Home News Chiesa. Papa: “Lager come l’inferno: l’uomo non si sostituisca a Dio”

Chiesa. Papa: “Lager come l’inferno: l’uomo non si sostituisca a Dio”

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Dura condanna oggi di papa Benedetto XVI contro il male estremo dei lager nazisti "simboli dell'inferno in terra" con l'avvertimento che il nichilismo che li produsse è un pericolo "ampio e diffuso" ancora oggi. L'uomo non si sostituisca quindi a Dio, esorta Ratzinger, perché l'arbitrarietà assoluta è alla radice di ogni male.

I calendari ricordano in questi giorni i santi Teresa Benedetta della Croce-Edith Stein, ebrea convertita al cattolicesimo che si fece monaca carmelitana, e San Massimiliano Kolbe, francescano polacco. Entrambi conquistarono la santità morendo da martiri nell'orrore del campo di sterminio di Auschwitz.

Il papa rievoca le loro figure all'Angelus e li indica come esempi di santità. Di quella "carità nella verità" che è l'unica "risposta credibile ed esaustiva" alla "crisi profonda del mondo contemporaneo". Ma c'è un'altra risposta, avverte il Papa, propagandata da "filosofie e ideologie" e "sempre più anche da modi di pensare e di agire" che è alternativa all'umanesimo cristiano e ha "attraversato tutta quanta la storia" raggiungendo "la punta culminante" nella follia dei campi voluti da Adolf Hitler: il nichilismo contemporaneo.

"I lager nazisti - scandisce la sua condanna Ratzinger -, come ogni campo di sterminio, possono essere considerati simboli estremi del male, dell'inferno che si apre sulla terra quando l'uomo dimentica Dio e a Lui si sostituisce, usurpandogli il diritto di decidere che cosa è bene e che cosa è male, di dare la vita e la morte". Un "triste fenomeno", aggiunge il papa, che "non è circoscritto ai lager", "punta culminante di una realtà ampia e diffusa, spesso dai confini sfuggenti", e che non appartiene quindi solo al passato. Al contrario, sottolinea Benedetto XVI, oggi la cultura nichilista che "esalta la libertà individuale quale unico principio dell'uomo" è persino più insidiosa. È così, infatti, che l'uomo si trasforma in un Dio e fa "dell'arbitrarietà il proprio sistema di comportamento".

Dunque una nuova condanna da parte di Ratzinger dell'Olocausto e della furia nazista che si abbattè contro gli ebrei a distanza ravvicinata da altre condanne pronunciate in occasione del recente viaggio in Israele, a maggio, e di una significativa udienza a una delegazione di ebrei americani in Vaticano, a febbraio. C'era, in quel momento, da ricucire il rapporto con gli ebrei fortemente minacciato dalle dichiarazioni negazioniste del vescovo lefebvriano Richard Williamson a cui Benedetto XVI aveva revocato la scomunica, assieme agli altri tre presuli lefebvriani, destando molte polemiche.

Oggi il Papa coglie l'occasione della ricorrenza dei santi martiri ad Auscwitz per affermare con forza un nuovo no alla follia dei lager. Bendetto XVI guarda però anche avanti, in particolare alle sfide della bioetica che sono dietro l'angolo. E avverte che, come l'uomo che rifiutò Dio all'epoca del nazismo creò l'abominio dei lager, così oggi, se vuole perseguire un progresso senza Dio, rischia di produrre mali simili.

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