In un’epoca di aspro anticlericalismo e di accese manifestazioni contro il Papa, Leone XIII seppe guidare e sostenere i cattolici sulla via di una partecipazione costruttiva, ricca di contenuti, ferma sui principi e capace di apertura".

"Subito dopo la Rerum novarum – ha aggiunto Ratzinger – si verificò in Italia e in altri Paesi un’autentica esplosione di iniziative: associazioni, casse rurali e artigiane, giornali… un vasto ‘movimento’ che ebbe nel servo di Dio Giuseppe Toniolo l’illuminato animatore".

"Un Papa molto anziano – ha quindi osservato Benedetto XVI – ma saggio e lungimirante, potè così introdurre nel XX secolo una Chiesa ringiovanita, con l’atteggiamento giusto per affrontare le nuove sfide". "Era un Papa – ha spiegato in riferimento a Leone XIII – ancora politicamente e fisicamente ‘prigioniero’ in Vaticano, ma in realtà, con il suo magistero, rappresentava una Chiesa capace di affrontare senza complessi le grandi questioni della contemporaneità".

Il Papa ha spiegato che nella stagione storica di fine ‘800 che accompagna il magistero sociale di Leone XIII, lo sviluppo dell’industria e la conseguente nascita del movimento operaio hanno contribuito a far sviluppare la riflessione della Chiesa sul piano sociale. . In quell’epoca, ha proseguito il Santo Padre, "si andava sviluppando – ha affermato il Pontefice – l’industria e con essa il movimento operaio, sempre più organizzato politicamente. Il magistero della Chiesa – ha aggiunto Ratzinger – al suo livello più alto, fu sospinto e aiutato dalle riflessioni e dalle esperienze locali ad elaborare una lettura complessiva e prospettica della nuova società e del suo bene comune". "Così quando nel 1878 fu eletto al soglio pontificio, Leone XIII si sentì chiamato a portarla a compimento, alla luce delle sue ampie conoscenze di respiro internazionale, ma anche di tante iniziative realizzate ‘sul campo’ da parte di comunità cristiane e uomini e donne di Chiesa".

"Furono infatti decine e decine di Santi e Beati – ha detto Ratzigner – dalla fine del Settecento agli inizi del Novecento, a cercare e sperimentare, con la fantasia della carità, molteplici strade per attuare il messaggio evangelico all’interno delle nuove realtà sociali". "Furono senza dubbio queste iniziative – ha concluso il Papa – con i sacrifici e le riflessioni di questi uomini e donne a preparare il terreno della Rerum novarum e degli altri documenti sociali di Papa Pecci".