Chiesa. Papa: “Non stancarsi mai di pregare Dio per chiedere giustizia”

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Chiesa. Papa: “Non stancarsi mai di pregare Dio per chiedere giustizia”

17 Ottobre 2010

Per quanto la preghiera possa sembrare a volta un’attività superflua o inutile, non bisogna invece mai stancarsi di pregare il Signore e di chiedere giustizia rivolgendoci a lui. È quanto ha spiegato questa mattina Benedetto XVI nel corso dell’omelia pronunciata in occasione della canonizzazione di sei nuovi santi in Piazza San Pietro, fra i quali la prima santa australiana, suor Mary McKillop, fondatrice della Congregazione delle Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore, dedite alla educazione dei poveri, orfani, delle ragazze in pericolo. Fra l’altro suor McKillop subì traversie di non poco conto all’interno della stessa Chiesa in quanto fu scomunicata dal suo vescovo per aver denunciato, insieme ad altre consorelle, gli abusi sessuali su minori commessi da un sacerdote. Successivamente la scomunica, comminata irregolarmente, le fu revocata e la sua congregazione riconosciuta.

Il Papa è partito dalla parabola della vedova che chiede giustizia a un giudice il quale non ha paura di Dio ed è intenzionato a non dar ascolto alla vedova. Eppure a forza di implorarlo la dona ottiene giustizia. Da qui l’insegnamento della parabola: "Se un giudice disonesto alla fine si lascia convincere dalla preghiera di una vedova, quanto più Dio, che è buono, esaudirà chi lo prega. Dio infatti è la generosità in persona, è misericordioso, e quindi è sempre disposto ad ascoltare le preghiere. Pertanto, non dobbiamo mai disperare, ma insistere sempre nella preghiera".

Poco prima il Papa aveva osservato: "La liturgia di questa domenica ci offre un insegnamento fondamentale: la necessità di pregare sempre, senza stancarsi". "Talvolta – ha aggiunto – noi ci stanchiamo di pregare, abbiamo l’impressione che la preghiera non sia tanto utile per la vita, che sia poco efficace. Perciò siamo tentati di dedicarci all’attività, di impiegare tutti i mezzi umani per raggiungere i nostri scopi, e non ricorriamo a Dio". "Gesù invece – ha proseguito Ratzinger – afferma che bisogna pregare sempre, e lo fa mediante una specifica parabola". "Questa – ha detto ancora il Papa – parla di un giudice che non teme Dio e non ha riguardo per nessuno, un giudice che non ha nessun atteggiamento positivo, ma cerca solo il proprio interesse. Non ha timore del giudizio di Dio e non ha rispetto per il prossimo. L’altro personaggio è una vedova, una persona in una situazione di debolezza".

"Nella Bibbia – ha spiegato il Pontefice – la vedova e l’orfano sono le categorie più bisognose, perchè indifese e senza mezzi". "La vedova – ha affermato Benedetto XVI – va dal giudice e gli chiede giustizia. Le sue possibilità di essere ascoltata sono quasi nulle, perchè il giudice la disprezza ed ella non può fare nessuna pressione su di lui. Non può nemmeno appellarsi a principi religiosi, poiché il giudice non teme Dio". "Perciò – ha aggiunto Ratzinger – questa vedova sembra priva di ogni possibilità. Ma lei insiste, chiede senza stancarsi, è importuna, e così alla fine riesce ad ottenere dal giudice il risultato".